martedì 11 marzo 2014

Visitando Cracovia: una passeggiata nel quartiere ebraico di Kazimierz

Kazimierz Cracovia
Kazimierz è il quartiere centrale di Cracovia che si trova oltre la collina del Wavel. Basta allontanarsi dagli eleganti palazzi della Città vecchia e incamminarsi in direzione sud-est per immergersi, dopo appena un chilometro, in un'atmosfera completamente differente. Al posto delle ampie vie percorse dalle carrozze ci sono stretti vicoli e case consumate dal tempo, come un vestito sgualcito e usurato dagli anni.

Quasi tutti identificano Kazimierz con il quartiere ebraico, in realtà lo è solo la parte orientale, e a dirla tutta, nemmeno qui gli ebrei costituiscono la maggioranza. Sono rimaste le antiche sinagoghe, gli edifici storici, qualche bottega e alcuni ristoranti kasher, per il resto la popolazione è in prevalenza cattolica.
Nonostante ciò, il centro della cultura ebraica dell'intera Polonia risiede qui e non dedicarci almeno una mezza giornata significherebbe perdersi un aspetto di Cracovia forse meno turistico ma di gran valore storico e spirituale.

Kazimierz Cracovia

Il nostro giro di scoperta parte da via Jozefa, la strada principale che collegava la parte occidentale cristiana a quella orientale. Qui un tempo si concentravano le piccole botteghe artigianali ma di quel mondo basato sulla manifattura e il commercio adesso rimangono solo pochi negozietti, affiancati da gallerie d'arte, caffetterie e hotel.
Per incontrare la prima sinagoga non attendiamo molto: al n°38 si trova il portone della sinagoga Wysoka, detta anche Alta per la collocazione della sala delle preghiere al secondo piano. Purtroppo non è concesso entrarci... i lavori di ristrutturazione sono fermi dagli anni '90 e di questo edificio eretto nel 1556 possiamo ammirare dall'esterno solo i tre grandi finestroni.

Kazimierz Cracovia sinagoga Alta
la sinagoga Alta
Ed eccoci al cuore di Kazimierz, ulica Szeroka che più che una via "grande" come suggerisce la traduzione è una piazza allungata. I taxi elettrici parcheggiati e la presenza di un nuvolo di turisti conferma che questa è la prima tappa di visita di un giro del quartiere e uno dei suoi luoghi più interessanti.

Kazimierz Cracovia via szeroka
via Szeroka
All'estremità meridionale della piazza (pardon, della via) si erge la sinagoga Vecchia (Stara), la più antica di Cracovia, ricostruita in stile rinascimentale dopo un incendio nel 1557 dall'architetto italiano Matteo Gucci e una delle pochissime ad essere aperte al pubblico.

Kazimierz Cracovia sinagoga Vecchia
Kazimierz Cracovia sinagoga vecchia
la sinagoga Vecchia
Pagando pochi euro (il lunedi l'ingresso è gratuito) è possibile visitare il museo al pianterreno composto dal vestibolo e dalla sala delle preghiere con al centro una bellissima bimah* a forma di baldacchino in ferro battuto, ma non ha molto senso se ci andate senza una valida guida turistica o cartacea che vi spieghi le storie che celano le sue pareti, come la leggenda che vuole i candelabri della sinagoga ricavati dalla fusione delle spade del re Casimiro III il Grande.

Kazimierz Cracovia sinagoga vecchia

A proposito... Kazimierz (= Casimiro) deve il suo nome proprio al monarca che volle fondarla nel 1225. Inizialmente, e per molti secoli a seguire, non fu un quartiere di Cracovia ma una vera e propria città. Fiorente per giunta! Fino al XVI secolo il commercio la rese uno dei più importanti centri della Polonia, poi cadde in disgrazia e nel 1890 venne assorbita dalla sua potente vicina. I primi ebrei giunsero nel 1494 e in poco tempo la loro comunità prosperò. Prima dell'inizio della 2^ guerra mondiale la popolazione ebraica contava 65.000 unità. Nel 1945 ne rimasero 6.000. Alcune fonti dicono che al momento gli ebrei siano appena 300 e frequentino una delle poche sinagoghe in attività di Cracovia, quella di Remu (o Remuh).

Kazimierz Cracovia sinagoga Remu

La sinagoga Nuova (questa la traduzione dal polacco) si trova quasi all'estremità nord di via Szeroka e nonostante sia davvero piccolina è probabilmente il luogo più interessante che abbiamo avuto il piacere di visitare a Kazimierz. All'inizio, lo ammetto, siamo rimasti un po' sconcertati: dopo aver attraversato l'arco che sovrasta le mura di recinzione del tempio e del cimitero annesso, si entra in un cortile quasi anonimo. Dove sarà l'ingresso? Una coppia di turisti appena sbucati dal nulla (solo dopo avremmo scoperto che quel varco altro non era che l'uscita del cimitero) ci vede titubanti e ci indica una porta a vetri. Al di là di questo intravediamo una persona intenta a tagliare la verdura... Bussiamo e chiediamo informazioni. Tutto mi sarei aspettato eccetto che quell'uomo dalla faccia simpatica ci facesse cenno di seguirlo. Da quella piccola cucina passiamo al vestibolo, poco illuminato. In effetti si capisce come mai si chiama "Casa di preghiera", sembra di entrare all'interno di un'abitazione!

