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Un metodo scientifico per combattere il jet lag

Un algoritmo matematico per aiutare chi soffre di JET LAG (lo sfasamento del ritmo veglia sonno procurato dai viaggi in zone con diversi fusi orari). E' quello che si legge sulle colonne dela Gazzetta dello Sport nella rubrica "La salute prima di tutto" di Paolo Castelli, coordinatore scientifico mensile di OK!.
Lo hanno messo a punto i ricercatori del Brigham and Women's Hospital di Boston e come scrive la rivista PLos Computational Biology permette di abbreviare anche di 4 giorni i tempi di recupero, una volta tornati a casa.
Come funziona? Il metodo prevede una serie ben precisa (e personalizzata) di momenti della giornata, in cui esporsi a luce forte o al buio. Tutto questo spinge il cervello (in particolare il circuito ipotalamo-epifisi), a modulare in modo corretto la secrezione di melatonina, l'ormone chiave del sonno.

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