martedì 4 marzo 2014

La città libera di Christiania è ancora un posto unico da visitare?

christiania copenaghen
Le pittoresche casette di Nyhavn, Amaliensborg slot e il cambio della guardia, le mille luci di Tivoli che si accendono al tramonto. Le attrazioni di Copenaghen sono tante e noi eravamo prontissimi a prenderle d'assalto durante il nostro breve weekend in terra danese! Su tutte, più di tutte, ci incuriosiva Christiania, nel quartiere centrale di Christianhavn. E così ci siamo andati subito il primo giorno.
Ancora il sole non era andato a nascondersi dietro la torre del Rundetaarn quando abbiamo varcato uno degli ingressi della cittadella hippy, forse l'ultima grande comunità autogestita esistente, intenzionati a trascorrerci l'intera serata.

Tutti si domandano se "lo stato libero di Christiania" sia davvero (o sia ancora) una città libera in cui regna l'anarchia e l'autarchia, cioè l'autonomia e la libertà degli individui all'interno di una Comune autosufficiente, sia dal punto di vista economico che governativo. La risposta non so darvela, o meglio, io credo che dipenda molto da quello che vi siete costruito in testa. 

christiania copenaghen

Se state cercando un luogo in cui la trasgressione è normalità, dove le regole non esistono e la parola d'ordine sia tolleranza a 360°, in materia di droghe, sesso e quant'altro, beh, allora rimarrete delusi. I figli dei fiori, se ci sono ancora, non vivono più come 40 anni fa.

L'assenza di tendine alle finestre è un invito troppo forte a guardare all'interno di quelle graziose case in legno che si incontrano nei pressi del laghetto centrale... non sarà molto discreto da parte di chi sbircia, ma i christianiti non sembrano preoccuparsene affatto, basta non scattare fotografie. E cosa si osserva? Cucine, soggiorni, camere del tutto simili alle nostre. Arredi moderni, parabole sui tetti, giardini curatissimi. Non tutte sono così, ci sono anche dimore bizzarre coperte da graffiti dove non è assolutamente possibile ficcare il naso, ma molte abitazioni sono come le ho descritte. Probabilmente sono quelle dei poeti e degli scrittori che si sono trasferiti qui non perchè condividono la filosofia alla base della comunità ma per la bellezza del paesaggio lungolago.

christiania copenaghen
christiania copenaghen

Le ex caserme della base navale di Christianhavn che vennero occupate nel 1971 da un gruppo di squatter adesso ospitano ristoranti a buon mercato (per i prezzi di Copenaghen), negozietti che vendono prodotti artigianali, locali alternativi, questi sì, in cui si balla e si ascolta musica dal vivo a tutto volume. 

christiania copenaghen
christiania copenaghen

All'interno di Christiania si costruiscono artigianalmente da 30 anni biciclette dal design unico che vengono esportate anche negli Stati Uniti (www.christianiabikes.com) e vengono restaurate auto d'epoca. Nei casermoni in mattoni trovano spazio una sauna (non so quanto igienica... ci siamo entrati appena dopo la chiusura grazie alla gentilezza di un ragazzo che le stava pulendo con un getto d'acqua), una panetteria, una radio e anche un asilo nido.

christiania copenaghen

I funghi allucinogeni non sono più uno degli ingredienti che potete trovare nei menù dei ristoranti e, almeno ufficialmente, non si tengono più i famosi mushroom party che attiravano tanti turisti. 
In compenso le regole del Green Light District sono rimaste le stesse "have fun, no photos, don't run (it causes panic)" e in pusher street sono sempre presenti i banchetti di legno su cui viene venduto hashish, marijuana e altre varietà di erba ,in bella vista e accessibili a tutti. I venditori però indossano dei passamontagna che a stento lasciano intravedere gli occhi e la bocca e probabilmente stanno in allerta da quando la polizia danese ha raggiunto un accordo con la comunità e interviene in caso di disordini o spaccio illegale di droga.

christiania copenaghen
christiania copenaghen

In sintesi, non saprei dire quanto di quel che si vede è ad uso e consumo dei turisti e quanto sia invece rimasto di quel progetto originale che tuttora coinvolge 900 persone (circa il 20% sono bambini). Christiania per sopravvivere ha dovuto scendere a compromessi, non è riuscita a cambiare il mondo, però ci ha provato e qualcuna delle sue idee è riuscita a portarle avanti con successo. Basta pensare al modello di raccolta differenziata che è stato adottato anche dal comune di Copenaghen. 

So solamente che non è un caso se Christiania è la terza attrazione più visitata di Copenaghen dopo Tivoli e la Sirenetta e che nonostante tutto a me ha trasmesso una sensazione di pace e tranquillità. Andarci a metà pomeriggio per passare la serata in compagnia di una birra e insieme a ragazzi di ogni nazionalità è stata un'ottima idea. 

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