giovedì 30 gennaio 2014

Visitando San Francisco: dalla 49 Mile Scenic Drive al Golden Gate

San Francisco
Mercoledi 10 luglio 2013. San Francisco, “Frisco” per i suoi abitanti, con tutte le sue colline e le sue case vittoriane, è una città che ti colpisce al primo colpo d'occhio. Personalmente, non me l’aspettavo così... grande! Ignorando il consiglio di tutti di non muoversi in macchina abbiamo deciso, arrivando per l’ora di pranzo, di visitare i quartieri esterni con l’auto e la soluzione si è rivelata perfetta. 
Ci sono un sacco di parcheggi lungo la strada, spesso anche non a pagamento, bisogna solo controllare che non sia il giorno di pulizia della strada altrimenti potreste avere al ritorno una brutta sorpresa (puff! Sparita!), ma a parte questo è un mezzo comodissimo per spostarsi tra i quartieri, soffermarsi, fare un giretto veloce e ripartire nuovamente per nuovi orizzonti. 

San Francisco

Scegliamo di seguire in parte la 49 Mile Scenic Drive, una strada panoramica - segnalata da un cartello col gabbiano bianco - che ti permette di visitare tutta la città. Il primo quartiere che incontriamo è Mission, dal nome dall’omonimo edificio, il più antico della città. Poi proseguiamo sulla 24th street dove ammiriamo alcuni dei suoi caratteristici murales.

Un certo languorino ci ricorda che dalla colazione è passato un bel po', così ci spostiamo in Alamo Square e pranziamo in un piccolo ristorantino gestito da un simpatico cinese che si affaccia su una piazza in salita che permette di godere di un splendido panorama sullo skyline di Frisco.
Le famose Painted Ladies sono lì che ci guardano con le loro facciate color pastello e dietro di loro si stagliano i grattacieli del centro. Uno stupendo dipinto!

San Francisco
San Francisco

Castro, chiamato il quartiere dei gay, è la nostra prossima meta. Quanti ristoranti, bar e deliziose villette che ricordano tanto il telefilm "Streghe" (ma la vera casa del telefilm si trova in realtà a L.A.)! Passeggiamo fino ad arrivare a Haight Ashbury, il quartiere hippy pieno di case e locali davvero particolari e pittoresche, incontrando persone vestite nei modi più più strani, incuranti di qualsiasi giudizio possa arrivare dall'esterno. Noi che osserviamo e continuiamo a camminare siamo pervasi da una piacevolissima sensazione di libertà. 

San Francisco
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Il sole picchia forte, ma noi abbiamo una carta da giocare: salire sulle colline gemelle, le Twin Peaks, e godere della vista spettacolare sulla città e sull’intera baia. Peccato solo che ci sia la foschia a rovinarci i piani.... una nebbiolina che ci accompagnerà per il resto della nostra visita, purtroppo.

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Un po' abbacchiati filiamo dritti al Golden Gate Park, progettato dallo stesso architetto del Central Park di NY. Visitiamo velocemente lo Stadio e lo Spreckels Temple Of Music e poi decidiamo di entrare al Japanease Tea Garden: l’ingresso costa 7 dollari ma il giardino, anche se piccolo, è davvero delizioso! Tutto è curato nei minini dettagli, se amate i giardini alla giapponese impazzirete alla vista dei laghetti collegati da deliziosi ponticelli, dalle pagode e dai bonsai. 

San Francisco
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Lasciamo questa meraviglia per raggiungere il Presidio, più precisamente il Fort Point, per vedere finalmente il Golden Gate Bridge. Ma anche qui ci sorprende quella nebbiolina che avevamo conosciuto prima, giusto a coprire la sommità di questo ponte immenso... poco male, in fondo questa atmosfera lo rende ancora più affascinante!

San Francisco

Il Golden Bridge, simbolo di San Francisco fù costruito nel 1937 e all'epoca era la struttura sospesa più lunga e alta al mondo con i suoi 227 m sopra il livello dell'acqua e 2,7 km di lunghezza. Il colore rosso era dovuto originariamente dall’anti-ruggine ma piacque così tanto agli abitanti che non fu mai cambiato.

Prima di raggiungere il nostro motel ci fermiamo al Palace of Fine Arts, edificio neoclassico con larghe rotonde in stile greco e incorniciato da una silenziosa laguna. Una coppia di sposi che fanno delle foto e i cigni con i loro piccoli completano questo quadro di poesia... e noi ci lasciamo cullare dalla sua tranquillità.

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...to be continued!
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