lunedì 3 febbraio 2014

Lugo, Brisighella, Riolo... benvenuti in Romagna! Una terra in equilibrio con la natura

Il secondo giorno di Adriatictour lasciamo il capoluogo Ravenna per andare alla scoperta di alcuni borghi ed attività produttive in Romagna, la regione che a sud est di Bologna si estende tra le province di Forlì, Ravenna, Rimini e sino a Pesaro, per poi sconfinare nelle Marche.
Pur con inflessioni e accenti locali la Romagna è un'area omogenea caratterizzata da lunghe spiagge sabbiose, borghi estesi tra la pianura e le colline, gli Appennini. Se osserviamo il repentino cambiamento della società italiana negli ultimi decenni, sono evidenti la progressiva industrializzazione e il minore peso dell'agricoltura nell'economia nazionale. 

Negli ultimi anni di crisi stiamo vedendo invece un'emigrazione di ritorno verso la campagna che, come una nuova frontiera, attrae fra gli altri giovani in cerca di lavoro e famiglie che vogliono crescere i figli all'aria buona, all'insegna di una migliore qualità di vita. Questo fenomeno però non riguarda la ricca Romagna, che ha saputo mantenere nel tempo un rapporto proficuo, naturale ed equilibrato con la terra, sviluppando tecnologie produttive redditizie, mantenendo le attività con l'entusiasmo di una volta con una coesione sociale espressa in varie forme di solidarietà (tra cui le numerose Cooperative), e nei buoni rapporti tra i cittadini.

Con una forte vocazione all'agricoltura e all'allevamento, in Romagna si è anche sviluppata una solida filiera agroalimentare che produce ed esporta nel mondo tanti prodotti vanto del “Made in Italy”: cereali e ortofrutta, prodotti lattiero caseari e insaccati nonché l'immancabile vino. Sangiovese e Trebbiano sono i vitigni più rappresentati, anche se il vino bianco che più amo raccontare si chiama Pagadebit; esso deve il nome alla sua struttura più forte e duratura degli altri vini bianchi, perciò era utilizzato in passato come forma di pagamento in natura per “pagare i debiti”.

Lugo di Romagna
Martedì mattina vedo con i miei nuovi bloggamici cittadine che ho sfiorato per lavoro, soffermandomi al massimo sui profili delle colline e lo skyline segnato da un campanile, una torre, un castello. Andiamo innanzi tutto a Lugo, una cittadina con alle spalle una storia antichissima: abitata già in epoca neolitica, si sviluppò in epoca romana quando il territorio romagnolo fu suddiviso con la cosiddetta “centuriazione romana”. Nel Medioevo fu dominata fra gli altri dagli Estensi che le dettero la Rocca, il suo maggiore edificio, oggi sede del Municipio. Effettuiamo la visita in compagnia di Raffaele Cortesi e Mauro Emiliani, rispettivamente sindaco di Lugo e direttore del Teatro Rossini. Visitiamo subito il teatro e poi la Rocca estense, che ricorda molto l'omonimo castello di Ferrara, e il suo bel giardino pensile dove, nelle fessure tra le pietre, crescono piante di cappero, inusuale a queste latitudini.

La vocazione commerciale di Lugo è associata a una comunità ebraica diffusa nei secoli passati a Ferrara, Imola e appunto Lugo, poi dispersa in città più grandi non solo in Emilia Romagna. Il cimitero ebraico ne è l'ultima testimonianza. Oggi il commercio ha la sua massima espressione nel mercato del mercoledì, “vecchio” di 600 anni, nato per vendere la merce più preziosa, la seta ricavata dalla ricca bachicoltura locale. Il mercato, luogo di scambio ma anche di incontro tra merci e persone, si tiene nel Pavaglione, uno straordinario quadriportico costruito tra il 500 e il 700, che conta oltre 400 espositori di generi alimentari, abbigliamento, antiquariato. Nelle sere d'estate esso ospita gli spettacoli del Mercoledì sotto le stelle.

