
“Le spiagge dell’Argentario sono bellissime ma serve la barca per raggiungerle“. Sfatiamo subito questo luogo comune: è vero che ci sono cale stupende accessibili solo via mare ma è falso che non ci siano spiagge altrettanto stupende a cui si può arrivare via terra. L’esempio lampante è il Mar Morto oppure a Cala del Gesso. La prima in particolare è probabilmente l’insenatura più bella e selvaggia della penisola, perlomeno tra quelle a cui si arriva a piedi. Ed è anche la mia preferita!
Cosa troverete in questo articolo
Perché si chiama Mar Morto
Per quale motivo si chiama “Mar Morto”? Semplicemente perché le sue acque sono sempre tranquille. Tutto questo grazie alla particolare conformazione che ha dato origine a delle piscine naturali.
Un piccolo promontorio e l’isola Rossa (che si vede chiaramente dall’alto della cala) fanno da schermo ai venti di Ponente, mentre una barriera naturale di scogli che affiorano davanti alla riva, smorzano ogni corrente in arrivo dal largo. Il risultato di questa conformazione è uno specchio d’acqua che anche nelle giornate con vento altrove rimane liscio come l’olio.

La profondità dell’acqua è variabile ma sempre gestibile anche da chi non è un nuotatore esperto.
Com’è la cala: cosa aspettarsi
La “spiaggia” del Mar Morto è interamente di scogli e grossi ciottoli. Non aspettatevi sabbia, non aspettatevi sdraio in affitto, non aspettatevi bar o altri servizi. Non c’è nulla di tutto questo, è una cala ancora selvaggia.
Sul fondale ci sono massi scuri che danno all’acqua una tonalità verde intensa, quasi lagunare, distante dal blu-turchese che si associa automaticamente al costa meridionale della Toscana. La trasparenza è notevole e per chi ama fare snorkeling c’è da divertirsi: in alcuni punti ci siamo trovati circondati da pesciolini perfettamente mimetizzati, paguri, gamberetti e piccoli granchi che si muovevano tra le pietre.
Sicuramente una delle insenature dell’Argentario dove merita davvero avere con sè maschera e boccaglio.

La cala è in realtà composta da due insenature distinte. La prima, più piccola, si raggiunge subito dopo il sentiero. La seconda, più ampia, si trova proseguendo verso destra per altri 50 metri ma qui servono scarpe da scoglio… massi, sassi, pietrone: occorre fare attenzione! Al termine di quest’insenatura c’è un promontorio di una decina di metri che regala un bel panorama, ma di nuovo chi vuole arrampicarsi su deve fare molta attenzione .
A metà della baia, quasi nascosta tra le rocce, si trova la cosiddetta sorgente del Mar Morto: l’acqua che affiora è ferruginosa, ricca di minerali.
L’esposizione al sole: quando è meglio andarci
La cala guarda a ovest. Questo significa che il sole la colpisce dalla mattina, fin dalle prime ore, fino al tramonto, senza che ci siano rilievi o alberi a fare ombra nel mezzo della giornata. L’ambiente è brullo, la roccia trattiene il calore e trovare un posto riparato in piena estate non è un’impresa facile, soprattutto ad agosto, quando è più frequentata.

Se ci andate presto al mattino potete godervi la cala ancora vuota o quasi ma a mio parere il momento magico è al tramonto per cui potreste organizzarvi per fare una pausa nelle ore centrali e tornarci di nuovo nel pomeriggio tardi. Al calar del sole va in scena uno degli spettacoli più suggestivi di tutto l’Argentario: le piscine naturali cambiano colore con la luce, passando da verde scuro al giallo oro, e l’isola Rossa davanti diventa una sagoma che si staglia sullo sfondo del cielo.

