martedì 6 ottobre 2015

Un giorno a Lubecca, gioiello della Lega Anseatica

Una meravigliosa scoperta! La regina della Lega Anseatica si presenta sulla mappa come una collana di perle, racchiusa tra le acque dei canali Trave e Wakenitz, protesi verso il loro sbocco naturale, il mar Baltico. Lubecca ha una caratteristica forma ellittica, con il centro storico accessibile da due porte quattrocentesche (in origine erano quattro).
lubecca germania nord

Holstentor è la porta più possente e simbolica, famosa per le due torri circolari che le fanno scudo e sono un simbolo della città. I mattoni rossi che la caratterizzano si trovano anche lungo le mura e nell'architettura della città vecchia, con centinaia di case tutte diverse, in parte dipinte con colori pastello e a volte con colori più vivaci.

lubecca germania nord

Lubecca è famosa anche per una scena culturale che ha avuto in Thomas Mann la sua stella più brillante, del quale si può visitare la casa – museo ricordando i Buddenbrook e gli altri suoi libri, specchio di una nazione e della sua epoca. Dal punto di vista architettonico sono da vedere il Municipio con la vasta piazza, Rathausplatz, il bellissimo Duomo e cinque chiese tutte diverse i cui campanili aguzzi si vedono svettare tra le case antiche. Hanno nomi semplici: Marienkirche dedicata a Santa Maria e le chiese dedicate rispettivamente ai santi Egidio, Caterina, Giacomo e Pietro.

lubecca germania nord
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Quest'ultima permette di vedere la città dall'alto ma purtroppo durante la nostra passeggiata di due ore non abbiamo tempo per salire in cima al campanile. La più fulgida immagine che mi rimane impressa è proprio la sequenza di case, tutte diverse, messe in fila in tempi antichi e sopravvissute alla guerra che pur ha significato distruzione e morte, e dopo la quale è stato necessario ricostruire per far risorgere la città finché anche l'Unesco se n'è accorta, nominandola Patrimonio dell'Umanità.


lubecca germania nord

Lubecca rappresenta l'apoteosi della città commerciale, una città libera anseatica con le società (Hansa) costituite per favorire i legami economici tra la Germania di allora, la Russia e il Nord Europa. Gli edifici religiosi e civili furono costruiti in epoca medievale e rinascimentale, c'è anche una sinagoga a testimoniare la vocazione commerciale e l'apertura mentale degli abitanti di Lubecca. Un po' come la mia Venezia dove, nella stessa epoca, “non si produceva nulla ma si trovava tutto”. Andate la mattina in piazza del municipio per vedere i prodotti esposti, alimentari e non, in vendita al mercato. Assaggiate i prodotti tipici nei ristorantini e scoprirete che la cucina della Germania del nord non è solo fatta di carne e patate, ma propone pesci, crostacei, frutti di mare da innaffiare con vini bianchi profumatissimi. Aringhe in tutte le salse troneggiano nel menu serale, ma anche al buffet della colazione, non mi faccio scappare l'opportunità di iniziare la giornata con il pieno di fosforo ed energia.

lubecca germania nord

Noi dormiamo in un posto comodo ma non certamente tipico che si chiama Holiday Inn, mentre ceniamo da Schiffergesellschaft, ristorante ricavato in un edificio storico, elegante e tipico al tempo stesso. I tavoli in legno dove gli avventori siedono gomito a gomito sono sovrastati da modellini di antichi velieri, in un'atmosfera vagamente cupa; mangiamo molto bene e finalmente scegliamo una bottiglia di Riesling renano che accontenta tutti e tre. Se invece vogliamo prendere vini diversi di solito ce ne portano una piccola caraffa da 0,2 litri, che sicuramente corrisponde a quanto ordinato ma che nella mia concezione dell'assaggio, senza la bottiglia, senza il rituale del vino che mi piace tanto, dà meno sapore all'esperienza.

lubecca germania nord

Usciamo alle 21,30 e c'è ancora piena luce, un accenno di rosa per il tramonto c'è solo nei colori dei mattoni delle chiese dove ci dirigiamo, all'estremità opposta rispetto alla porta d'ingresso principale. Oltre il Duomo vi sono più edifici Jugendstil, il nostro stile Liberty, sede di studi professionali, c'è un grande parco e un vecchio ponte di ferro.

Piccoli locali ci invogliano a consumare una birra, ascoltando musica dal vivo. Il jazz che accompagna il nostro dopo cena ci fa volare altrove, in altri luoghi e verso altri stili, sino ai festival musicali che hanno segnato la nostra giovinezza: la mia più lontana, quella di Flavio e Sandra ben più vicina. Spaziamo da Manu Chao (qualche fortunato ne ha visto ben tre concerti) al Rototom Sunsplash dei primi tempi che si teneva in un posto sperduto della bassa friulana, Gaio di Spilimbergo, per poi emigrare in Spagna. I miei amici cercano di istruirmi su orizzonti musicali ancora diversi parlandomi di gruppi come i Talco, li cerco su internet ma non mi è chiaro cosa facciano o dove suonino. Ci vorrebbe un'altra birra ma invece rientriamo in hotel, attraversando Lubecca nel silenzio della notte, città vuota ma non deserta, come se si volesse ricaricare in vista del nuovo giorno.

Foto e testo di Roberta Zennaro.

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