mercoledì 18 luglio 2018

Pienza e Certaldo, due itinerari in Toscana tra borghi e natura

Meglio le verdi colline fiorentine orlate di filari di vigne e secolari alberi di ulivo oppure i dolci rilievi dorati della Valle d'Orcia disegnati da ordinati viali di cipressi? La risposta all'amletico dilemma è semplice: scegliete di visitare entrambi! Certaldo e Pienza, così diverse ma non così lontane: separate da meno di 100 km sono due piccoli tesori e allo stesso tempo due ottime basi per un doppio itinerario tra borghi d'eccellenza delle province di Firenze e di Siena.

certaldo alto borgo toscana
Certaldo

"Voglio sentire la luce del sole sul mio viso,
vedo una nuvola di polvere scomparire
senza lasciare traccia"
Where the streets have no name, dove le strade non hanno nome... chi mi segue sa che sul tema "viaggi on the road" sono un disco rotto. Io semplicemente li adoro! Sia che le strade battute appartengano alla mia regione sia che la polvere da mangiare sia quella delle remote strade di un altro emisfero. L'importante come dico sempre è partire preparati ed equipaggiati di: 
  • navigatore/mappa/cellulare (con tanto di cavi e cavetti, power bank ecc..)
  • un'assicurazione di viaggio, ad esempio assicurazioneviaggio.it, perché non si sa mai quali imprevisti possano capitare per strada e avere la sicurezza di essere tutelati e seguiti in caso di incidenti o contrattempi trasmette la tranquillità necessaria a intraprendere nuovi percorsi!
  • Tanto entusiasmo e curiosità!

PIENZA, UN GIOIELLO D’ARTE NEL PAESAGGIO DA SOGNO DELLA VAL D’ORCIA


Montalcino, San Quirico d'Orcia, Pienza e Montepulciano. Quattro borghi toscani disposti su una linea ideale che da ovest a est corre poco sopra il 43° parallelo. Quattro luoghi incantevoli a cavallo della Val d'Orcia, dove le bellezze artistiche e paesaggistiche raggiungono altissimi livelli.
Se volete concedervi qualche giorno all'insegna del relax, della buona cucina e dell’arte, una scelta sicura è dirigersi verso questo lembo di terra senese nel sud-est della Toscana.
Forse fra tutte quelle menzionate Pienza è la meno nota e la più piccola. Ma non la meno bella!

Pienza panorama
Pienza, panorama (foto di sherseydc)
La prima volta che ci sono andato risale ai tempi del Liceo e come tutto ciò che toccava il mio prof d’italiano – un re Mida sui generis con il potere di trasformare l’oro in latta – i frammenti che riemergono dai ricordi nebulosi di quella lunga giornata sono legati a spiegazioni interminabili sulla teoria della città ideale di Leon Battista Alberti e alla (noiosissima...hem) biografia di Enea Silvio Piccolomini, divenuto poi Papa col nome di Pio II nel 1458. Sperando di non essere un degno allievo di colui che è riuscito per anni a farmi odiare la letteratura, vi racconto in breve la storia di Pienza: il suo nome in origine era Corsignano, finché non venne cambiato in quello attuale da quel Papa che vi era nato agli inizi del 1400...

Affascinato dalla teoria dell’Alberti, il pontefice volle trasformare il paese natio in una città e senza frapporre indugi fece iniziare i lavori nel 1459. A dirigerli venne chiamato uno dei discepoli del maestro fiorentino, l’architetto Bernardo Rossellino a cui è stata dedicata la strada principale che taglia orizzontalmente il borgo a metà. Vennero innalzati nuovi palazzi destinati ad ospitare i cardinali del seguito papale ed i bisognosi (le 12 “Case Nuove”) e riqualificati edifici esistenti, sorsero la Cattedrale e di fronte il Palazzo Pubblico. Finché... nel 1464 la morte di Pio II non causò una brusca interruzione.

Il progetto rimase incompiuto ma le opere costruite e quelle già esistenti intorno alla centralissima piazza Pio II hanno permesso a Pienza di entrare già nel 1996 a far parte dei Patrimoni naturali, artistici e culturali dell'Unesco.


Dopo aver parcheggiato l’auto in prossimità di Porta al Prato, attraversate l’arco che consentiva l’accesso occidentale all'interno delle vecchie mura e attraversate Corso Rossellino. Dopo poche decine di metri troverete la chiesa gotica di San Francesco e fianco il Palazzo Piccolomini che per molti aspetti assomiglia al Palazzo Rucellai di Firenze (progettato dall'Alberti), che dispone di un loggiato che ospita le varie manifestazioni e le sagre che si svolgono durante l’anno.

Un altro passo ed eccoci arrivati in piazza Pio II. Su di essa si affacciano il Palazzo Pubblico sopra citato, la Canonica, il Palazzo Vescovile e la Cattedrale, un altro piccolo gioiello di Pienza ispirato alle Hallenkirchen tedesche.

pienza piazza pio II
piazza Pio II con il Palazzo Pubblico e il Palazzo Vescovile
(foto di Quinok)
Da vedere anche la Pieve di San Vito ma soprattutto la via del Castello che parte poco prima di Porta del Ciglio (all'altra estremità della cittadina, a circa 300 metri) e si dipana lungo le mura. Un percorso dal quale potete godervi un magnifico panorama della Val d'Orcia.

