mercoledì 27 marzo 2013

Il Corridoio Vasariano svelato: a passeggio nella storia sul percorso dei Medici

ponte vecchio corridoio vasariano FirenzeVisitare il Corridoio Vasariano è una di quelle esperienze che desideravo fare da tempo e che per una serie di motivi rimandavo ogni volta. "Abito a un tiro di schioppo (*), le nostre strade prima o poi si incroceranno!" mi ripetevo. Effettivamente quel momento è arrivato ma adesso, dopo aver calcato il suolo di uno dei percorsi più famosi e intrisi di storia al mondo, la domanda che mi faccio è: "perchè ho aspettato così tanto?". Fuggo dalle frasi fatte e dal ricorso continuo ai proverbi però mi viene da dire "non rimandare a domani quello che puoi fare oggi".
Prima di iniziare il racconto voglio fare un ringraziamento a Francesca Meloni, guida autorizzata per Firenze e provincia, che ha accompagnato me ed un'altra ventina di persone prima attraverso gli Uffizi e poi lungo il Corridoio, spiegandoci le opere con competenza e passione, ed impreziosendo la visita con aneddoti e con la sua simpatia! Quattro ore (quasi metà delle quali alle sale degli Uffizi) sono tante e il rischio di annoiarsi un po' è elevato... complimenti per essere riuscita a tenere alta l'attenzione.

LA STORIA DEL CORRIDOIO VASARIANO


Corridoio Vasariano Firenze

Per quei pochi che non lo sapessero, il Corridoio Vasariano è un passaggio coperto di oltre un chilometro di lunghezza che venne costruito nel 1565 - in soli 5 mesi! - dall'architetto Giorgio Vasari, autore della Galleria degli Uffizi, su commissione del granduca Cosimo I de' Medici per spostarsi in sicurezza da Palazzo Vecchio, la sede del governo dei Medici, a Palazzo Pitti, la loro dimora.
L'opera venne compiuta in occasione del matrimonio tra il figlio del granduca, Francesco de' Medici, con Giovanna d'Austria e venne utilizzata nei secoli a venire anche dopo l'estinzione della famiglia più importante della storia di Firenze. Alla fine della seconda guerra mondiale, ad esempio, il Ponte Vecchio rimase l'unico collegamento tra le due zone della città separate dall'Arno: i tedeschi in ritirata distrussero tutti i ponti eccetto uno, quello che tanto aveva impressionato Hitler durante la sua visita a Firenze qualche anno prima insieme a Mussolini... si narra che i cannoni furono abbassati e uno dei simboli di Firenze venne risparmiato, ma i bombardamenti avevano reso difficile muoversi sui lungarni coperti dalle macerie degli edifici, fu così che il Corridoio Vasariano, che passa sopra il Ponte Vecchio, divenne per settimane l'unico modo per andare da una sponda all'altra del fiume e trasportare viveri e medicine.

Corridoio Vasariano Firenze

L'ACCESSO AL CORRIDOIO


Ed eccoci finalmente alla visita del Corridoio Vasariano. Al termine del giro alle sale degli Uffizi ci viene aperto un portone e intravedo delle scale. E' l'accesso a un altro mondo ma nessuna insegna recita "Perdete ogni speranza oh voi che entrate": al contrario, non è il passaggio ad un luogo di perdizione ma ad un'altra meraviglia. Dal tesoro più visto e conosciuto a quello più nascosto.
Un brivido corre lungo la schiena. E' l'emozione dovuta al realizzarsi di un momento tanto atteso e... lo sbalzo di temperatura tra la Galleria ed il Corridoio, privo di riscaldamento.

A metà della scalinata vediamo la prima opera. E' un quadro semidistrutto. Nella notte tra il 26 ed il 27 maggio 1993 una fiat Fiorino carica di esplosivi venne fatta esplodere presso l'Accademia dei Georgofili, tra gli Uffizi e l'Arno. Fu un attentato di stampo mafioso che provocò la morte di 5 persone e vari danni ad abitazioni ed anche al museo.

Questo quadro, colpito dai frammenti della vetrata che si trovava di fronte, è rimasto lì da allora. E' stato deciso di non restaurarlo affinchè diventasse l'emblema dell'attacco alla città di Firenze.

