venerdì 5 luglio 2013

In Friuli sui Sentieri della Grande Guerra

itinerari Grande Guerra Friuli
Sono davvero emozionata come se tornassi a scuola, e invece sto tornando in quell'angolino d'Italia che si chiama Friuli, e in particolare in Carnia. La possibilità di trascorrere un fine settimana alla scoperta dei teatri della Grande Guerra si è concretizzata solo un paio di giorni fa e non me la sono fatta scappare, così ora io e altri tre blogger siamo al passo Monte Croce Carnico, pronti per salire sul Pal Piccolo con una “facile escursione guidata”: 500 metri di dislivello sino appunto a un'altezza di 1866 metri s.l.m. su un percorso che corre lungo l'attuale confine austriaco. Anzi, per prendere il sentiero entriamo a piedi in Austria, una modalità di uscire dall'Italia che mi emoziona sempre perché così si sente davvero la differenza tra di qua e di là.
Qui la differenza è evidente, ad esempio nelle pale eoliche che fanno bella mostra di sé e che se ci fossero più spesso nel nostro bel Paese sarebbe tanto di guadagnato. Ci accompagnano Alice e Nicola, i quali curano per la regione Friuli Venezia Giulia gli itinerari della Grande Guerra.

itinerari Grande Guerra Friuli

Siamo vestiti da montagna, è metà giugno ma non fa caldo quindi partiamo ben coperti, attrezzati con scarponcini da trekking, uno zainetto e i bastoncini. Io no, li ho dimenticati a Udine ma trovo subito due bei bastoni di legno, che fanno tanto gita in montagna come quando da piccola andavo a funghi con i miei. La prima parte della salita è in un bel bosco verdeggiante, con alberi e arbusti e un profumo inebriante di bosco, ancora dall'aspetto primaverile con piccole foglie chiare che, al mattino, si aprono e si scaldano letteralmente alla luce del sole. Il sentiero sale rapidamente in quota finché vediamo la neve, che non si è ancora sciolta perché quest'anno c'è stato freddo fino a pochi giorni fa, e nei canaloni poco soleggiati non c'è stato calore sufficiente a scioglierla. La tocchiamo, attraversiamo il canalone innevato. 

itinerari Grande Guerra Friuli
itinerari Grande Guerra Friuli

Il sentiero è poco visibile anche se sappiamo bene dove andare, finché a una svolta troviamo la prima costruzione degli austriaci sulla nostra sinistra: il naso della mitragliatrice costruito a difesa della montagna sul lato austriaco, un luogo strategicamente molto importante per presidiare la vallata, senza essere visti. Giochiamo a sparare mettendo i bastoncini nelle feritoie, come se fossero armi da fuoco, che impressione! E che bella vista verso la vallata, con prati verdi e un laghetto (artificiale) sovrastati dalle aspre montagne che, quasi cent'anni fa, hanno contribuito a mutare il volto dell'Europa e dell'Italia.

itinerari Grande Guerra Friuli
itinerari Grande Guerra Friuli

Proseguendo per prati erbosi, punteggiati da fiori coloratissimi, arriviamo alle prime postazioni in grotta, ben indicate, dove i militari trovavano riparo e vivevano in condizioni alquanto disagiate. Qui iniziano anche i primi camminamenti e trincee, siamo entrati nel museo all'aperto che da quasi 30 anni l'associazione Dolomitenfreunde (Amici delle Dolomiti) ha reso fruibile per testimoniare la vita dei militari in guerra. Sono visibili suppellettili della vita quotidiana, sacchi di sabbia a protezione degli ingressi, assi di legno ancora ben conservate e tanto, tanto filo spinato ruggine ma probabilmente ancora efficace.

itinerari Grande Guerra Friuli 
itinerari Grande Guerra Friuli

Quello che a noi si presenta come uno splendido scenario alpino doveva essere una specie di inferno per tutti i soldati impegnati in guerra. La Prima Guerra Mondiale è stato l'ultimo conflitto in cui le perdite caratterizzarono in grande maggioranza le truppe, salvaguardando almeno in parte la popolazione civile: si calcola che fino al 90% delle vittime, tra morti e feriti, sia stata tra i militari. Nel secondo conflitto mondiale, e anche nelle guerre di oggi, la proporzione è invece invertita e c'è un sempre maggiore tributo di sangue di civili, che da involontari spettatori sono diventati un meccanismo, una terribile pedina che i potenti hanno giocato e giocano per perseguire la loro sete di potere in questo stupido gioco chiamato Guerra.

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Tra il 1915 e il 1917 queste montagne furono teatro di battaglie terribili in condizioni climatiche davvero ostili, dove i combattenti erano poco più che ragazzi. La guida, Alberto, ci racconta addirittura che nella vita normale tra i due versanti c'erano rapporti commerciali e d'amicizia che la guerra scardinò completamente, costringendo i combattenti a sparare l'uno contro l'altro, ben sapendo che potevano essere colpiti amici e conoscenti. Per sopportare questa situazione terribile i soldati si rifocillavano anche con grappa e sigarette, oggetto di traffici che arrivavano fin quassù.