Quali altre tappe potete fare mantenendo Pienza come base?


Nel raggio di 30 km trovate:
  • Montepulciano (a 15 km), Monticchiello (10 km) e Bagno Vignoni (a 15 km): leggete il mio tour in vespa che tocca questi tre bellissimi borghi!
  • Montalcino (a 22 km): città medievale meritevole di almeno una giornata di visita e non solo per degustare il famoso Brunello.
  • San Quirico d'Orcia (a 10 km) e Buonconvento (a 26 km).
  • Chianciano Terme (a 22 km), la città del benessere termale.

Un post condiviso da Girovagate (@girovagate) in data:

CERTALDO ALTA, IL PAESE DI BOCCACCIO


A poco più di 40 km da Firenze, Certaldo Alta è quello che si definisce un tipico borgo medievale. Adagiato su un poggio nel cuore della Val d’Elsa, si sviluppò alla fine del XIII secolo all'interno del castello dei conti Alberti grazie alla vicinanza della Via Francigena che lambiva il colle.
Un documento del 1282 riporta la scritta "prope castrum de Certaldo in strata publica francigena" e probabilmente già allora le mura ospitavano alberghi e due ospedali.

In quel periodo vennero edificate la canonica dei santi Michele e Jacopo (che ancora oggi custodisce le spoglie della Beata Giulia della Rena e del Boccaccio) e la ex chiesa dei santi Tommaso e Prospero, più antica del castello, gravemente danneggiata in seguito a smottamenti e poi abbandonata nel 1788 ma con all'interno degli affreschi del XV secolo ed il Tabernacolo dei Giustiziati di Benozzo Gozzoli.

Un post condiviso da Federico Corbinelli (@fcorbi) in data:


L’impronta medievale è inconfondibile ed il colore rosso dei laterizi conferisce al piccolo gruppo di
case che circondano il poggio del Boccaccio, un aspetto ancora più caratteristico.

Giovanni Boccaccio... non ve ne ho ancora parlato, eppure è già stato menzionato due volte nell'arco di poche righe. Il nome del famoso novelliere è indissolubilmente legato alla cittadina: qui nacque nel 1313 e vi trascorse i primi anni dopo di che si trasferì a Napoli, Firenze e Forlì per poi tornare nel borgo natio, dove morì nel 1375, nella dimora che si affaccia sulla via principale di Certaldo e che ha preso successivamente il nome di via Boccaccio….
Se vi recate in visita al paese non tralasciate di visitarla, anche se della casa originaria del Boccaccio non è rimasto moltissimo a causa dei danni subiti in seguito alla 2^ guerra mondiale.

Il museo, sede dell’Ente Nazionale Boccaccio, è dislocato su tre piani: al pianterreno viene illustrata la vita del poeta-scrittore e le sue maggiori opere (ovviamente con gran risalto a quella che gli detta la fama, il Decameron); al primo piano si trova la biblioteca contenente libri e documenti che risalgono al Cinquecento; infine al secondo piano trovate una loggia coperta da cui si ammira un bel panorama sulla Val d’Elsa.

certaldo alta palazzo vicario
Certaldo alta, Palazzo del Vicario - foto di Sailko
Proseguendo il percorso, leggermente in salita, lungo via Boccaccio, vi imbatterete nel Palazzo del Vicario (o Pretorio), nato come castello degli Alberti nel XII secolo. La sua facciata, piena di stemmi affrescati o in terracotta smaltata della scuola dei Della Robbia è il simbolo di Certaldo. Al suo interno potete visitare la Camera del Cavaliere e la Camera delle Sentenze, entrambe affrescate con opere del XV secolo.

Le sale dell’ultimo piano generalmente ospitano mostre temporanee mentre uno dei due giardini nel cortile interno accoglie una... casa da tè giapponese!
L’altra parte del vecchio castello invece costituisce il complesso di Palazzo Stiozzi Ridolfi, formato da due torri e un cortile interno con loggiato dove un tempo si svolgeva il mercato.

Da non perdere:
  1. La pieve di San Lazzaro a Lucardo, a pochi km da Certaldo: risalente al X secolo, la chiesa a navata unica presenta uno stile romanico e alcuni affreschi del ’400.
  2. Mercantia, il Festival internazionale del teatro di strada che ogni anno da oltre 6 lustri si tiene a metà luglio a Certaldo Alta (ultima edizione 11-15 luglio 2018).

Quali altre tappe potete fare mantenendo Certaldo come base?


Nel raggio di 30 km trovate:
  • San Gimignano (14 km), la cosiddetta Manhattan del Medioevo per il suo caratteristico profilo turrito.
  • San Vivaldo (19 km), la piccola Gerusalemme toscana.
  • Castelfalfi (23 km), il borgo restaurato.
  • San Miniato (a 27 km), la città del tartufo!
  • Volterra (a 38 km), città medievale famosa per la lavorazione dell'alabastro.
castelfalfi campagna

Post scritto in collaborazione con assicurazioneviaggi.

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