mercoledì 25 maggio 2016

Hammamet non solo mare: la Medina e Dar Sebastian

Hammamet richiama alla mente lunghe spiagge di sabbia dorata e un turismo low cost che per anni ha visto gli italiani in prima fila. Dopo un comprensibile calo provocato dai noti atti terroristici adesso la curva delle prenotazioni sta risalendo, favorita da un clima rasserenato che si avverte su tutta la costa tunisina e dall'immutata bellezza delle località, spesso prese erroneamente in considerazione solo per il mare.
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Il nostro viaggio in Tunisia è stato caratterizzato da una sequela di sorprese in positivo. Come ho scritto, a Cartagine mi aspettavo di trovare sassi e cartelloni didascalici riempiti di fiumi di parole, invece mi ha stupito con i suoi resti di età romana; il museo del Bardo me lo avevano descritto come una meraviglia e i suoi mosaici si sono rivelati all'altezza della fama; sulla Medina di Hammamet invece non avevo nessuna aspettativa da disilludere o confermare. Semplicemente non avevo idea che fosse così bella.

Sapete cosa trovate scritto riguardo Hammamet sul sito più cliccato e consultato della rete? "In Italia è nota principalmente perché nel 1994 vi si rifugiò Bettino Craxi" [Wikipedia]... Una frase inserita in una descrizione di appena 10 righe in cui è scritto il nome in caratteri arabi e viene stancamente fornita qualche altra nozione.
Tutto qui? E' davvero questa Hammamet? Una nota località turistica a sud-est di Cap Bon (lo sperone che si protende nel Mediterraneo separando il golfo di Tunisi dal golfo di Hammamet) che ha accolto gli ultimi anni d'esilio di un politico italiano travolto da Tangentopoli?
Ma nemmeno per sogno!

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ci siamo passati davanti e una foto gliel'ho fatta....
si trova nel piccolo cimitero accanto alle mura, non in quello sul mare
Camminando sulla passeggiata che separa il mare dal cimitero di Hammamet (un muricciolo alto sì e no un metro segna il confine tra la spiaggia selvaggia battuta dalle onde e quella disseminata di migliaia di tombe) e poi per le viuzze a cielo aperto della Medina ho scoperto una città che regala attimi di silenzio e di pura poesia: sulle panchine decorate che fissano il punto di incontro tra il cielo e l'acqua, dall'alto della fortezza che da un angolo della Medina si eleva a ridosso del litorale, nelle pittoresche stradine, velate dolcemente da un tocco di celeste.

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IL PANORAMA DALLA KASBAH


La Kasbah (il forte difensivo) è stata la prima meta della nostra visita nel centro di Hammamet. Una buona scelta, fatta casualmente, non tanto perchè la fortezza dalla pareti color ocra racchiuda chissà quali tesori, anzi... al suo interno oltre ad alcini cannoni non c'è molto altro. La vista dall'alto del camminamento sopra le mura al contrario è notevole e si può osservare tutta la città, dalla candide ed eleganti abitazioni che si affacciano direttamente sul mare alle case più povere e più distanti dal centro, dai reticoli della Medina fino dalla spiaggia cittadina sulla quale decine di barche sembrano concedersi un po' di riposo in attesa di riprendere il largo.

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NELLA MEDINA DI HAMMAMET NON SI PERDE NEANCHE UN BAMBINO


Come il centro di Bologna cantato da Dalla, anche nella Medina di Hammamet ci si orienta facilmente. Niente a che vedere con il dedalo di quella di Tunisi, affascinante quanto si vuole ma assolutamente caotica e dispersiva.

Dalla torre coronata della Kasbah ci appare come un quadrato di 200 metri di lato e con lo sguardo si abbracciano tutte le sue case color panna, le inferriate azzurre alle finestre, i tendoni che coprono i souk. Per la prima volta Hammamet venne menzionata nel XII secolo ma la testimonianza che già esisteva sono le mura che la circondano, erette nel X secolo per proteggere le abitazioni del nucleo originario dalle incursioni dei pirati e tra le poche ancora rimaste in piedi (e ben conservate) in tutta la Tunisia.

