martedì 3 marzo 2009

Shopping in calo, a Londra cresce la moda-fai-da-te

Tempi durissimi, banditi gli sprechi, parola d'ordine riciclare. Mentre dalle colonne del Daily Telegraph si sottolinea la contraddizione britannica di aver mandato al macero ben 1.200.000 tonnellate di vestiti (sui 2.000.000 acquistati) solo nello scorso anno, si fa largo il "depressing dressing" l'abbigliamento (al tempo) della depressione...
Londra resta la capitale dello shopping ma la forte crisi si fa sentire eccome. Leggendo un articolo dell'inviata nella capitale inglese della Stampa, Francesca Paci, si viene a sapere che sulla riva nord del Tamigi, a Limehouse Town Hall, i corsi di sartoria fai-da-te "Re-made by me" non sono mai stati così frequentati come adesso. Una volta a settimana artisti e designer insegnano alle allieve come rimodernare il guardaroba spendendo poche sterline. "L'orlo delle gonne sale con il boom economico e si allunga quando c'è la recessione", così si dice nella City... e sul sito internet Creativity for Contemporary Living (gestito dalla stessa organizzazione dei corsi "Re-made by me") si registrano sempre più contatti. Ma non solo: stanno aprendo nuovi workshop in tutta la città, dal Kingsley Hall nell'East End all'Artsworkshop di Bricklane, in Camden Town fin nei pressi di Doks con la Cyril Jackson School. Piccole sartorie amatoriali che testimoniano la necessità di farla finita con gli sprechi.

Seguono questa corrente ma adottano una politica diversa alcuni siti come l'Handbag Hire Hill che invece propongono di affittare le borse. Una "Fendi" del valore di 1.050 sterline si può avere per un mese con 90 sterline. Poi ci sono i negozi di seconda mano: ad Oxfam un vestito da sposa da 2000 sterline ne costa solo 150...
Ad essere più alte, dicono, sono solo le vendite cresciute oltre il 20%.

I link della moda fai-da-te:
Stitches in Time
Unique Boutique: Creativity for Contemporary Living
Zipper Dress, l'abito recession friendly
Handbaghirehq, borse di marca in affitto
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