giovedì 9 luglio 2009

Solo il 45% delle spiagge italiane è ad accesso libero

Come stabilito dalla legge finanziaria del 2007 (art.1 comi 251 e 254) i gestori degli stabilimenti balneari devono garantire l'accesso alla battigia (il cui suolo pubblico è fissato in 5 metri dal punto di impatto dell'onda). Ma solo il 30% dei 5.200 stabilimenti applica la norma. Siamo in Italia... e nel Belpaese spesso non mancano le leggi (come si potrebbe pensare) ma la loro applicazione. Accade così che degli oltre 7.000 km di spiagge italiane più del 45% è reso inaccessibile dal cemento o dagli stabilimenti.
Questo emerge da un dossier dei Verdi secondo il quale solo 2/3 gestori su 10 della costa tirrenica e e di alcuni tratti di quella abruzzese permettoni l'attraversamento gratuito per arrivare al mare. Gli altri fanno pagare.
Le mappe delle zone dove c'è un biglietto d'ingresso alla spiaggia vede "trionfare" (negativamente) la Liguria e il Lazio dove il 75% dei lidi ha l'accesso a pagamento. Seguono la Campania con il 70%, la Toscana con il 65% e l'Abruzzo con il 60%.
Alcuni esempi: a Fregene ed Ostia ci sono solamente stabilimenti balneari e si deve pagare dai 4 ai 10 €. A Genova il prezzo varia da 5 a 7 €. A Livorno addirittura si paga dai 10 ai 15 €!!!

Secondo Legambiente poi le spiagge libere sono sempre di meno, lontane dagli stabilimenti e sempre più sporche.
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