Portate con voi: ombrellone (indispensabile), acqua abbondante, cibo, scarpe da scoglio, maschera se amate lo snorkeling. Non ci sono punti di approvvigionamento in cala.
L’aspetto meno invitante di questa baia è lo stesso che le conferisce un fascino unico: non ci sono servizi di nessun genere, l’ambiente è brullo e la sua posizione rivolta ad ovest la trasformano in un catino esposto al sole dalle prime ore del mattino fino al tramonto. Trovare un angolo riparato è un’impresa, così come un posto comodo dove distendersi. Ma se ci andate attrezzati nel modo opportuno – con un ombrellone ed un cuscino da mettere sotto l’asciugamano ad esempio – ed evitate di rimanere in spiaggia durante le ore più calde, il Mar Morto diventa un paradiso, in special modo al tramonto.
Ala prima piccola spiaggia si giunge dopo aver percorso un sentiero di difficoltà medio-bassa: all’inizio ci sono un po’ di gradoni che al ritorno possono stroncare il fiato a chi non è un minimo allenato, ma affrontato con calma il cammino diventa accessibile a tutti. Proseguendo per altri 50 metri sulla destra si apre l’insenatura più ampia. Per arrivare fino in fondo ci vogliono dei sandali da scoglio (a meno non abbiate una scorza dura sotto i piedi) e un po’ di cautela. A metà della baia si trova la sorgente del Mar Morto: l’acqua che sgorga dalla roccia è ricca di ferro e minerali, in molti la bevono ma non è consigliabile di assaggiarne più di un paio di sorsi…
Consigli utili
- al termine della cala c’è un piccolo promontorio alto una decina di metri. Chi se la sente e ci sale sopra (facendo moltissima attenzione) vedrà ricompensata la sua arrampicata con un sontuoso panorama
- il tramonto sul Mar Morto è un momento magico! Le piscine naturali assumono colorazioni diverse a seconda del riflesso della luce!!!

Come arrivarci
Nonostante la cala del Mar Morto sia distante da Porto Ercole appena una decina di chilometri, non ci sono strade percorribili in auto che giungano fin lì attraversando la parte meridionale dell’Argentario. Bisogna necessariamente prendere la strada provinciale di Porto Santo Stefano (SS440) fino al centro della cittadina e poi imboccare la strada panoramica costiera (la scelta consigliata se volete dare uno sguardo alle cale dall’alto) o dirigersi verso l’interno (la via più rapida, che sale sui rilievi occidentali dell’Argentario).
Le due strade confluiscono all’altezza di Poggio Fondoni in località Rocchette e proseguono in un’unico tracciato. Dopo qualche altro km di saliscendi si apre davanti la vista della costa con l’isola Rossa in primo piano: siete in località “Le Scorpacciate”, andate avanti finché non trovate sulla destra l’ingresso di una villa che reca un’insegna raffigurante un sole. Alla sua destra scende il sentiero che conduce al Mar Morto.

Altre fotografie dell’Argentario le trovate nell’album su Flickr (link).
FAQ – Domande frequenti sulla Cala Mar Morto
Perché si chiama Mar Morto?
Perché le sue acque sono sempre calme. La cala è protetta dall’isola Rossa e da una barriera di scogli che blocca venti e correnti, creando piscine naturali con superficie quasi immobile.
Si può arrivare alla cala Mar Morto senza barca?
Sì, è una delle poche cale selvagge dell’Argentario raggiungibili a piedi. Il sentiero parte in località Le Scorpacciate, sulla strada panoramica che sale da Porto Santo Stefano, e richiede 10-15 minuti di cammino.
È adatta ai bambini?
Con le dovute attenzioni, sì. Il sentiero ha qualche gradone ma non è difficile. In acqua il fondale è di scogli e ciottoli, quindi le scarpe da scoglio sono necessarie per i bambini (ma direi per tutti). Non ci sono però zone sabbiose o fondali bassi-piatti adatti ai più piccoli.
Ci sono servizi alla cala Mar Morto?
No. Zero servizi: niente bar, niente ombrelloni in affitto, niente bagni. Bisogna portarsi dietro tutto il necessario (acqua, cibo, ombrellone).
Quando è il momento migliore per visitarla?
La mattina presto o il tardo pomeriggio, specialmente in estate. La cala guarda a ovest ed è molto esposta al sole nelle ore centrali, senza zone d’ombra naturale. Il tramonto è particolarmente bello.
Si può fare snorkeling?
È uno dei fondali migliori dell’Argentario per lo snorkeling: acqua sempre calma, ottima visibilità, fondale ricco di pesci, paguri, gamberetti. Portate maschera e boccaglio.
C’è la sorgente al Mar Morto?
Sì, a metà della baia c’è una piccola sorgente naturale con acqua ferruginosa e ricca di minerali. Molti la assaggiano ma il consiglio è di dare un paio di sorsi al massimo.
Quanto dura il sentiero?
Il percorso a piedi dalla strada fino alla prima spiaggia è di circa 10-15 minuti. La difficoltà è medio-bassa, con qualche gradone più impegnativo nel tratto di ritorno.
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