mercoledì 24 marzo 2010

La villa dei cento camini di Artimino aperta domenica 28 marzo

La famiglia dei Medici non sceglieva certo dei brutti posti per la costruzione delle sue residenze. Ad Artimino, un piccolo borgo medievale che sorge su un colle nell comune di Carmignano, il granduca di Toscana Ferdinando I de' Medici volle che nascesse una delle sue ville e commissionò i lavori a Bernardo Buontalenti che sulle rovine di uno dei centri etruschi più importanti della regione fece erigere "Villa Ferdinanda". Sulla strada che scende leggermente per poi risalire verso il borgo di Artimino sorgono ancora le basi di un tempio e i resti di un pozzo sacro scavato in modo rudimentale nella roccia.
In soli 4 anni (1594-1598), utilizzando le stesse pietre dei resti etruschi e senza fondamenta, venne edificata quella che poi divenne principalmente una residenza estiva e una tenuta di caccia.
Nel 1608 vi soggiornò anche Galileo Galilei, chiamato dal Granduca per impartire delle lezioni di matematica al figlio Cosimo III.
Oggi la villa medicea è nota come la Villa dei cento camini, anche se in realtà i comignoli sono "solo" 67, ognuno relativo ad una stanza.

Domenica prossima, 28 marzo, eccezionalmente vengono aperte le porte al pubblico per una visita gratuita e si potranno vedere le stanze dei Granduchi, i saloni affrescati e le parti ristrutturate e trasformate in albergo con le stanze ricavate dagli antichi magazzini, dalle cantine e dai granai di Artimino. E' visitabile anche la paggeria, che non ospitava i paggi bensì i primogeniti dei notabili della corte medicea .
Coloro che volessero beneficiare dell'ausilio di una guida potranno farlo al prezzo è di 5 € per la visita della villa e di 7 € se si abbina anche il museo archeologico etrusco che si trova temporaneamente (in attesa di essere trasferito nel centro di Artimino) al piano inferiore e raccoglie pregiate incensiere e numerosi manufatti in oro e avorio (tel. 055.8718124 mail: museoartimino@carabas-snc.it).

Ti piace il blog? Seguilo su Facebook , via Feed e su Twitter!

Posta un commento