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Nel XV secolo la Medina venne ricostruita dalla dinastia berbera degli Hafsidi ma la notorietà arrivò solamente alla fine degli anni Venti, grazie alla frequentazione di artisti e scrittori di fama come Oscar Wilde, Paul Klee, Gustave Flaubert e soprattutto grazie al miliardario rumeno George Sebastian che costruì ad Hammamet "la villa più bella del mondo" (così venne definita dall'architetto americano Frank Lloyd Wright) dando il via a un turismo d'elite che ebbe tra i maggiori protagonisti Winston Churchill, Sophia Loren, il duca di Windsor, Francois Mitterand.

All'interno della Medina si accede attraverso la porta Bab el-souk e subito si incontrano, oltre alla Kasbah come dicevo, la Grande Moschea e i bagni turchi, al mattino frequentati dagli uomini e al pomeriggio dalle donne. Proprio a questi ultimi è legata l'origine del nome della città: Hammamet in arabo è il plurale di "hammam". Nel II secolo d.C. a Popput (6,5 km da Hammamet) i Romani avevano costruito una piccola località termale della quale oggi non rimane praticamente niente (le rovine del sito accolgono solo pochi frammenti di mosaici dei pavimenti e qualche traccia delle opere di canalizzazione e raccolta dell'acqua).

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Girovagando per i vicoli ci siamo imbattuti in qualche bottega di artigiano, in negozi che vendono tappeti e souvenir (in maggioranza), in porte antiche riccamente lavorate o dal forte contrasto cromatico, decorate ognuna in modo diverso. Poco o niente ricorda il passato di una città che fino a un secolo fa campava quasi esclusivamente grazie alla pesca e agli agrumeti, l'atmosfera è tranquilla e regna il silenzio. Un altra dimensione rispetto alle vicine e rumorose Ave Habib Bourguiba e Ave de la Repubblique, le due vie principali del centro, dove convergono suoni e voci.

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DA VEDERE NEI DINTORNI DI HAMMAMET: DAR SEBASTIAN


A pochi km dal centro di Hammamet, sulla strada diretta a Yasmine Hammamet - il centro più moderno e turistico di Hammamet, con una spiaggia lunga 4 km, hotel e centri commerciali, una Marina per l'attracco di oltre 700 imbarcazioni, 2 Casinò, campi da golf e numerosi centri wellness - si trova la villa di cui parlavo poco fa.
Adesso è di proprietà dello Stato, che ha acquistato Dar Sebastian e lo ha trasformato in un Centro Culturale Internazionale in cui vanno in scena spettacoli teatrali e concerti di musica araba.

La villa è in stile Art Decò, con una netta prevalenza del colore bianco che amplifica luce e dimensioni, e al pian terreno presenta alcune grandi sale che espongono quadri e una splendida piscina in marmo di Carrara. Al primo piano invece ci sono le camere che prima della vendita della villa ospitarono tra gli altri anche Winston Churchill, che a Dar Sebastian scrisse le sue memorie.

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NOI ABBIAMO MANGIATO QUI


A pranzo siamo stati al ristorante Chez Achour in Rue Ali Belouare, a 50 metri dal mare e 300 metri dalla Medina. Un locale storico (aperto dal 1963) con due belle sale interne e un'ampio giardino dove i tavoli sono riparati dai rami degli alberi. Abbiamo mangiato dell'ottimo pesce e fatto alcuni assaggi della cucina tipica tunisina, dolcetti compresi. Si tratta di uno dei ristoranti più conosciuti di Hammamet, con servizio (e prezzi) sopra la media. La nostra esperienza è stata positiva, lo consiglio per un'occasione speciale.

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INFORMAZIONI UTILI

  • Hammamet si trova a 65 km da Tunisi (in auto o pullman ci si arriva in circa 50') e 77 km (1h e 10') dall'aeroporto internazionale di Tunisi-Cartagine. Dall'Italia potete arrivare a Tunisi con la compagnia Tunisair partendo da Bologna, Milano, Napoli, Roma, Palermo e Venezia.
  • Altre informazioni potete trovarle sul sito ufficiale del turismo tunisino.
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