martedì 23 luglio 2013

10 cose che è meglio sapere prima di andare a Zanzibar

Zanzibar stella marina
Siamo in aereo nel viaggio di ritorno verso l'Italia, un po' infreddoliti perché quando sono passate le hostess a dare le coperte io e Sara stavamo pisolando (sveglia alle 3:30! Ahhh!) ma con ancora il sapore inebriante di Zanzibar in bocca. Un sapore dolcissimo come il jack fruit che ci hanno fatto assaggiare durante il tour delle spezie all'interno dell'isola. E con una canzoncina che riecheggia nella testa:

Jambo / ciao
jambo bwana /ciao signore
habari gani? / come stai?
Nzuri sana. / Molto bene.
Wageni / Turisti
mwakaribishwa / benvenuti
Zanzibar yeti / (nel)la nostra Zanzibar
hakuna matata / non c'è nessun problema.

Zanzibar hakuna matata

Unguja, il nome in lingua swahili dell'isola principale dell'arcipelago di Zanzibar, è un inno alla natura e all'ospitalità. Basta uscire dall'hotel e allontanarsi dalle acque celesti dell'Oceano Indiano per rendersi conto che si è circondati da una folta vegetazione di piante ed alberi di ogni tipo. Per scoprire il sorriso degli zanzibarini invece è sufficiente fare qualche passo sulle soffici spiagge di borotalco.
I beach boys, cioè i ragazzi che vendono le escursioni e che troviamo ogni giorno sulla sabbia bianca di Nungwi all'estremità settentrionale dell'isola, ci chiamano simpaticamente "polli da spennare" ed effettivamente è così... noi, i turisti che alloggiano nei resort o nei bungalow, siamo per loro la prima voce delle entrate nell'economia locale ed ovviamente siamo trattati con i guanti. Le sensazioni che ho percepito parlandoci e standoci un po' insieme però sono state positive e salvo qualche eccezione i ragazzi che abbiamo incontrato sono stati tutti gentili e disponibili a rispondere a tutte le nostre domande e curiosità.

Zanzibar lingua sabbia

Sono le 10:30 del mattino e dopo la partenza dall'aeroporto di Zanzibar e lo scalo a Mombasa in Kenya, il nostro volo di rientro ha appena iniziato il suo percorso in direzione di Milano Malpensa. E' già tempo di ricordi ed il mio mal d'Africa già comincia a fare capolino. Parlare della nostra magnifica esperienza sarà la mia personale terapia nelle prossime settimane, quindi abbandono per il momento le mie impressioni su Zanzibar per alcune informazioni che spero possano rivelarsi utili a coloro che decidano di recarsi nell'isola di smeraldo:

1. IL CLIMA: QUANDO ANDARE?


Da marzo a giugno e da novembre agli inizi di dicembre si registrano le precipitazioni più abbondanti, per il resto a Zanzibar il tempo è piacevole e raggiunge il periodo di alta stagione tra dicembre e febbraio con temperature che raggiungono i 38-40° (ed i prezzi delle strutture ricettive che toccano il punto massimo). Molti hotel aprono da luglio in poi, quando possono verificarsi deboli e brevi piogge e il cielo può rimanere coperto per alcune ore della giornata ma la temperatura massima si aggira sui 30° e quella dell'acqua consente di fare il bagno senza troppi problemi (all'inizio può sembrare freddina ma poi ci si abitua alla svelta). Durante la nostra permanenza (14-21 luglio) al mattino il sole faceva più fatica a farsi spazio tra le nuvole ma generalmente il pomeriggio era splendido.
Trovandosi poco sotto la linea equatoriale, le ore diurne sono praticamente le stesse durante tutto l'anno e tra le 18:30 e le 19:30 il sole tramonta.

Zanzibar tramonto

2. LA MONETA


La moneta della Tanzania, e quindi di Zanzibar, è lo scellino. Al cambio attuale 2000 scellini valgono circa 1 euro. Per chi si trova a Stone Town non ci sono problemi a cambiare gli euro nelle agenzie, prelevare gli scellini dagli sportelli dei bancomat (mi hanno detto che sono 3 in tutta la città) o cambiare i traveller's cheque in banca. Gli acquisti potete farli in scellini anche se molti venditori preferiscono i dollari o gli euro.
Noi abbiamo preferito cambiare i dollari in Italia e utilizzare quelli per due motivi:
  • quando arrivate a Zanzibar è richiesta una tassa di ingresso di 50 dollari a persona. In alternativa il costo è di 50 euro! Quando andate via c'è da pagare anche una tassa di uscita di 48 dollari (o euro). Gli scellini non sono accettati.
  • i prezzi per gli stranieri sono sempre maggiorati rispetto a quelli degli zanzibarini, quindi tanto vale pagare in dollari (o euro) cercando di spuntare la tariffa migliore
Per chi utilizza i dollari: in molti non accettano le banconote emesse prima del 2003!

