mercoledì 10 ottobre 2012

Internet Festival Pisa 2012: considerazioni in libertà

Internet Festival Pisa 2012
Una sfilza di tweets non è certo sufficiente per dare un'idea di quel che è successo a Pisa nei giorni scorsi. L'Internet Festival è stato un grande evento mediatico che ha coinvolto tantissime teste pensanti e una quantità spropositata di energia.
Malika Ayana canta "Tre sono le cose che devo ricordarmi di dire". Pure io.

1.L'INTERNET FESTIVAL

Non mi avventuro in analisi che non mi competono. Non ho né le capacità né la formazione per poter dare un giudizio sull'IF o dire se ha risposto alle aspettative. Da utente medio che frequenta la Rete senza conoscere chi sono gli influencer, e alla maggior parte delle tematiche discusse negli oltre 100 eventi dislocati per la città si avvicina con curiosità ed un grande punto interrogativo disegnato sulla faccia, la mia impressione è stata globalmente molto positiva. Ci sono delle cose da migliorare, come in ogni grande neonata manifestazione (l'IF era al suo 2° anno di vita), ad esempio quel che è balzato immediatamente agli occhi di tutti sono stati alcuni inconvenienti tecnici, tipo problemi di audio nei collegamenti su Skype (o forse sono stato sfortunato io a capitare nell'Aula Magna del Polo Carmignani nell'unico momento in cui l'intervento dell'ospite esterno si sentiva a stantuffo) o il ritardo perenne con cui iniziava ogni incontro. Siamo in Italia, nessuno ci fa più caso, ma si poteva semplicemente far partire ogni evento alle :15 e non alle :00.

Pisa Internet Festival 2012

Mi ha lasciato un po' perplesso il doppio stand che occupava il Ponte di Mezzo. Quando "ti metti nel mezzo" ottieni il duplice obiettivo di non passare inosservato e di... rompere le scatole! Uno era adibito a proiezioni il cui significato sarei curioso di sapere quanti passanti hanno colto, l'altro a discorsi istituzionali e a quartier generale per i ragazzi, adrenalinici, del Social Media Team (piccolissima parentesi, ho avuto il piacere di fare finalmente la conoscenza di @laciccina, @ilbisbetico, @SaraSaviozzi, @lakikka80 e qualche altro blogger; altri avrei voluto davvero conoscerli ma ho notato che la loro aura impediva di avvicinarsi...).
Qualcuno ho letto che si è lamentato dell'inevitabile effetto dispersivo causato dall'espansione del Festival in 20 luoghi diversi invece a mio parere la ricchezza dell'IF è stata proprio l'abbondanza e la bellezza delle locations. Ho avuto modo di scoprire il piccolo Cinema Teatro Lux, alcune aule della Scuola Superiore Sant'Anna, l'Orto Botanico (a dire il vero, mi ha un po' deluso... forse non è questo il periodo migliore per osservare alcune specie di piante), lo stupendo Palazzo Reale (grazie al Blog Tour di cui parlerò dopo) e la suggestiva Aula Azzurra della storica Scuola Normale.

Scuola Normale Aula Azzurra

Gli ospiti? Tantissimi e di gran spessore. Alcuni di questi li ho potuti avvicinare ed è incredibile constatare che personaggi del calibro di @stefanoepifani se la tirino meno di alcuni blogger...
Quel che mi è piaciuto di più: l'esposizione dedicata ai vecchi calcolatori dell'Università di Pisa al Museo di San Matteo. Ci siamo andati giovedi mattina quando ancora era in allestimento e e ci sarei tornato volentieri ma troppe erano le cose da fare. Più di tre... 

Internet Festival Pisa Blog Tour

Vedere una accanto all'altra queste macchine è stato come assistere alla famosa sequenza evolutiva darwiniana in cui la scimmia si trasforma in homo sapiens. La macchina ridotta fa quasi tenerezza eppure ha solo 55 anni di vita... i primi pc portatili, i cassoni della Olivetti e via via verso gli anni '80 fanno il loro ingresso i computer della nostra infanzia o giovinezza: lo Spectrum, il Vic 20 ed il Commodore 64! Anch'io ne avevo uno, chissà che fine ha fatto.

