giovedì 31 luglio 2014

Visitare la Val Ossola: Vogogna, il Medioevo senza tempo

vogogna becomingossola medioevo
Esattamente a metà dell'asse sud-est/nord-ovest che incontra idealmente il lago Maggiore e il confine svizzero se ne sta Vogogna, un piccolo paese che non arriva a 1800 abitanti della provincia di Verbania-Cusio-Ossola. Lo abbiamo conosciuto in un piovigginoso fine settimana di fine giugno, come ce ne sono stati tanti in questa bizzarra estate, e ce ne siamo subito innamorati!
Per una volta arrivo quasi a dire che quei nuvoloni che casualmente lasciavano sfuggire qualche raggio di sole di tanto in tanto non ci hanno rovinato la visita ma l'hanno impreziosita... esaltando l'aspetto medievale del centro storico e donandogli quell'aura di mistero che non guasta mai.

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Il nucleo di Vogogna, che fa parte con merito del club dei "Borghi più belli d'Italia" dell'ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e delle Bandiere Arancioni del Touring Club Italia, è un intrico di stradine acciottolate e casette dal tetto lastricato in pietra (dette beole o piode) che dalla sommità della rocca appaiono accuratamente disposte l'una sulle altre. 

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Un luogo dove ogni angolo ha una sua storia da raccontare.

Un tempo, nel Medioevo appunto, di qui passava la via Francigena che consentiva di oltrepassare le Alpi; immagino i pellegrini sostare all'interno delle mura erette per volere di Giovanni Visconti nella metà del XIV secolo, soffermarsi sotto gli archi del porticato del Palazzo Pretorio in cui si svolgeva il mercato e riprendere il cammino verso nord addentrandosi nel fitto bosco della Valgrande; una zona verde che ancora oggi non cede il passo all'urbanizzazione e può vantare il titolo di area selvaggia più estesa d'Europa, protetta dal parco nazionale istituito nel 1992.

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Un tempo, si parla ancora del Medioevo, i marmi rosati estratti dalle vicine cave di Candoglia venivano trasportate dal fiume Toce (che scorre a fianco del monte Orsetto su cui è appollaiata la Rocca) verso Milano seguendo il corso delle acque attraverso il lago Maggiore prima, il fiume Ticino e il Naviglio Grande poi. Gian Galeazzo Visconti, predecessore di Giovanni, sollevò il trasporto del materiale necessario per la costruzione del Duomo da ogni tipo di gabella coniando la sigla A.U.F.A (Ad Usum Fabricae Ambrosium) che nei secoli è rimasta nel lessico popolare ("a ufo" = gratis): nacque così nel 1387 la Veneranda Fabbrica del Duomo che ancora oggi lo rifornisce in esclusiva per ricambi dovuti all'usura del tempo o a danneggiamenti.

Storie. Tante storie. Come quella, divenuta leggenda, del tesoro nascosto nella Villa Biraghi Lossetti a ogni dipartita della proprietaria e andato perduto in quanto ella... morì in viaggio! O, ancora, la storia dell'affresco della Madonna del Latte, una delle tante raffigurazioni della Santa Vergine con un solo seno, che nel 1494 fu protagonista di un miracolo (colpito da un sasso, l'opera iniziò a sanguinare) che portò alla costruzione di un bellissimo Santuario a Re, nell'attigua Val di Vigezzo.

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Questo e molto altro, potete ascoltarlo nella sua interezza durante l'esperienza "Il Medioevo senza tempo", organizzata dai ragazzi di BecomingOssola. Di cosa si tratta? Di una visita guidata di Vogogna (costo: 9 €) articolata in tre fasi all'interno de: 
  • il Castello Visconteo e la sua Rocca
  • la Villa Biraghi
  • il borgo medievale
Il castello è senza dubbio l'edificio che più ci ha impressionato. La vista dalla torre abbraccia tutto il paese e regala alcuni scorci molto carini...
Ci si arriva prendendo un comodo ascensore o percorrendo una breve scalinata che inizia proprio ai piedi del Palazzo Pretorio. Venne fatto costruire nel 1348 dal vescovo e signore di Novara Giovanni Visconti anche se la rocca esisteva già da almeno 5 secoli, forse integrata in un sistema di avvistamento o forse addirittura baluardo difensivo. 

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Dello stesso anno è il palazzo, oggi sede delle riunioni del consiglio comunale e dell'ufficio turistico, edificato sul modello del broletto lombardo. Al suo interno si trova il Mascherone Celtico, una scultura in pietra ollare risalente al III secolo a.C., all'Età del Ferro, che dovrebbe rappresentare un dio silvestre o un eroe celtico, inserita come elemento decorativo in una fontana del 1753 fino a quando non venne sostituita da una copia e posta all'interno del Pretorio, dove si trova attualmente.

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Infine, da non perdere è anche la visita a villa Biraghi Lossetti, di fianco alla chiesa di Santa Marta. Costruita nel 1650, oggi ospita la sede del Parco Nazionale della Val Grande.

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Per altre informazioni vi rimando al sito becomingossola.com, che raccoglie questa e altre esperienze che potete provare per visitare la poco conosciuta Val Ossola, come "Cappuccetto rosso nel bosco" dedicato alle famiglie, o "Uno chalet, la pioggia e il bosco" al parco Yolki Palki Camp in Val Bognanco.
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