3. LE MAREE


Il fenomeno delle maree a Zanzibar è molto forte e caratterizza tutte le coste dell'isola anche se in misura differente. Al nord, intorno all'estremità di Nungwi, è ridotto al minimo e si può fare il bagno in ogni ora della giornata. In altre zone invece il livello del mare si abbassa così tanto che quando si verifica la bassa marea è necessario fare anche 500 metri prima di arrivare all'altezza delle caviglie!
Il ciclo delle maree cambia circa ogni 6 ore e questo può impedire talvolta di accedere ad alcune zone della costa. Ad esempio noi che eravamo all'hotel Myblue di Nungwi in alcune ore della giornata non potevamo andare verso la spiaggia di Kendwa (verso est) se non a nuoto o facendo un largo giro a piedi al di fuori del resort (a causa del divieto di transito imposto da un grande complesso turistico all'interno della sua struttura)

Zanzibar bassa marea

4. TELEFONARE DA ZANZIBAR


Ci sono varie possibilità per telefonare da Zanzibar in Italia senza spendere le cifre esagerate degli operatori italiani di telefonia (in media 3 euro al minuto più scatto alla risposta). Io ho comprato una Sim della compagnia telefonica Zantel (2000 scellini, circa 1 euro) ricaricandola con schede da 1000 scellini ciascuna (=0,50 €) della durata di un paio di minuti di conversazione. Ovviamente se chiedete a uno zanzibarino di acquistarla per voi, come minimo vi raddoppierà il prezzo, ma dato il costo si può decidere anche di dar loro una mano.
Come si fa la ricarica? Sulla scheda è riportato un codice numerico. Occorre digitare *104# seguito dalle cifre e poi chiamare. Dopo aver ricevuto un messaggio che vi dirà il credito residuo potete chiamare in Italia facendo attenzione a precedere dal +39 il numero del destinatario.

5. I BEACH BOYS


Come diceva uno degli italiani del nostro hotel  con cui abbiamo fatto amicizia, i beach boys fanno parte dell'atmosfera di Zanzibar. Se viaggiate con zaino in spalla dubito che possiate venire avvicinati da loro ma sicuramente non si faranno problemi i venditori di portachiavi di ebano, di CD e di collanine che troverete a Stone Town o sulle spiagge.... Chi alloggia in bungalow o nei resort viene assalito ogni volta che mette piede sulla spiaggia. A quel punto ci sono due soluzioni: o accettate la situazione oppure sarete infastiditi dalla loro presenza per tutta la durata del vostro soggiorno. Ne vale la pena? Secondo la mia personalissima opinione è assurdo evitarli e fare finta che non esistano. Parlate con loro e cercate di instaurare un minimo rapporto di amicizia. Così sarà più facile che smettano di tartassarvi se non volete fare (più) acquisti.
A tutela dei clienti dei resort alcuni hotel (ad esempio il Myblue resort) hanno ingaggiato dei Masai provenienti dalla Tanzania per sorvegliare le spiagge private ed impedire che gli estranei entrino nelle aree della struttura. In spiaggia circolano anche i poliziotti (non tutti i giorni) e i venditori ed i beach boys (o almeno la maggior parte di loro) sanno che non è il caso di insistere dopo aver ricevuto troppi no.
Tenete presente che per le escursioni potete rivolgervi:
  • all'agenzia dell'hotel dove alloggiate (i loro prezzi sono i più alti ma in caso di infortunio o di altri problemi sarete probabilmente più tutelati) 
  • ai beach boys (prezzo più basso e servizio praticamente equivalente)
  • alle agenzie di Stone Town (comode solo per chi soggiorna nelle vicinanze della città) 
Noi ci siamo sempre affidati ai beach boys - in particolare a Samir alias Gianduiotto, Sulemani alias Nino d'Angelo e Ali alias Balotelli - e ci siamo trovati benissimo, sia per l'organizzazione che per la piacevolissima compagnia.

