mercoledì 12 dicembre 2012

Cosa vedere a Washington in un giorno: il fotoracconto di Ilaria

Campidoglio Washington
Avete letto i 5 passi consigliati da Ilaria per prepararsi ad un viaggio in America? (parte prima) (parte seconda). Dopo aver prenotato il volo, fatto il passaporto, l’assicurazione sanitaria, richiesto l’ESTA e scelto l’itinerario adesso è l’ora di sbarcare negli States! Passiamo al vero diario di viaggio.
Prima tappa, la capitale.

WASHINGTON DC

Lunedi 9 luglio 2012
Arriviamo a Washington alle 20:20. Mi ero aspettata ore e ore di fila per poter uscire dall’aeroporto e passare il lungo interrogatorio della sicurezza americana e invece alle 20:50 siamo già fuori a vedere la nostra prima bandiera americana sventolante. La prima di una lunga serie. E subito facciamo il primo respiro e ci guardiamo sorridendo…. Siamo negli USA!  Non sembra vero!!
L’addetto al controllo è stato veloce e molto gentile. Ha controllato il passaporto, fatto alcune domande aiutandoci con gesti per farci capire meglio e ci ha sorriso dandoci indietro i passaporti con il nostro primo timbro. Quale migliore benvenuto!
L’aeroporto internazionale Dulles dove siamo atterati si trova ad un’ora dal centro città e scegliamo di prendere il SuperShuttle, un servizio navetta che costa un po’ meno del taxi, in quanto raccoglie 6 persone e le porta a turno direttamente davanti al loro hotel al prezzo di 49 dollari. L’alternativa era prendere un bus per la stazione, prendere un treno e poi la metro fino all’hotel. Ma essendo sera  ci siamo sentiti più sicuri con questo servizio.
L’Hotel (Channel Inn 650 Water St Sw) l’abbiamo prenotato tramite Venere per due notti a 160 euro tasse incluse per una promo presente sul sito. E’ abbastanza comodo come posizione e le sue stanze si affacciano sul fiume Potomac con una discreta visuale. Spazioso ma niente di eccezionale


Martedi 10 luglio 2012.
Sveglia presto alla mattina e partenza a piedi per iniziare il giro dei famosi monumenti della città.
Washington National MonumentA 10 minuti di cammino dall’hotel arriviamo al meno visitato,  il Jefferson Memorial  (mi ricorderò sempre la puntata dei Simpson in cui Lisa parla con il monumento del presidente Thomas Jefferson  che dice di sentirsi trascurato perché tutti parlano sempre con Lincoln) anche detto il MUFFIN per la sua forma. Tra tutti quelli che abbiamo visto è rimasto il mio preferito! La statua nera di Jefferson all’interno che ti guarda dall’alto è davvero bellissima. Di prima mattina aleggia una pace meravigliosa e non c’è nessuno.

Da qua continua il viaggio a piedi fino alla National Mall, passando dal memoriale a Franklin D. Roosevelt, una costruzione  lunghissima con tantissime parole incise su pietra, con fontane e sassi. Davvero suggestiva. A seguire il memoriale a Martin Luther King Jr con vista sul laghetto e sui monumenti di Jefferson e Washington.

Martin Luther King Memorial
Ed è a questo punto che abbiamo il nostro primo incontro con quello che noi abbiamo definito il simbolo americano: lo scoiattolo! Durante il nostro viaggio ne abbiamo incontrati a decine: di ogni grandezza e di ogni colore! Non hanno paura di nulla e ci accolgono sempre con i loro lucidi occhi neri che ti dicono: “hai qualcosa per me?”. E qui gli scatti vanno a ruba…


Dopo una lunga camminata sotto il sole arriviamo al famoso monumento dedicato al presidente Abramo Lincoln, davvero grande e suggestivo con la vista su tutta la Mall. E, sorpresa… il famoso specchio d’acqua era in ristrutturazione, ruspe e terra ovunque… non ci potevo credere. Non ho potuto fare altro che mettermi il cuore in pace.


A destra della Mall si trova il memoriale ai veterani della guerra di Corea. Una lastra nera con le facce scolpite. Faceva davvero impressione…  sembravano fantasmi che uscivano da questo lago nero.

Sulla sinistra invece c'è il più conosciuto memoriale ai veterani del Vietnam, un’immensa lastra di marmo nero con sopra tutti i nomi dei caduti. Spesso ci sono delle persone che con un foglietto di carta che ricalcano il nome del loro caro.


