venerdì 16 marzo 2012

Nel quartiere parigino di St-Germain-des-Pres alla ricerca di Victor Hugo

"C'è chi si fissa a vedere il buio. Io preferisco contemplare le stelle" (Hugo).
Parigi St-Germain-des-Pres
Come tutti gli autori che mi sono stati imposti al Liceo, Victor-Marie Hugo non l'ho per niente amato. "Odiato" è un termine troppo forte nei confronti di quello che in fondo era solo uno dei tanti personaggi senza faccia e senza contenuti che passavano sotto le mani di uno studente poco motivato dal compitino da svolgere a casa. Molti anni dopo l'atteggiamento davanti a quel mattone de "I miserabili" sarebbe stato diverso, ma al tempo della mia prima vacanza a Parigi non avevo ancora assaporato il piacere della lettura e quella targa che compariva nella piccola Rue du Dragon che recitava "Victor Hugo abitò in questa casa nel 1821" non mi sembrò neppure degna di una misera fotografia...

Victor Hugò
foto di Bolt of Blue
Eppure il quartiere di St-Germain-des-Pres lo avevo adorato. Vivace, pittoresco, pieno di gioia di vivere. Eppure quei cafè frequentati da grandi nomi della letteratura, della musica e del teatro, come quel Les Deux Margots dove soleva fermarsi Ernest Hemingway o il Cafè de Flore che annoverava Jean-Paul Sartre tra i suoi clienti, mi suscitavano un gran senso della storia.

Quella stradina invece non mi diceva niente. D'altra parte ero capitato lì per caso dopo aver visitato la chiesa di St-German-des-Pres che si trova lì vicino.
Rue du Dragon, la strada del dragone, sopravvissuta chissà come allo stravolgimento urbano che si poteva notare poche centinaia di metri più distante; corta e stretta tra le case del XVII e XVIII secolo. Sopra alcuni portoni quegli animali mitologici in ferro battuto ti fissavano come fossero cani da guardia. Che strano ricordarli ancora ed associarli ai gargoyles di Notre-Dame de Paris...

POST SCRIPTUM


Se nonostante questo racconto avete ancora voglia di andare a curiosare dove viveva Victor Hugo quando aveva poco meno di vent'anni, sappiate che la sua casa si trova al numero 30.
Quando tornerò a Parigi ci passerò e farò quella foto che aspetta ancora di essere scattata...

(Foto in alto tratta da Wikimedia)

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