Corridoio Vasariano Firenze

IL PATTO CON FIRENZE


Prima di percorrere il Corridoio ci soffermiamo davanti al primo ritratto, quello di Maria Luisa de'Medici, l'ultimo membro del casato fiorentino. A lei, sposa del principe elettore del Palatinato e unica figlia del Granduca Cosimo III si deve la fama della Firenze artistica nel mondo moderno. Nel 1737 infatti stipulò con i Lorena, la nuova dinastia regnante, un testamento in cui lasciò l'enorme patrimonio della collezione artistica della famiglia dei Medici alla città. Fu il famoso "Patto di Famiglia" con il quale si stabiliva che a Firenze ed i suoi cittadini sarebbero andate in possesso tutte le opere d'arte collezionate nel corso di 450 anni con il vincolo che non fossero più spostate.

LE OPERE ESPOSTE


A questo punto forse qualcuno si chiederà cos'è esposto nel Corridoio. Purtroppo non è possibile scattare fotografie al suo interno, ma non ci vuole molto per immaginarselo: pensate a un itinerario coperto formato da lunghi corridoi rettilinei in piano o in leggera pendenza, con dei piccoli tratti a fare da raccordo, come quello che circonda la Torre del Mannelli (appartenente a una ricca e potente famiglia fiorentina, l'unica a non aver ceduto alle pressioni, alle offerte economiche ed anche alle minacce dei Medici, costretti quindi  passarci intorno)

Corridoio Vasariano Firenze

Alle pareti sono appesi circa 450 autoritratti, parte di una collezione immensa che ne conta un numero quasi tre volte maggiore. La più vasta collezione di ritratti e autoritratti al mondo! Frutto degli acquisti dei Medici ma anche delle donazioni degli artisti, che inviavano il proprio autoritratto alla famiglia fiorentina in modo da poter entrare in quella prestigiosa collana. Un rito che continua tuttora e di cui parlerò dopo.

Corridoio Vasariano FirenzeOltre alla temperatura non elevata, quello che si nota subito è la differente dimensione delle finestre che si aprono ai due lati del Corridoio. Sul lato fiume (a sinistra se vi muovete in direzione di Palazzo Pitti, come abbiamo fatto noi) sono piccole perchè dovevano servire solo per avvistare eventuali nemici che arrivassero dall'Arno. Sul lato della strada sono invece più grandi perchè il pericolo di un attacco su quel fronte era molto ridotto e quindi da lì poteva entrare la luce.
Nel tratto sopra il Ponte Vecchio ci sono addirittura dei grandi finestroni rettangolari, molto diversi dagli altri oblò dello stesso lato, realizzati per la famosa visita del Führer a Firenze al fine di fargli ammirare il panorama.

Ma torniamo ai quadri. Nella prima sezione sono esposti dipinti della scuola romana, bolognese e settentrionale ed opere del '700 non all'altezza di essere esposta negli Uffizi ma ugualmente molto interessanti. Francesca ci fa notare che un autoritratto rivela molto di più delle altre sue opere la personalità dell'artista. Un caso emblematico è quello di Carlo Ricci, che mostra nel suo autoritratto tutta quella ironia che non è presente in un altra sua opera esposta nel Corridoio, austera e istituzionale.
Un altro aspetto che ci fa notare la nostra guida è la lucentezza di alcuni colori, riportati all'antico splendore da lavori di restauro. In passato venivano utilizzate terre, materiali fossili e naturali legati tra di loro dall'albume, la chiara d'uovo. Il risultato era un rosso o un blu sgargianti! Le opere che per centinaia di anni sono rimaste nelle chiese o nelle case nobiliari erano esposte al fumo delle candele e piano piano la brillantezza è andata perduta.

Corridoio Vasariano FirenzeLa nostra visita prosegue tra i quadri settecenteschi. Dal '600 in poi si impone il barocco, uno stile ridondante che a Firenze non è mai piaciuto molto. Alle pareti del Vasariano è esposto un quadro di Giovan Domenico Ferretti, il più grande esponente del '700 fiorentino, "il ratto d'Europa" (il rapimento del dio Zeus). Ma ci sono anche molti autoritratti di pittori famosi.
Lo stesso Giorgio Vasari ha realizzato un'opera in cui rappresenta la controversia di cui fu al centro: quando il re di Francia gli commissionò un trono in oro, gli invidiosi orafi fiorentini misero in giro la voce che il Vasari si ne tenesse per sè una parte e allora, per mettere a tacere le falsità, egli decise di realizzare due troni identici. Il dipinto si trova nell'angolo del Ponte Vecchio, proprio sopra le botteghe degli orafi.... a proposito di queste, vi racconto un altro aneddoto. Prima della realizzazione del Corridoio Vasariano, sul Ponte Vecchio ci lavoravano i macellai. Per evitare che i cattivi odori raggiungessero le delicate narici del Granduca, il mercato della carne fu trasferito e al suo posto furono spostate le botteghe degli orafi.

