martedì 9 settembre 2014

L'entroterra di Pesaro, da Gradara a Fonte Avellana

Alla scoperta dei castelli e della fortezze delle Marche.Parte prima: da Gradara a Fonte Avellana, provincia di Pesaro

gradara adriatictour
Le Marche sono una regione bellissima che contiene tutto, dal mare alla montagna passando per dolci colline dove, tra cittadine moderne e antichi paesi, si vive bene e si mangia meglio. Passarci di fretta è un peccato, anche se sono state per lungo tempo un luogo di passaggio e di scontri.

Gli Sforza da Milano, i Malatesta da Rimini e i Montefeltro da Urbino, dominatori vicini e lontani, si contesero a lungo queste terre, assieme ai Papi che le guardavano da Roma. Scendendo verso sud dall'autostrada adriatica, la mole della rocca di Gradara incombe e incuriosisce, squadrata, con le torri a fare la guardia verso l'esterno. Questa è la prima tappa di Adriatictour, il giro di una settimana (intensissima) promosso da Adristorical Lands per la promozione dei siti storici sulle due sponde del mare Adriatico. Il primo capoluogo che incontriamo, Pesaro, è sul mare ed è ancora tanto Romagna, mentre Urbino (patrimonio UNESCO), patria dei Montefeltro e distante poche decine di chilometri in collina, fa già tanto Marche.

gradara

Gradara fu costruita nel Duecento e successivamente ampliata e rimaneggiata, i restauri degli anni Venti a opera del Zanvettori sono stati un po' pesanti e anche oggi la vediamo perfetta, impeccabile, all'insegna del tutto bello, tutto pulito. La visitiamo in compagnia di un personaggio storico assai legato alla rocca, Dante Alighieri, che soggiornò qui due volte ospite dei Da Polenta prima di finire i suoi giorni a Ravenna.

Dante ci conduce attraverso la doppia cinta muraria tra cortili con stemmi e iscrizioni e, all'interno della rocca, tra arredi armi e arazzi, ma anche nella sala delle torture, che assieme alle armi in uso all'epoca mostra le tremende sofferenze a cui erano sottoposte le vittime di turno. Ci racconta che nel Medioevo qui succedeva di tutto, e qui si incontrarono secondo la leggenda Paolo e Francesca. La tavola e il letto: sopra la tovaglia e sotto le lenzuola si consumavano i piaceri della gola e del corpo tessendo trame, creando e rompendo legami e tradimenti. Un po' come oggi insomma, altro che amor cortese! Come se la storia si ripetesse e ci insegnasse che tutto sommato cavalieri, armi e amori vanno sempre a braccetto, che la donna sarà l'angelo del focolare ma è anche colei che contribuisce a far girare il mondo. Uomo avvisato...

gradara

Prima di riposarci per una meritata pausa pranzo nell'antico borgo, assistiamo a uno spettacolo di falconeria presso il vicino Teatro dell'Aria, condotti dal suo promotore, il falconiere professionista Massimo Lanatà. Non siamo in uno zoo, ma in un centro di recupero e ricerca sui rapaci di tutto il mondo, che sono rimessi in condizioni di vita dignitose, anche grazie all'antica arte della falconeria. Federico II di Svevia utilizzava il falco come strumento di caccia, oggi aquile, falchi, gufi e civette, ma anche avvoltoi e altri rapaci dai cieli più lontani convivono in ampi spazi dedicati. Mi ha molto colpito la loro longevità (possono vivere oltre trent'anni) e l'elevato valore economico attribuito loro da sceicchi e altri personaggi, che li utilizzano ancora per le battute di caccia nel deserto.

falconeria gradara

L'esperienza del pomeriggio è totalmente diversa e, finalmente, spirituale: saliamo a 700 metri slm per visitare l'eremo di Fonte Avellana, in comune di Serra Sant'Abbondio, in compagnia del frate priore. Il monastero, un luogo bellissimo a cui si accede da un bosco di noci e noccioli (da cui deriva il nome) si trova alle pendici del monte Catria (1.700 m slm).
Fu costruito a partire dal decimo secolo ed è retto dai monaci camaldolesi. L'avevo visitato trent'anni fa con i miei e ora, manco a dirlo, è stato restaurato. Mi manca un po' il fascino dei luoghi un po' trascurati com'erano una volta, ma per il bene dei visitatori mi sa che mi dovrò rassegnare. Ora et labora, la regola dei monaci benedettini, ha permesso di riprodurre i testi antichi e trasformarli in preziosi codici miniati, ma confesso che il mio unico desiderio qui è annullare i sensi e sentire solo un po' di silenzio, il bene più prezioso di un monastero. Infatti, se si esclude la sala capitolare con volta a botte, adibita alle udienze, gli spazi sono dedicati alla meditazione e alla preghiera.

fonte avellana

Sopra la chiesa e lo scriptorium, sotto la cripta. Guardandomi intorno oggi vedo solo una piccola parte del ricco patrimonio abbaziale: sale e chiostri sono retti da archi a sesto acuto, inusuale per l'epoca, derivati dai viaggi in oriente dei monaci. Qui infatti, vi furono secoli di splendore e fervore, culturale e spirituale, a partire dal Trecento quando Fonte Avellana divenne sede abbaziale. Alla fine del Settecento però, con la discesa di Napoleone, esso subì il triste destino di tanti tesori italiani, con le soppressioni che portarono lontano la maggior parte delle sue ricchezze. L'eremo è anche farmacia, giardino botanico e foresteria. Dev'essere bellissimo dormire qui!

LINK UTILI
  • www.ilteatrodellaria.it
  • www.fonteavellana.it
  • www.mondavioturismo.it
  • www.museodelbali.it
Testo e foto di Roberta Zennaro.

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