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Un bivio ci porta a salire ancora a destra, sulla parte più impegnativa del nostro percorso, pochi metri di parete dove dobbiamo trovare appiglio in un cordino e appoggiare i piedi a delle staffe di metallo, ben saldate nella roccia. Non è proprio un passaggio semplice, soprattutto per me che ho sempre rispettato, ma anche temuto, la montagna. Ma nonostante la fatica e la stanchezza, dovute al mio scarsissimo allenamento, non ho paura: sono in ottime mani, la nostra guida è gentilissima e carina, ogni volta che gli chiedo un consiglio o un supporto mi sta vicino e mi fa sentire protetta. In cima, in uno scenario ancora più aperto e dominante sulla Carinzia e le montagne circostanti, ci divertiamo nel susseguirsi di percorsi aperti e chiusi, di scalette e trincee, di ponticelli. Se all'aperto si è esposti ma si sta relativamente bene, gli spazi chiusi sono davvero angusti e le didascalie gialle, bilingui, che ben segnano l'itinerario ci spiegano quanti militari dovevano starci, accovacciati non so come! Su tutto domina la vecchia costruzione della teleferica austriaca, e il Trincerone sul versante italiano.

itinerari Grande Guerra Friuli
itinerari Grande Guerra Friuli

Un panino ci vuole per ricompensarci di tante fatiche. La discesa sul lato italiano è altrettanto interessante, in quanto prevale l'aspetto geologico della zona con rocce di evidente origine carsica, in parte dilavate dalle precipitazioni e ancora allietate da una miriade di fiori di montagna. Nonostante sia metà giugno, qui è ancora decisamente primavera. Un pezzo assai interessante a metà discesa corrisponde al percorso della mulattiera, con la quale erano predisposti i vettovagliamenti per le truppe. Ha l'aspetto di un'opera di ingegneria, con tratti rettilinei e una curvatura studiata, affinché non vi fosse un rallentamento nell'andatura dei muli che avrebbe potuto provocarne il blocco, con evidenti conseguenze negative.

itinerari Grande Guerra Friuli
itinerari Grande Guerra Friuli
itinerari Grande Guerra Friuli

L'ultimo tratto per rientrare al punto di partenza, al Passo di Monte Croce Carnico, paradossalmente è più esposto e dobbiamo fare attenzione a non scivolare, soprattutto ora che la stanchezza si fa maggiormente sentire. Per non farmi mancare nulla la suola di uno scarpone si apre come una scatoletta e devo stare ancora più attenta, ma la nostra prode guida con un giro di nastro da elettricista lo chiude abbastanza bene da farmi terminare la discesa in sicurezza.
Una bella birra ghiacciata ci ristora a fine gita, che meravigliosa escursione! Nell'immaginario collettivo il primo legame che viene in mente tra la Grande Guerra e questo lembo a nord est dell'Italia è il Carso. La Carnia però non è da meno e i teatri di guerra che abbiamo visitato ne sono una testimonianza struggente e viva.

itinerari Grande Guerra Friuli

Come struggente è la testimonianza dei civili che ho già citato, qui coinvolti maggiormente nel dare un contributo al benessere delle truppe. Le donne in particolare sono oggi ricordate perché avevano non solo il ruolo sociale di proteggere e portare avanti la famiglia, inclusi bambini e anziani. Le portatrici carniche sono una figura che oggi celebriamo con onore, perché proprio loro si facevano carico, letteralmente, di trasportare al fronte vettovaglie, munizioni e tutto quanto poteva servire ai soldati impegnati nei combattimenti. La gerla che trasportavano a spalle pesava oltre 30 chilogrammi, ad ogni salita dovevano percorrere centinaia di metri di dislivello per giungere a destinazione, ricevendo poche lire di compenso. Maria Plozner Mentil era una di queste, e nel 1916 cadde sotto il fuoco nemico, unica vittima di questa guerra nella guerra. Le è stata conferita la medaglia d'oro al valor militare ed è l'unica donna che abbia goduto di tale onorificenza. Non solo, a Maria Plozner Mentil è stato dedicato un monumento che fa bella mostra di sé nel paese di Timau, nella piazza dove è stato costruito il Museo della Grande Guerra, un'altra interessantissima tappa che nel pomeriggio ci fa conoscere la Grande Guerra più da vicino, attraverso cimeli e pezzi unici incluse divise dei soldati, lettere dal fronte, fotografie dei caduti e naturalmente le testimonianze delle portatrici.

itinerari Grande Guerra Friuli
itinerari Grande Guerra Friuli

Poco più a sud, dove ci dirigiamo per la sera, c'è un'altra Carnia, la regione squarciata dal terribile terremoto con cui, il 6 maggio 1976, è venuto giù tutto. Gemona, Venzone, Osoppo, Tolmezzo sono solo alcuni dei paesi rasi al suolo o gravemente danneggiati dal terremoto. Eppure tra le lacrime e il dolore di ingenti perdite umane (un migliaio di morti e migliaia di feriti) queste persone forti, temprate si sono rimboccate le maniche e, anche con aiuti esterni, hanno rimesso in piedi la regione facendola più bella di prima. Certo alcuni borghi non sono oggi come nel passato ed è stato necessario costruire nuovi edifici a valle, in zona più sicura. La Carnia di oggi mantiene un po' di chiusura a causa della sua posizione geografica, ma proprio per questo si è almeno in parte preservata come nicchia di genuinità e purezza, del territorio e della gente. I friulani danno il cuore alle persone che conoscono, impiegano solo un po' di tempo ad aprirsi. Un motivo in più per visitare questa bellissima regione!

itinerari Grande Guerra Friuli
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Foto e testo di Roberta Zennaro.

La 2^ parte del racconto la trovi qui: Mangiare bere dormire in Friuli: elogio del vino sfuso

Per altre informazioni:
www.itineraridellagrandeguerra.it
www.golivefvg.com

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