Corridoio Vasariano Firenze

Tra gli autoritratti di pittori famosi ci sono anche quello di Tiziano e di Veronese, di Delacroix, Rubens, Rembrandt e di un baffuto Velasquez. Ed anche Chagall e pittori del '900 del calibro di Ligabue, Guttuso, De Chirico e Carrà.
Come detto in precedenza, tutti volevano far parte della collezione che aveva creato ufficialmente il Cardinale Leopoldo poco dopo il 1680,e così spedivano ai Medici il loro autoritratto. Ancora oggi continuano ad arrivare opere da tutto il mondo, tanto che il direttore Natali sta pensando di allestire una sezione dedicata ai pittori contemporanei.

Gli altri autoritratti sono meno famosi, ma tutti hanno una storia da raccontare. Come il dipinto della pittrice Rosalba Carriera (una donna finalmente!) che raffigura le tre figlie di un duca. Cosa c'è di particolare? Niente, a parte che quel quadro altro non era che uno spot pubblicitario... le tre ragazze erano in cerca di un marito e com'era pratica comune tra i nobili del '700, il loro ritratto faceva il giro dell'Europa in attesa che qualcuno rispondesse alla non tanto velata richiesta. In sostanza il ritratto era una specie di "book fotografico", in un'epoca in cui i matrimoni venivano celebrati per procura e sanciti con contratti notarili.

Un altro autoritratto che mi ha incuriosito è quello della figlia del Tintoretto, chiamata con poca fantasia la Tintoretta. Una donna eclettica che si ritrae con uno spartito in mano in omaggio alle sue due passioni, la pittura e la musica.

QUELLA FINESTRELLA CHE SI AFFACCIA IN... CHIESA


Avrei altri aneddoti da raccontare ma non voglio togliervi lo stupore della scoperta quando andrete a visitare il Corridoio Vasariano di persona :-)
La visita non è ancora finita però! Altre sorprese ci stavano attendendo. La più grande è stata sentire un odore di incenso sempre più forte e dei canti di chiesa. Anche Francesca, che ha attraversato decine e decine di volte il Corridoio, non era mai successo di trovare una messa in corso. Sul Corridoio si trova una finestra con grate chiudibili che si affaccia, non vista, sulla chiesa di Santa Felicita! In questo modo i Medici potevano sentir messa e non solo! Anche quando non erano in atto cerimonie la chiesa era il luogo di ritrovo ideale per parlare segretamente ed in questo modo i Medici potevano spiare e ascoltare eventuali trame ordite ai loro danni.

Corridoio Vasariano Firenze
Corridoio Vasariano Firenze

Il percorso continua fino al giardino di Boboli passando a sinistra della Grotta del Buontalenti. Quello originale in realtà prosegue arrivando fino a Palazzo Pitti ma al momento non è aperto alle visite.
Prima però incontriamo gli autoritratti dei pittori americani che nell''800 si trasferirono a Firenze, un'opera dell'italiano Fattori e l'autoritratto del pittore futurista Giacomo Balla, battezzato ironicamente da lui stesso "autocaffè", in cui si ritrae mentre tiene in mano una tazzina.
Dulcis in fundo, l'ultima opera arrivata al Corridoio Vasariano: l'autoritratto di Pietro Annigoni, il pittore italiano contemporaneo più famoso del mondo grazie al ritratto ufficiale di Elisabetta II d'Inghilterra.

Corridoio Vasariano Firenze
la grotta del Buontalenti

COME PUOI VEDERLO? SOLO CON VISITE GUIDATE


Il Corridoio Vasariano non è aperto liberamente al pubblico come gli altri museo del Polo Museale fiorentino. E' possibile visitarlo solo su appuntamento con visite guidate per piccoli gruppi.
Se siete interessati - e se siete arrivati in fondo a questo lungo post suppongo lo siate - vi consiglio di contattare la nostra bravissima guida Francesca:
per informazioni e prenotazioni chiamate il numero 392.7619600 oppure inviate una mail a francescameoni@hotmail.com

(*) a un tiro di schioppo = non molto lontano; è un'espressione che si usa spesso in Toscana per indicare una breve distanza, come quella che coprirebbe un colpo di fucile.

Corridoio Vasariano Firenze
palazzo Pitti
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