Lugo, il Paviglione
Lugo conserva molti edifici di epoca fascista (sempre per la vicinanza ai luoghi che diedero i natali a Mussolini) e memorie di personaggi illustri. Il lughese Francesco Baracca, a cui Lugo ha dedicato la piazza omonima e un museo, è una figura controversa di eroe della prima guerra mondiale che morì in battaglia precipitando col suo aereo, in circostanze misteriose. La sua eredità include il cavallino rampante diventato il logo della Ferrari, che Baracca adottò mentre frequentava la scuola di cavalleria di Pinerolo.

Gioachino Rossini nacque a Pesaro ma suo padre era di Lugo, il grande compositore vi soggiornò a lungo, la città gli ha dedicato il Teatro Rossini (il teatro stabile più antico della regione) edificato nel 1761 e recentemente restaurato; è sede di importanti rassegne di prosa e lirica, e ogni estate ospita il Lugo Opera Festival.

Lugo, Teatro Rossini
A Pellegrino Artusi, nato a Forlimpopoli, Lugo dedica una mostra nella sala Baracca della Rocca, dove si ripropone la sua opera come contributo all'unificazione dell'Italia attraverso lo studio e la conoscenza della scienza gastronomica. Artusi infatti sviluppò una cultura e tecniche gastronomiche straordinarie, assai prima dei tempi moderni e della moda in cui impazzano gli chef in TV e l'alta cucina. La sua opera principale “La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene” è ancora una sorta di Bibbia per tutti coloro che vogliono avvicinarsi a quest'arte. Moltissimi istituti professionali alberghieri sono intitolati a suo nome.

Proseguiamo per Oriolo Fichi, un piccolo borgo in cima a una collina dove saliamo a piedi sino alla chiesa e ai resti di una rocca quattrocentesca. Tra erbe officinali e alberi, appunto, di fico e sambuco, finiamo per consumare un ottimo pranzo in ristorante sotto una pergola profumata, con una bellissima vista sulla vallata circostante. Il vino fresco che assaggiamo, il caldo secco e ventilato ci invogliano a una pennichella, ma dopo pochi minuti di relax su una sdraio dobbiamo proseguire verso un posto che non esito a definire magico.

Oriolo Fichi
Brisighella ha un piccolo centro storico coccolissimo, pieno di balconi fioriti e dominato dalla trecentesca Rocca manfrediana, raggiungibile salendo sotto i portici lungo la Via degli asini, un tempo ricovero per gli animali utilizzati dai birocciai per le loro attività quotidiane, soprattutto nella vicina Vena del gesso. Assaggiamo l'olio di Brisighella DOP e i salumi di Mora romagnola, grazie all'incontro con Brisighella ospitale, l'associazione che punta a promuovere la terra del ben-essere, con eventi locali come le Feste medievali, apprezzata dagli abitanti ma anche dai numerosi ospiti, italiani e stranieri.

Rocca di Brisighella
Quante cose da vedere ci sono nella nostra bellissima Italia? Mi piacerebbe tanto vedere anche Faenza, una dei principali centri della ceramica, ma malauguratamente non abbiamo tempo. Siamo sulla Via del sale, l'antico percorso di commercio di questo prezioso elemento, che oggi si vede soprattutto lungo la costa, a Cervia. Il sale dolce di Cervia è particolarmente puro e pregiato, la sua composizione ne permette un utilizzo particolare in cucina. O sul cioccolato, un abbinamento azzardato ma... provare per credere!

Passiamo lungo il crinale di una collina, una via panoramica con una chiesetta votiva, stazione di posta dei pellegrini, e soprattutto gli interessanti calanchi di argille azzurre del parco della Vena del Gesso romagnola che qui affiorano più evidentemente rispetto al resto degli Appennini, in un ambiente carsico ricco sia sopra sia sotto terra, con doline, grotte e inghiottitoi dove si insinuano le acque, prima di risorgere a valle generando i noti processi termali.