Zanzibar beach boys
Samir alias Gianduiotto, uno dei Beach Boys sulla spiaggia di Nungwi

6.  IL RAMADAN


Al contrario della Tanzania dove solo il 10% della popolazione è islamica ed il 90% cristiana, Zanzibar è prevalentemente islamica con percentuali che si rovesciano completamente. Molti zanzibarini, specialmente i più giovani, si definiscono "musulmani moderni" e non osservano alla lettera i precetti di Maometto, ma il Paese, pur avendo uno stato laico, segue le tradizioni dell'Islam e durante il periodo del Ramadan (nel 2013 dal 9 luglio all'8 agosto) i credenti non mangiano nè bevono tra l'alba e il tramonto.
I viaggiatori indipendenti e coloro che si trovano a Stone Town devono quindi tenere presente che i ristoranti ed i locali dove si serve il cibo sono chiusi nelle ore diurne.
Inoltre per il rispetto dei musulmani praticanti è buona norma non mangiare nè bere in pubblico.

7. COME SPOSTARSI


Se siete dei viaggiatori zaino in spalla, la soluzione più economica è salire sui dalla dalla, dei bus aperti ai lati e dietro che sopra il tettino portano merce e all'interno sono stipati all'inverosimile....

Zanzibar dalla dalla

I dalla dalla - ognuno contrassegnato da un numero che rappresenta la tratta - collegano ogni località di Zanzibar e costano pochissimo (ogni corsa al massimo 2000 scellini cioè 1 euro) coprendo percorsi di 50-70 km. I tempi del viaggio però sono lunghissimi. Ad esempio da Nungwi a Stone Town (1h e 10' di pullman) ci vogliono dalle 2 alle 3 ore.
Soluzioni migliori sono i minivan privati (più siete e meno pagate) o le auto a noleggio, anche se ho notato numerosi posti di controllo della polizia e non escludo che per poterli passare non vengano chiesti anche ai turisti delle piccole mance ogni volta...
I taxi da quel che ho visto sono molto cari, ma come per ogni cosa a Zanzibar il prezzo dipende dalla vostra abilità nel contrattare.
In generale, se siete dei viaggiatore indipendenti è consigliabile un percorso ad anello dell'isola in modo da non dover usare i mezzi di spostamento per tornare ogni volta alla base. Risparmierete tempo e denaro.

8. COME ARRIVARE A ZANZIBAR


Acquistando un pacchetto vacanza come il nostro targato Tui.it si atterra all'aeroporto internazionale di Zanzibar. Per chi preferisce il fai-da-te può risultare più conveniente comprare un volo che attraverso 1 o più scali vi porti a Dar Es Salaam, una delle città più grandi della Tanzania, direttamente sul mare, a solo 35 km dal porto di Zanzibar.
Il traghetto che collega Dar Es Salaam a Zanzibar costa circa 30 dollari a persona a tratta.

9. RISPETTARE LA CULTURA LOCALE


Una raccomandazione banale ma che purtroppo non è seguita da tutti: quando mettiamo piede in una terra straniera è opportuno rispettare i costumi locali. Nei villaggi le donne possono andare in giro con le gambe coperte fino a sotto il ginocchio e magliette non troppo scollate a maniche corte mentre gli uomini non possono circolare a torso nudo. In altre parole, niente bikini né abbigliamento da spiaggia quando non siete al mare!

Zanzibar

10. PORTATE QUALCHE REGALO DALL'ITALIA


Mettete in valigia i vestiti che non portate più e donateli a quelli che vi sembrano più bisognosi. Magliette, cappellini, zainetti, pantaloncini.... ed anche saponi, quaderni e matite per i bambini! Se vi recate in un villaggio (fatelo, magari accompagnati da uno zanzibarino! Molti dei beach boys lo fanno senza chiedere uno spicciolo perché ci tengono a farvi vedere le loro scuole e il loro tenore di vita) vi suggerisco di non tirare fuori i vostri regali tutti insieme per non creare una piccola ressa tra i bimbi. Loro vi chiederanno delle pipi (caramelle) ma per la loro salute dentale è meglio evitarlo.

zanzibar villaggio

Altre foto di Zanzibar le trovate nel mio album su Flickr (link).

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