2. IL BLOG TOUR

Se la compagnia non risulta piacevole ogni blog tour è destinato a fallire (legge zero della blogtourotica). Per fortuna @ivoriccio ha scelto bene i componenti della squadra. O almeno, vista la presenza del sottoscritto, quasi tutti. Ragazzi, anzi ragazze dato che ero l'unico masculo, brillanti, curiose e con delle ottime capacità narrative (leggete i loro blog per avere la conferma, l'elenco è qui). @ClaudiaPannunzio, @Ggnitaly84, Francesca (o Festina, o Ilaria oppure Cristina... non si è capito!), @antoniocontent, @serenapuosi, @Tuscanycious@tuscanyart sono state delle good fellows (giusto Georgette?). Insieme abbiamo visitato Pisa e scoperto che "oltre la torre" c'è di più, come recita uno slogan divenuto famoso.
Ben sottinteso che la piazza dei Miracoli è davvero un must. Irrinunciabile! Una guida di IncomingGuides Pisa ci ha condotto quasi per mano all'interno della Cattedrale e del Battistero riportandomi alla memoria una vecchissima gita scolastica in cui non avevo di certo apprezzato tutte le meraviglie che abbiam visto.

piazza Miracoli Pisa

Però una toccata e fuga Pisa non se la merita. A cominciare dal Palazzo Reale, la città nasconde dei gioielli che vale la pena vedere. Entrerò nel dettaglio in uno dei prossimi giorni quando parlerò del percorso galileiano che abbiamo avuto l'onore di seguire con la valente guida del dott. Sonnini e dell'Ippodromo di San Rossore dove ho scoperto le analogie tra il mondo dell'ippica e quello dei motori e soprattutto sono salito su una carrozza da... corsa! Alla guida di un signore d'altri tempi, il prof. Migliorini.

Pisa Palazzo Reale
ippodromo San Rossore Pisa

Poi come dimenticare il privilegio che abbiamo avuto di visitare in anteprima la mostra dedicata a Kandinsky che sarà aperta al pubblico il prossimo 13 ottobre?! Le opere che abbiamo potuto ammirare erano solo una piccola parte di quelle che andranno esposte ma è stato divertente gironzolare nelle sale in allestimento ed interessante ascoltare le spiegazioni del curatore del museo che davanti a un capolavoro come la Macchia Nera ci ha parlato della provenienza del mondo colorato del pittore russo, del suo astrattismo non poi così astratto e di come in realtà ci siano più elementi ripetitivi di quanto non si pensi...

Pisa Palazzo Blu

3. PISA (OVVERO L'OSPITALITA' E LA BUONA CUCINA)

Pisa come dicevo è qualcosa di più della Torre Pendente. Molto di più, o i pisani mi bacchettano subito le mani :D. Pisa è una città universitaria quindi movimentata, di giorno e di notte. Pisa è piccola e vivibile, Pisa è ospitale. Molto ospitale.
Citazione d'obbligo per Andrea Romanelli, albergatore-factotum 2.0 dell'hotel La Pace che ci ha accolto per i giorni della manifestazione. Da lui siamo stati veramente bene e lo scrivo non perchè devo scriverlo (contrariamente a come pensa qualcuno, ci sono ancora blogger che dicono quel che pensano, anche se scomodo e se ci sono complimenti da fare, si fanno senza curarsi se qualcuno pensa che non siano genuini) ma perché è la verità: siamo stati coccolati con le sue colazioni squisite ed i cappuccini "personalizzati", i suoi aperitivi e le battute irresistibili. 

Hotel La Pace Pisa

L'hotel si trova a 50 metri dalla stazione centrale ed è quindi comodissimo. La struttura ha qualche anno ma è ben tenuta, le camere sono pulite ed il personale disponibile e simpatico.
A pranzo l'appuntamento fisso era al ristorante Galileo, seguiti da un altro tuttofare, l'onnipresente @sarofranz. Cucina toscana, servizio veloce e menù semplice ma dai sapori genuini. Ogni sera invece abbiamo sperimentato un ristorante diverso, ma anche di questo parlerò in un altro post per non annoiarvi ulteriormente. Dico solamente che poche volte ho gustato una cena a base di pesce più buona di quella di Con Nikkeri, presidio Slow Food a Marina di Pisa, sul Viale d'Annunzio. Una rimessa per barche in parte trasformata in ristorante dove fino alle 20 nessuno conosce il menù, nemmeno la cuoca, che freme di mettere in atto la sua abilità in attesa che arrivi il pesce pescato.

ristorante pesce Pisa Con Nikkeri

La seconda sera è stata la volta dell'Osteria Bernardo. Altra cena con i fiocchi, altra serata piacevolissima in cui l'unica nota stonata sono state le foto del mio smartphone che non hanno saputo rendere giustizia alla bontà dei piatti, soprattutto delle strepitose pappardelle al ragù di cinghiale con l'aroma di cioccolato (slurp!).
Infine siamo stati allo Schiaccianoci, a due passi dalla stazione. Un ristorante dai prezzi contenuti e dalla qualità eccellente in cui andare se vi piacciono i sapori tradizionali ed i menù senza troppi voli pindarici.

Nota: per la traduzione di alcuni termini toscani presenti nel testo chiedere direttamente a @aromanelli75.

Altre foto dell'Internet Festival e blog tour le trovate nell'album su Facebook.

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