Vena del Gesso romagnola
Questa giornata intensissima si conclude alla Rocca di Riolo, costruita in epoca medievale (il mastio o torre quadrata è del 1388), poi rimaneggiata alla fine del Quattrocento e in epoca rinascimentale fino a darle la forma attuale. Con l'avvento delle armi da fuoco, come vedremo più volte nelle visite ai castelli e fortezze, le misure e le caratteristiche delle mura dovettero essere adattate alla difesa contro spari e colpi di cannone. Furono aggiunti torrioni circolari al mastio quadrato, fu applicato un “cappotto” esterno per incorniciare gli edifici preesistenti; le forme definitive videro quindi una parete verticale, un cordolo e una scarpata obliqua. Le scale in legno furono sostituite da scale in muratura. Si mantennero le piccole finestrature della torre principale, di difficile accesso, mentre più in alto le nuove torri ebbero finestre più ampie. Infine furono rafforzati i fossati, a cui arrivavano le acque dal sistema di grondaie dell'edificio, anche per alimentare le borgate circostanti e per uso irriguo. La rocca ebbe pertanto un duplice uso, civile e militare.

Rocca di Riolo
L'interno della rocca ospita un interessante museo contenente riproduzioni e modellini, vari oggetti utilizzabili per scopi civili e bellici (asce, spade, mazze, balestre) armi ed armature medievali. Cotta di maglia, elmo ed armatura potevano pesare in totale anche 55 – 60 kg! Mi chiedo come si potessero garantire movimenti efficaci con tutto questo extra peso da sopportare, è pur vero che la scuola per diventare scudiero e poi cavaliere rappresentava un lungo percorso di vita: si svolgeva tra i 7 e 14 anni d'età ma un bambino, in alternativa, poteva anche scegliere di diventare monaco. Non doveva essere una vita facile! Accanto a uomini valorosi intorno alla rocca di Riolo spicca la figura femminile di Caterina Sforza. La sua biografia annovera ben tre matrimoni: con Girolamo Riario, Iacopo Feo e Giovanni de Medici, e una forte eredità personale fatta di ben 10 figli tra cui il condottiero Giovanni dalle Bande nere. Ma anche una profondissima conoscenza dell'erboristeria, maturata presso i monaci con cui aveva vissuto e studiato, apprendendo gli utilizzi delle erbe per offesa (veleni) e per le cure personali a cui teneva molto (creme, unguenti e prodotti di bellezza).

Nel tardo pomeriggio siamo stanchissimi e accaldati, ci vuole proprio una pausa relax e per questo cosa c'è di meglio che ritemprarsi in una vasca termale? In tempi in cui le cure termali hanno visto virare tante strutture verso forme d'accoglienza più adatte al benessere che alle cure propriamente dette, da 140 anni Riolo Terme coniuga il piacere di rilassarsi ed i benefici delle acque termali, indicate per l'apparato digerente e le infiammazioni dell'apparato urogenitale nei suoi spazi: percorso benessere, vasche, fangoterapia ed area di riabilitazione con staff medico dedicato. L'acqua si può bere, ma al massimo un bicchiere per volta, pure qui provare per credere! Anche a Brisighella c'è uno stabilimento termale che ne sfrutta le acque sulfuree e salsobromoiodiche.

La nostra visita breve ma intensa in Romagna si conclude in cima alla rocca di Riolo, dove trascorriamo la serata nel wine bar gestito dalla cooperativa Atlantide che è anche responsabile dei servizi turistici ed educativi sul territorio. Salutiamo con un sincero applauso Elena, la nostra preziosa guida, e la squadra che da Ravenna ci ha seguiti sin qui, coccolandoci in queste due bellissime giornate. Da domani saremo nelle Marche, la scoperta dei castelli e fortezze sull'Adriatico continua!

Testo e foto di Roberta Zennaro.

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