giovedì 11 luglio 2013

In vacanza con gli amici a Breslavia (Wroclaw): città vivace e affascinante

una città bella e stranamente poco conosciuta
raccontata in un guest post: Breslavia (Wroclaw)
breslavia Polonia
Scegliemmo Breslavia per il poco romantico motivo dell'economicità del volo, lo ammetto: trovammo dei biglietti economici economici e la prospettiva di un viaggio in terra polacca per pochi spiccioli avvinse me, Fabio e Andrea, i miei sodali di viaggio. Partimmo agli inizi di maggio e piccola disavventura in aeroporto a parte – per carità, bisogna leggere sempre le norme della Ryanair, per un paio di chili in più bastonano !! - e dopo poche ore, all'arrivo, ci diede il benvenuto un cielo coperto e una temperatura degna del febbraio toscano più incavolato.

Arrivati in hotel non grazie all'inglese di Fabio, secondo la cui terribile pronuncia saremmo potuti arrivare tranquillamente a Greenwich, ci immergemmo nella vita di Bratislava subito dopo una veloce rinfrescata di viso e pensieri.
Per questioni di orario – era già sera – il primo incontro con la cittadina polacca fu nel pieno della sua movida notturna che nonostante la temperatura, ripeto, quasi invernale (e contro la quale avevamo a stento una giacchetta) il centro cittadino già brulicava di ragazzi che si incontravano o entravano in locali e discoteche.

breslavia Polonia
foto di Rainshift su Flickr
Annotai subito mentalmente che qualora nella mia vita fossi mai tornato a Breslavia non avrei dovuto dimenticare un cappotto di renna viva anche a luglio – ché non si sa mai – e un interprete, visto che da leggere e pronunciare il polacco è comodo come scalare l'Everest con le De Fonseca e l'inglese è parlato proprio pochino. Ordinavamo da bere indicando e sbracciando come se stessimo affogando in un invisibile mare e, viva l'ingenuità, ci stavano quasi arrestando per aver tentato di portare fuori le bottiglie dal locale: severamente vietato bere alcolici all'aperto, in Polonia.

Conoscemmo dei ragazzi spagnoli: effettivamente notavamo in quel momento che il centro vedeva passeggiare per le sue strade ragazzi di diverse nazionalità e ci spiegarono che in città la comunità di studenti Erasmus è molto nutrita e varia. Cogliemmo il loro suggerimento di visitare l'Università l'indomani, che, a loro detta, era un gioiellino.


breslavia Polonia
foto di Arcadius su Flickr
I due giorni seguenti, caratterizzati da sveglie di buon'ora (ovvero verso le undici), macchine fotografiche alla mano, ci dedicammo alla città.
L'impressione che ricevemmo la sera precedente di una città carinissima fu ampiamente confermata alla luce diurna.
Il Rynek, ovvero la zona della piazza del Mercato, è il cuore cittadino, sia in senso geografico che economico. È di dimensioni ragguardevoli e impreziosita tutto al suo attorno da edifici dalla tipica architettura nordica, altri dalle tinte uniche chiare pastello, ma qui affaccia pure il bellissimo municipio in stile gotico e da palazzi rinascimentali. Incredibile come ieri bazzicammo proprio da queste parti, ma non ci passammo.

breslavia Polonia
Rynek | foto di loriszecchinato su Flickr
Profittammo anche della dritta del ragazzo spagnolo e ci dirigemmo verso l'Università, che effettivamente merita la visita: un palazzo barocco al di là di uno dei centododici ponti che attraversa il fiume cittadino, l'Oder, che fa a sua volta parte di tutto un complesso sempre del medesimo stile. Davvero impressionante.
Tuttavia la parte più storica di Breslavia non è al Rynek, ma è proprio sull'isola della Cattedrale, che, come svela il nome, custodisce, oltre al vanto di essere il primo nucleo della città, la Cattedrale di San Giovanni Battista. Bellissima, nel suo vestito gotico e un pizzico di orgoglio nel sapere che parla anche un po' italiano: molti i contributi dei nostri connazionali.
La vista della città dal campanile, affascinante, indaffarata eppure placida, vale l'intero viaggio.

Breslavia panorama cattedrale
foto di Mike PD su Flickr

Certamente la cucina non è esattamente la più leggera mai provata, ma almeno – contrariamente a quanto si possa con leggerezza ritenere – è gustosissima.
I pierogi sono la declinazione polacca dei nostri ravioloni e solo per puro interesse scientifico ne ho provate praticamente tutte le varianti. Zuppe a morirne, ma non fanno piatto unico, sono piuttosto d'accompagnamento ad altri piatti più sostanziosi, come il bigos, una bella portata di carne, crauti e spezie. D'altronde, immagino che qui i climi invernali siano a dir poco proibitivi, logico attendersi una cucina consistente, sostanziosa.


breslavia pierogi
pierogi | foto di Mr Ducke su Flickr
Se dovessi regalare una cartolina di Breslavia, tuttavia, sceglierei Palc Plac Sony. A Palc Plac Sony, proprio a lato di Piazza Mercato, si vendono fiori di giorno e di notte, con le delizie per occhi e naso che si può facilmente immaginare. È la fotografia anche mentale che ho riportato a casa, quella che rievoco al pensiero di Breslavia: la bella piazza impreziosita da petali di ogni colore e dai diversi profumi che regalavano.

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