giovedì 4 dicembre 2014

Visitare Palermo in bicicletta con Sicilying

Che ne dite di un giro in bicicletta nel cuore di Palermo? Noi lo abbiamo fatto durante la nostra prima visita alla città e ci siamo divertiti tantissimo! Qui potete leggere la nostra esperienza.
visitare palermo bici sicilying
"Bedda Palemmo!" Dopo il weekend trascorso nel capoluogo siciliano non posso che gridarlo a voce alta e aggiungere che Palermo è una città accogliente e dolcissima... In poco più di due giorni tra cannoli siciliani, cassate, cassatelle, gelati, granite e sfinci (altra superba delizia!) abbiamo mangiato la ricotta e la pasta di mandorle che mediamente ci divoriamo in un anno! Adesso dieta stretta (e chi ci crede?) prima di tuffarci tra le bontà d'oltralpe (prossima meta: Lago di Costanza). Nel frattempo provo a deliziarmi e deliziarvi (spero) parlandovi della nostra esperienza palermitana più piacevole, il giro in bicicletta che abbiamo fatto nelle vie del centro insieme alla guida di Sicilying!

Non vi annoio più parlando del nostro innamoramento nei confronti della bicicletta. Della bicicletta "versione soft", utilizzata come mezzo di spostamento tra una meta e l'altra o all'interno di una città, senza fretta, con lo sguardo che scruta ogni scena che ci passa di fianco come fossimo all'interno di un film. A noi pedalare tranquillamente tra un quartiere e l'altro, fermandosi ogni tanto per scattare un po' di foto, piace assai, per dirla alla siciliana.

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il Teatro Massimo
Nonostante quel che si potrebbe pensare dando una prima occhiata allo stradario (che non presenta piste ciclabili), Palermo è adatta per questo tipo di turismo urbano: prima di tutto è pianeggiante! C'è solo un leggerissimo dislivello tra il Capo e il mare, facilmente superabile. In secondo luogo i quartieri di cui si compone il centro sono raggiungibili con pochi colpi di pedalata attraverso le due arterie principali che lo dividono in settori (via Vittorio Emanuele, dal Palazzo Reale alla Cala e via Maqueda dalla stazione al Teatro Massimo) così che potete anche decidere di spostarvi da un punto all'altro attraverso di esse e poi esplorare i vari rioni entrando nell'affascinante dedalo di viuzze lastricate.

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Silvia, la nostra carinissima e paziente guida che ha sopportato le nostre domande e soprattutto le numerose soste fotografiche, in tre ore ci ha fornito una bella panoramica della città e mostrato le sue diverse anime attraverso le tracce che hanno lasciato i Romani, gli Arabi e i Normanni al loro passaggio durante il corso dei secoli e gli odori, i suoni e i sapori dei famosi mercati rionali.

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Come ogni giro in bicicletta organizzato da Sicilying - un portale di prenotazioni online che permette di scegliere tra un ventaglio di esperienze veramente ampio e variegato (dalle gite in barca a vela ai corsi di cucina, dal volo in parapendio all'avventura in quad.... esclusivamente in terra siciliana!) - il percorso è modificabile e concordabile con le guide a seconda delle vostre preferenze ed esigenze. Noi abbiamo preferito dare un taglio artistico-gastronomico, per così dire, e complice anche una giornata primaverile (il calendario segnava la data 30 novembre, ma noi eravamo in maniche corte) le tre ore di bike-tour sono volate in un soffio!

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la partenza, di fronte alla chiesa di San Domenico
QUAL E' STATO IL NOSTRO GIRO?

Siamo partiti da piazza San Domenico, di fronte a una delle chiese barocche più belle della città e passando davanti all'edificio in stile Liberty delle Poste, realizzato durante il ventennio fascista, ci siamo diretti verso il Grand Hotel Le Palme, un albergo storico di Palermo, simbolo della Belle Epoque, uno dei periodi più fiorenti della città. Tra fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento qui soggiornarono gli scrittori e gli artisti più celebri di quegli anni, da Wagner a Maria Callas. A 50 metri dall'hotel si trova una chiesa anglicana alla quale era collegato attraverso un passaggio sotterraneo che purtroppo oggi non è visitabile.

