lunedì 11 gennaio 2016

Nel centro storico di Manfredonia tra chiese, ceramiche e cartapesta

Dal patrimonio artistico raccolto nel centro storico (il Duomo, la chiesa di Santa Chiara con il suo bellissimo altare, il palazzo di San Domenico) all'arte della cartapesta e della ceramica dei maestri artigiani, tradizioni manifatturiere di Manfredonia legate anche allo storico Carnevale. Il viaggio nel Siponto alla scoperta di un'Italia forse meno conosciuta continua...



IL CENTRO STORICO DI MANFREDONIA


Dal faro di Manfredonia al centro storico il passo è davvero breve. Potete risalire dal piazzale Ferri al Corso Manfredi, la via pedonale principale, e percorrerla fino a raggiungere piazza del Popolo, su cui si affaccia Palazzo San Domenico, un ex convento domenicano che oggi è la sede del Comune.

corso Manfredi
Palazzo San Domenico


Oltre al colonnato esterno del '700 e al chiostro interno con le volte a crociera non perdetevi una visita al museo dei Santi sotto campana nell'antica abside della Maddalena: qui troverete più di 30 statue di diverso materiale (paglia, stoffa, cartapesta o alabastro) risalenti al XVIII-XX secolo, che raffigurano la Madonna o i santi venerati nella zona e sono protette da piccole campane di vetro alte poche decine di centimetri.

il chiostro del Palazzo di San Domenico
Dalla piazza, uno dei centri nevralgici di Manfredonia, potete arrivare in un paio di minuti alla Cattedrale di San Lorenzo Maiorano in via Arcivescovado: come la quasi totalità della città, anche il duomo venne distrutto dagli Ottomani nel 1620 e quello che vediamo oggi è una ricostruzione del 1624. Uno dei pochi reperti sopravvissuti alla furia turca fu l'icona della Maria Santissima di Siponto, del 1327, custodita in una cappella laterale e festeggiata ogni anno il 31 agosto con una processione.


Accanto alla cattedrale si innalza il Campanile, voluto dal cardinale Orsini nel 1644 e quindi ad esso antecedente.

Gli edifici religiosi non mancano a Manfredonia, dalla trecentesca chiesa di San Francesco alla basilica minore di Santa Maria Maggiore di Siponto datata 1117, ma una su tutte vi consiglio di vedere, la chiesa di Santa Chiara, in origine un'antica dimora patrizia poi trasformata in convento. La semplice facciata esterna non lascia immaginare che questa piccola chiesetta dall'unica navata conservi uno stupendo altare barocco in legno dorato. Spartiti perduti di grandissimi musicisti, allegorie nascoste dietro i quadri che adornano le pareti e altri segreti avvolgono di un alone di mistero la chiesa di Santa Chiara, e c'è chi giura di aver sentito le note dell'organo risuonare di notte...


L'ARTIGIANATO DI MANFREDONIA


Ad avermi più incuriosito, oltre ai racconti del custode della chiesa di Santa Chiara, sono state le storie di due dei più noti artigiani di Manfredonia.
L'arte della cartapesta si lega indissolubilmente al Carnevale di Manfredonia che dal 17 gennaio al 20 febbraio 2016 (i corsi mascherati si terranno il 7, 9, 13 e 20 febbraio) si svolgerà per la 63^ volta nell'edizione moderna con la sfilata di grandi carri allegorici, ma che affonda le sue radici nell'antica Siponto.


Uno dei maestri cartapestai più noti di Manfredonia è Matteo Trotta, che nel suo laboratorio ci ha mostrato alcune sue opere e ci ha illustrato alcune fasi della lavorazione della cartapesta, dalla stesura della carta e della colla nel calco di gesso alla levigatura e al lavoro certosino di rifinitura della maschera. Un artista nel vero senso della parola che non realizza solo opere destinate al Carnevale ma che si misura in nuove sfide e tecniche raggiungendo risultati che voi stessi potete giudicare.


La maschera carnevalesca di Ze Peppe, l'allegro contadino che giunge in città per divertirsi tra balli e canti, non poteva ovviamente mancare, ma più di tutte mi hanno colpito le sue creazioni finemente levigate e dall'aspetto "bronzeo" che non penseresti mai che siano realizzate in cartapesta.


Al piano terra di palazzo dei Celestini (ex sede di un convento della metà del XVII secolo | foto in alto), in corso Manfredi 22, si trova invece la bottega-negozio del ceramista Antonio Robustella.

Qui potete ammirare le centinaia e centinaia di opere realizzate durante la sua quarantennale attività, dalle ciotole ai lampadari, tutti rigorosamente fatti a mano, dai piatti realizzati in stile dauno che raffigurano motivi geometrici alla caratteristica maschera foggiana del Satanello.


Vedere con i propri occhi un pezzo d'argilla scura (proveniente da Montelupo Fiorentino) che viene trasformato in una maschera lascia davvero stupefatti: in pochi secondi la maestria e l'esperienza sembrano donare vita alla materia informe e inanimata...



La passeggiata nel centro storico si conclude qui. Nel prossimo post vi parlerò di alcuni posticini dove si mangiano delle prelibatezze da leccarsi le dita!
...to be continued.

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