venerdì 22 gennaio 2010

L'aria (inquinata) della Cina nuoce gravemente alla salute

Arriva dalla Spagna, dalle colonne dei El Pais l'allarme per l'inquinamento delle città cinesi, in particolare quelle nel cuore del Paese. Secondo l'International Energy Agency la Cina ha superato gli Stati Uniti ed è il maggior emettitore di CO2 del mondo con oltre 6 milioni di tonnellate l'anno, più di un terzo della produzione mondiale. Responsabile principale, il carbone, mediante cui si copre il 70% del fabbisogno energetico. E le prospettive per il futuro non sono migliori in quanto nonostante i tentativi di utilizzare energie rinnovabili, il consumo del minerale raddoppierà nei prossimi 15 anni.
Nel 2008, in occasione delle Olimpiadi estive di Pechino, era salito alla ribalta il problema delle nubi di smog sopra la capitale, con relativi provvedimenti che implicavano il blocco del traffico e lo spronamento ad utilizzare maggiormente la bicicletta per gli spostamenti (leggi qui). Il problema persiste e riguarda molte altre città purtroppo.
Linfen, la città più inquinata della Cina, è l'emblema di questa tragedia ambientale: gli abitanti non appendono più nemmeno il bucato all'aperto per non trovarselo nuovamente sporco!
A Tianying (ancora nella Cina centrale), la seconda città più inquinata, la situazione non è migliore ma la causa stavolta è il piombo. L'aria di questa zona presenta un livello di piombo superiore di ben 24 volte quello fissato come limite massimo di sicurezza. Il problema è comunque generale: in tutta la Cina, anche nel Tibet, si verificano casi di problemi di crescita fisica e mentale dei bambini ed il livello del piombo nel sangue supera spessa il limite di soglia.
Secondo gli scienziati cinesi il 40% dei mammiferi e il 76% della flora sono minacciate dall'estinzione. E l'Accademia Cinese di Scienze Sociali denuncia la scomparsa della metà delle zone umide del Paese.
Secondo un rapporto della Banca Mondiale, in Cina ci sono 16 delle 20 città più inquinate del mondo. Città come Shanghai, che quest'anno ospiterà l'Expo mondiale, sono tra le più colpite: un giorno nella capitale commerciale cinese equivale a fumare un pacchetto di sigarette...
Ad Hail, uno dei più importanti centri di produzione di energia, la neve che cade non è bianca ma... nera. A Pechino le tempeste di sabbia ogni anno aumentano di numero e di intensità a causa della desertificazione della bassa Mongolia. Per non parlare dell'inquinamento dei fiumi... nello Yangtze qualche settimana fa è stata scoperta una larga chiazza di gasolio.

Solo l'1% dei 600 milioni di residenti urbani respira aria considerata "sicura" secondo l'Unione Europea, per la quale il limite è rappresentato da 40 microgrammi di particolato per metro cubo di aria: nel 2006, quando a Pechino non c'erano ancora tre milioni di veicoli, la media era pari a 141 microgrammi. Adesso le auto sono più di quattro milioni...

Potrei proseguire ancora elencando altri effetti allucinanti, ma mi sembra già abbastzna... se volete leggere altre statistiche da far venire i brividi (quanto siano aumentati i bambini con malformazioni negli ultimi anni, la percentuale delle morti per tumore, ecc.) qui trovate l'articolo originale.

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