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Tappa successiva, il Teatro Massimo, il terzo più grande d'Europa ed il primo per quanto riguarda la straordinaria acustica. Il giorno prima io e Sara avevamo partecipato a una visita guidata (di cui vi parlerò), quindi proseguiamo velocemente, non prima però di aver controllato se il cane che il giorno prima stazionava davanti alla scalinata, dormendo con le zampe rivolte verso il cielo, fosse ancora lì (dicono che sia un assiduo frequentatore della zona, ma non lo abbiamo più rivisto...).

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Ed eccoci al primo dei mercati rionali di Palermo! La sera prima eravamo passati per i vicoli della Vucciria (e assaggiato un gustoso pane-e-panelle) e ci chiedevamo quali fossero le diversità tra un mercato e l'altro. Al primo colpo d'occhio di un profano che per la prima volta ci mette dentro il piede l'impressione è che oggigiorno siano più gli elementi che li accomunano che quelli che li contraddistinguono: Vucciria, Il Capo e Ballarò (i tre che abbiamo visitato) mantengono la genuinità e lo spirito popolare delle origini, databili per tutti intorno all'anno 1000, nel periodo della dominazione araba.

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Inizialmente ognuno aveva una propria specializzazione, c'era chi vendeva esclusivamente carne (Il Capo), chi solo frutta e verdura (Ballarò), chi soprattutto carne e pesce (Vucciria). Adesso questa netta separazione non c'è più e nei mercati trovate di tutto, non solo generi alimentari. Ovviamente ci sono elementi peculiari che caratterizzano ciascuno! A U Capu potete ascoltare, più che altrove, le abbanniate, le grida o meglio i richiami che i venditori fanno per attirare l'attenzione dei compratori; a volte dei veri e propri componimenti fantasiosi.

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Luoghi veri, i mercati, fatti di persone dal volto solcato dalla vita, di vuci spesso incomprensibili da chi non mastica il dialetto, di colori che sembrano sul punto di esplodere.

Ci muoviamo a piedi in lenta processione tra lo stretto spazio tra bancarella e bancarella, stando attenti a non "fare uno scontro frontale" con i motorini che sbucano da ogni dove. E tra le distese di cassette di legno che espongono la frutta, a un passo dal panificio Putano (una putìa, cioè una bottega, storica di Palermo)  troviamo un venditore che esporta cannoli siciliani in tutto il mondo (al mercato li trovate a 0,50 € l'uno!)

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...e tentiamo di agire "like a local" comprando un panino con la frittola, gli scarti della macellazione del vitello bolliti e fritti nello strutto che vengono stipati dal frittularu in un morbido panino pescando da un sacchetto sotto il banco.

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panino con la frittola (o frittula)
Il Capo ci riserva anche una sorpresa non gastronomica: la chiesa dell'Immacolata Concezione in via Porta Carini, affacciata proprio su una delle stradine in cui si svolge il mercato. Cosa dire se non che è un meraviglioso piccolo concentrato di stile barocco?

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Il giro non è ancora a metà ma come avete intuito è già denso di luoghi imperdibili!
Vi rimando quindi alla seconda parte del racconto, dove parlerò di carretti siciliani e del mercato di Ballarò, della Cala e di piazza Marina, dei Quattro Canti e di un posto strepitoso dove sfornano le arancine più buone di Palermo!!!

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INFO UTILI
  • Per la visita in bicicletta con Sicilying non occorre alcun tipo di preparazione. Casomai portatevi una bottiglietta d'acqua dietro nel caso in cui la giornata sia calda, come è successo a noi.
  • La prenotazione viene effettuata online sul sito Sicilying.com pagando un acconto e saldando la differenza di persona (prezzo totale: 28,50 € a persona).
La nostra esperienza è stata veramente positiva e speriamo di bissarla presto durante un prossimo viaggio in Sicilia! Tra le oltre 500 proposte c'è ad esempio anche un'escursione sul monte Etna... noi ci stiamo facendo già un pensierino.

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