Da qua si arriva al monumento ai caduti della seconda guerra mondiale (delle enormi fontane con statue) e proseguendo giungiamo al  Washington National Monument, un enorme obelisco. È possibile salirci ma bisogna prenotare i biglietti (gratuiti) alla mattina e aspettare il proprio turno. Noi abbiamo preferito evitare avendo solo una giornata ma sicuramente  ne vale la pena. Ci ho fatto un giro intorno per scattare qualche foto e posso solo dire che sono stata assalita dai grossi insetti che d’estate invadono i prati di Washington (devo dire poco all’inglese, molto secchi). Il mio ragazzo li chiamava“bombi” e se ne stava ben lontano!


Piccola deviazione per vedere la Casa Bianca. Per entrare ci vogliono una serie di permessi presi molto in anticipo e quindi ce la siamo goduti dalla cancellata immaginando come sia la vita del Presidente in questa splendida dimora circondata da un parco immenso.

White House Washington

Dopo la White House imbocchiamo Pennsylvania Avenue  per entrare nell’Old post Office. Il vecchio ufficio postale ora è stato ristrutturato e al suo interno ci sono negozietti di souvenir, abbigliamento e un sacco di catene alimentari di ogni genere. Abbiamo pranzato qua spendendo pochissimo e anche molto bene. C’è davvero l’imbarazzo della scelta. Inoltre  c’è un ascensore gratuito che porta in cima alla torre da cui si può godere di un panorama spettacolare sui monumenti, sulla Mall e sul Campidoglio. Merita decisamente una salita.


Andiamo avanti – io carica di sacchettini di souvenir – ed arriviamo davanti all’edificio dell’FBI subito riconoscibile dalle macchine fuori. Una profusione di scatti alla scritta più famosa del mondo(almeno per noi)! Un po’ ci siamo sentiti come in un film e ci siamo detti “allora tutto questo esiste davvero?



Siamo quindi tornati sulla Mall per gustarci un po’ di musei. Tutti quelli gestiti dall’istituto Smithsonian sono gratuiti a Washington. Iniziamo col mio preferito, il Natural History e subito dopo visitiamo il National Air and Space Museum, visto in alcuni film…  davvero bellissimo! Percorre la storia dell’aeronautica, con vari aerei di guerra, i primi cargo, il primo aereo dei fratelli Wright ed anche alcuni shuttle. Ce n’è davvero per tutti i gusti, sicuramente merita un visita.


Sui musei potete sbizzarrirvi, ce ne sono moltissimi, ad esempio la National Gallery of Art e lo Smithsonian Museum meritano una visita. Purtroppo il tempo è tiranno... andiamo oltre verso il Campidoglio.


Dire imponente è dire poco. E davvero colossale! L’ingresso è nella parte posteriore,  praticamente sotto le fontane. Alle 16 stavano già chiudendo e qua ci siamo resi conto che in America i musei e i negozi hanno orari diversi dai nostri. Consiglio quindi a tutti di iniziare il tour da qua in modo da poter visitare sia il Campidoglio che la biblioteca di fronte.
Ma l’effetto di trovarsi sotto il monumento della capitale degli USA (quella che in sostanza viene sempre distrutta nei film di alieni) è un’emozione davvero unica.


Un po’ stanchi per il lungo giro a piedi decidiamo di prendere il nostro primo taxi e ci capita il taxista più chiacchierone di tutto il viaggio. Ci racconta tutta la sua vita e vuole sapere tutto della nostra vacanza. Davvero una persona gentilissima ed un’esperienza piacevole che non si è più ripetuta.
Parlando delle nostre mete ha definito Washington “clean”, New York “crazy”, Boston “nice” ed il Canada “beautiful”. E devo dire che per quanto tutto il viaggio sia stato bellissimo e pieno di emozioni per noi, alla fine le sue definizioni calzavano a pennello!

 
Ci siamo fatti portare per 7 dollari a Georgetown, praticamente una piccola città, con tutti i suoi negozietti particolari, i localini alla moda e le case con facciate in pietra a vista o colorate da sembrare dipinte con un acquarello. Davvero un quartiere carino. Peccato che i prezzi non fossero proprio economici... Per cena quindi abbiamo scelto un bar. Atmosfera molto americana con poltrone di velluto e oggetti strani appesi alla parete. Io ho preso una bistecca di pollo grigliata con letto di lattuga (non so cosa avessero messo nell’insalata ma era buonissima) e il mio ragazzo carne con purè e verdure. Ne siamo rimasti piacevolmente sopresi e non abbiamo speso nemmeno tanto.


Qua è finita la nostra giornata nella capitale perché di sera ci ha accolto un bell’acquazzone (e lì quando piove… piove di brutto!) e siamo dovuti tornare in hotel.
Il giorno dopo ci aspetta in Union Station il nostro primo Megabus. Direzione la Grande Mela

To be continued…

(Testo e foto di Ilaria Guerzoni).

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