Kazimierz Cracovia sinagoga Remu

Una portale in pietra arenaria su cui è incastonato un contenitore per l'elemosina sovrasta la porta in ferro battuto. Un passo ancora e siamo nel fulcro della sinagoga intitolata al rabbino Remu. Degli arredi originali del 1553, anno di costruzione, resta poco o niente: le magnifiche porte in legno con bassorilievi della bimah risalgono al XVIII secolo, l'armadio sacro che racchiude i rotoli della Tora invece è poco più di una semplice libreria con scaffali, ma tutto trasuda storia e incute rispetto. Cerco invano di associare le scritte in lingua ebraica alle traduzioni presenti nel mio piccolo opuscolo, comprendo solo che questo minuscolo ambiente è sopravvissuto miracolosamente all'occupazione nazista e riveste un grande significato per la comunità ebraica, soprattutto simbolico.

Kazimierz Cracovia sinagoga Remu

Ultimata la visita ci spostiamo al vecchio cimitero che sorge dietro la sinagoga, uno dei più antichi dell'intera Polonia, costruito nel 1552. Un luogo di riposo dalla storia travagliatissima, segnato da profanazioni e trascuratezza fino al biennio 1943-45 quando i nazisti completarono la sua distruzione smantellando il terreno ma lasciando inspiegabilmente intatto il monumento di Mose Isserles, chiamato Remu... La leggenda narra che un operaio tedesco venne fulminato appena toccò la lapide funebre ed allora i soldati decisero di lasciarla stare.

Kazimierz Cracovia cimitero Remu
Kazimierz Cracovia cimitero Remu

A metà degli anni '50 uno scavo archeologico riportò alla luce oltre 700 lapidi, molte delle quali in stile rinascimentale, probabilmente sotterrate nel periodo della guerra nel tentativo di salvarle. Adesso centinaia di esse, debitamente restaurate, fanno parte del cimitero ebraico rinascimentale meglio conservato d'Europa. I frammenti delle lapidi compongono invece un originale mosaico sulla facciata del muro che separa il cimitero da via Szeroka. Lo hanno chiamato il Muro del Pianto in analogia con il più famoso monumento eretto a Gerusalemme in quanto testimonianza della distrutta santità degli ebrei di Cracovia. Passeggiando tra le tombe di rabbini e personaggi illustri della città ci si rende conto che in effetti più che un cimitero questo luogo rappresenti un Pantheon.

Kazimierz Cracovia muro pianto remu

L'itinerario prosegue ma purtroppo il nostro tempo stringe e nel pomeriggio abbiamo l'areo per fare ritorno a casa. La Sinagoga Poppera, costruita nel 1620 dal ricco finanziere Popper, è chiusa, così come la sinagoga Izaak Jakubowicz che ci dicono essere la più bella... peccato.
Passiamo davanti a quel che resta del muro di difesa eretto da Casimiro, vicino alla sinagoga Kupa, e ci dirigiamo a Plac Nowy, la piazza nuova per un ultimo spuntino.

Kazimierz Cracovia muro casimiro

Anche qui ogni edificio avrebbe una storia da raccontare. Ci sono scuole religiose e case di preghiera con le finestre sormontate dai classici archi ebraici; noi guardiamo e andiamo avanti fino al centro della piazza, occupato da un mercato coperto circolare dal nome impronunciabile (okraglak).

Kazimierz Cracovia plac nowy

Una serie di chioschi, uno accanto all'altro, vendono la zapiekanka, una specie di baguette tagliata a metà coperta da prosciutto cotto, funghi o altri condimenti e scaldata in forno. Dicono che questo piatto take-away sia tipico del quartiere e che qui facciano le zapiekanke più buone e dal prezzo migliore.

Kazimierz Cracovia zapiekanka plac nowy

Ci soffermiamo per gustarne una e poi ripartiamo verso la parte occidentale di Kazimierz, quella cattolica che ospita il Museo Etnografico nel vecchio municipio, la monumentale Chiesa di Sant Caterina e la chiesa del Corpus Domini, la prima di Kazimiers fondata, nel 1340.
Prima però diamo un'occhiata alla piantina del quartiere:

Kazimierz Cracovia

meriterebbero una visita anche il Centro di Cultura Ebraica in via Meiselsea, la sinagoga Tempel detta "dei Progressisti" e il nuovo cimitero di via Miodowa. Alcuni di questi edifici si possono vedere solo da fuori, ma alcuni sono aperti al pubblico.
Ci rendiamo conto che la superficie è piccola, ma di cose da vedere ce ne sono molte. Forse dovevamo dedicare un'intera giornata a Kazimierz... 
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