martedì 11 settembre 2012

Cosa vedere a Istanbul: la Moschea Blu

La splendida Moschea Bluuno dei simboli di Istanbul
moschea blu istanbul
Visitare Istanbul per chi ha pochi giorni a disposizione non è faticoso. Buona parte delle bellezze artistiche ed architettoniche si trovano infatti nel raggio di un chilometro quadrato all'interno del quartiere di Sultanhamet e in particolare nella piazza omonima (Sultanhamet Meydani) dove svettano la Moschea Blu e la dirimpettaia Haghia Sophia (la chiesa di Santa Sofia). A poche decine di metri da quest'ultima c'è l'ingresso della Cisterna Basilica mentre di fianco alla Moschea Blu un giardino ospita quel che rimane dell'immenso Ippodromo che un tempo costituiva il cuore dell'antica Bisanzio.
Intorno, se avete tempo, le attrazioni da visitare non mancano, a partire dal Museo di arti turche e islamiche per continuare con:
  • il Museo dei mosaici
  • il Museo dei tappeti di Vakiflar
  • la tomba del sultano Ahmet I
  • il Bazar della cavalleria 
  • i Bagni di Roxelana detta "la spietata" (la prima moglie del sultano Solimano il Magnifico) che dicono essere i più bei bagni turchi di Istanbul (purtroppo non più in funzione... se volete concedervi un hammam dovete indirizzarvi da altre parti).


moschea blu istanbul

Questa grande premessa per dire che è inevitabile recarsi a piazza Sultanhamet e spesso una visita alla città inizia da lì.
Ad esempio dalla Moschea Blu, forse la moschea più bella di Istanbul, così chiamata per il colore delle piastrelle che a decine di migliaia decorano l'interno. In realtà il blu, anzi l'azzurro, è predominante, ma non si pensi che sia il solo colore presente sulle ceramiche che ricoprono i massicci pilastri, le pareti, la cupola principale e le altre cupole e semicupole che formano il complesso progettato da Mehmet Aga (fatto costruire dal 1609 al 1616 dal sultano Ahmet I che morì l'anno dopo il completamento dell'opera ad appena 27 anni...).

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Le pregiate piastrelle smaltate e dipinte a mano di Iznik (*) presentano in prevalenza motivi floreali in cui sono presenti il blu, il celeste ed il bianco ma anche verde e in misura minore il rosso.

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Altri motivi floreali (la religione musulmana vieta la riproduzione di figure umane) sono presenti sui tappeti rossi e stanno ad indicare la posizione del fedele durante la preghiera.

moschea blu istanbul
moschea blu istanbul

Nel periodo di maggior afflusso (in genere da maggio a settembre) l'accesso ai turisti è consentito dalla porta settentrionale che si trova dalla parte opposta rispetto all'ingresso principale (dalla quale si esce). Per entrare bisogna attraversare il vasto cortile circondato da porticati e di forma quadrata: ai suoi vertici sono si innalzano 4 dei 6 minareti che contribuiscono a dare la caratteristica sagoma alla Moschea Blu. Un particolare che ai tempi della costruzione era considerato quasi sacrilego in quanto 6 erano i minareti della Moschea della Mecca.

moschea blu istanbul

La sensazione che si ha appena si mette piede dentro la moschea è di uno spazio più grande di quello effettivo. Sarà la luce riflessa dalle piastrelle e dalle numerose vetrate policrome, o forse saranno i classici lampadari che pendono dal soffitto fino ad un'altezza di poco più di 2 metri, non lo so, ma le volte delle cupole sembravano lontane lontane... e le dimensioni delle colonne "a zampa di elefante", gigantesche.

moschea blu istanbul

All'uscita, sulla sinistra, si trova il lavacro dei piedi, il luogo dove i musulmani fanno le abluzioni prima di entrare nella Moschea.

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Adesso siete pronti per visitare Santa Sofia, andiamo? :)

(*) uno dei massimi centri di produzione di ceramica del periodo ottomano tra il XV e XVII secolo.

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