venerdì 11 novembre 2011

Diario di Viaggio di Zanzibar: i consigli su cosa fare e vedere di chi ci è stato

"Ogni viaggio comincia nell'immaginazione, si svolge nella realtà, continua nella memoria, ed è inscindibile dal suo racconto". Con queste parole Erika Napolitano ci accoglie nel suo blog di viaggi Viaggiare?... E' la mia più grande passione!

In questo guest post ci parla di Zanzibar!


"Un viaggio che non scorderò facilmente"
A settembre del 2009 siamo partiti alla volta di Zanzibar, meravigliosa isola della Tanzania. Abbiamo prenotato il pacchetto dell’Eden Viaggi ed abbiamo alloggiato presso il loro villaggio situato a Nord-Est dell’isola... Qui c’è la spiaggia più bella e più grande: Kendwa Beach
Questa  zona è la  più consigliata perchè il fenomeno delle maree è ridotto al minimo. Il mare è trasparentissimo, la sabbia bianchissima e soffice  come  il  borotalco.

Al di là della spiaggia ci sono i villaggi in cui vivono gli abitanti e che spesso abbiamo avuto modo di incontrare, soprattutto i bambini. Abbiamo preferito fare le escursioni con i beach boys che  assillano sin dalla prima apparizione sulla spiaggia. Sono ragazzi molto gentili che hanno tanta voglia di lavorare e che parlano la nostra lingua perfettamente. Un pomeriggio  ci siamo diretti verso un villaggio di pescatori dove ci hanno fatto  vedere come viene costruita un’imbarcazione e dove abbiamo visitato una riserva di tartarughe

La gente vive in abitazioni fatiscenti,.Hanno poco ma sono felici, sorridono sempre. Ti chiedono sempre come stai e ti dicono in continuazione Hakuna Matata cioè Non Importa. Mi è piaciuta la frase che mi ha detto uno Zanzibarino: "La vita è dolce, peccato che duri poco!".
Un altro giorno ci hanno condotti   a Fumba, nel sud dell’isola, e da qui,  con una barca  tipica del luogo,  un dhow,  abbiamo raggiunto  una  lingua di sabbia bianca, Menay Bay, dove c’era  una  laguna. Infine ci hanno trasferiti  a pranzare sull’isola di Kwale dove ci hanno servito sotto gli alberi, sulla spiaggia, una grigliata di gamberoni, tonno, cicale di mare ed aragosta.
Durante il viaggio di ritorno  abbiamo fatto  il bagno nella Laguna delle Mangrovie.


I tramonti sono splendidi  e si possono vedere soprattutto  a Nord-Est, nella zona prescelta da noi. Il periodo migliore per andarci va da settembre fino ad aprile cioè dall’inizio della  loro primavera fino alla fine dell’estate.

Ci avevano proposto anche  l’avvistamento dei delfini e così abbiamo raggiunto il villaggio dei pescatori di Kizimkazi. Dopo circa dieci minuti di navigazione li abbiamo visti nuotare  in superficie. Nella stessa escursione era compreso un giro nella Foresta di Jozani dove vivono gli unici esemplari di scimmie Red Colombus (hanno la parte posteriore del capo, il dorso e la coda di pelo rosso). Salivano, scendevano  dai rami degli alberi, si rincorrevano, giocavano, mangiavano le foglie: sembrava di assistere ad un documentario di National Geographic!


Le bici sono le regine di Zanzibar. I loro conducenti sono velocissimi, s’intrufolano dappertutto... La lingua nazionale è lo swahili.: asante sana (grazie), hakuna matata (non importa) nakupenda (ti voglio bene), karibu (benvenuto) e la parola più usata jambo (ciao).
A Zanzibar abbiamo imparato a conoscere  e ad apprezzare le bellezze del continente africano e ad osservare le contraddizioni di questa area. Le ricchezze della natura e del suolo si scontrano con la povertà di un notevole numero di persone che, tuttavia, sono sempre sorridenti e felici.
Jambo a tutti!

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