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La finestra sul fronte: in Friuli, dal forte di Osoppo al castello di Ragogna

blog tour friuli fronte
Il blogtour in Friuli sui Sentieri della Grande Guerra, dopo la camminata in Carnia del sabato (link), prosegue domenica mattina, quando scendiamo a valle per alcune visite nel medio Friuli, che ci mostrano altri aspetti di questa piccola, preziosa regione: il forte di Osoppo, il ponte di Pinzano e il castello di Ragogna, per terminare all'ora di pranzo nella bellissima San Daniele patria del prosciutto. Costeggiamo ancora le sponde del fiume Tagliamento, che ha avuto un ruolo essenziale in tante battaglie della Grande Guerra, ma che scopriamo essere oggi un placido luogo di relax, almeno d'estate.

Osoppo è uno dei paesi più colpiti dal terremoto del 1976, ma a me piace anche ricordarlo come un luogo allegro e gioioso, come è stato sino a pochi anni fa quando vi si svolgeva il Rototom Sunsplash, un meraviglioso festival reggae che attirava migliaia di appassionati da tanti paesi del mondo. Tutte le estati, al parco del Rivellino si veniva qui per ascoltare ottima musica, stare insieme, conoscere nuovi amici. Poi la paura di alcuni amministratori ha avuto il sopravvento, il festival e i suoi appassionati si sono trasferiti in Spagna. Peccato, a mio avviso è stata una grossa perdita.

Stamattina invece io e i miei tre bloggamici scopriamo la storia di Osoppo, ricca di episodi che vertono sull'antica fortezza collocata strategicamente per dominare la vallata e guardare anche verso le montagne a nord. Vi sono stati ritrovati reperti risalenti all'epoca neolitica, e addirittura orme di mammiferi fossili datati alcuni milioni di anni fa.
Il forte è dunque una finestra sul fronte, anzi sui vari fronti che hanno visto molti eserciti contrapporsi nei secoli. Vi sono passati infatti i Longobardi, i Veneziani che resistettero agli assalti austriaci nel 1514 e gli eserciti napoleonici. Osoppo ebbe un ruolo importante nelle guerre di indipendenza, ma il forte fu utilizzato anche nella Grande Guerra e soprattutto nel secondo conflitto mondiale. Il forte è da 90 anni monumento nazionale e, nonostante il terremoto l'abbia pesantemente danneggiato, molte opere sono state ricostruite. Passeggiare qui è piacevolissimo, noi dovremmo passarci solo un'oretta ma dopo due ore siamo ancora qui.


blog tour friuli fronte
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Dalla cima del forte si gode un ampio panorama e si distingue nettamente l'abitato di Gemona, sia nella parte alta più antica sia nella parte bassa più nuova, sopra le quali incombe il monte San Simone epicentro del terremoto. Dal piazzale principale poi si raggiunge rapidamente la sede della batteria Osoppo che ospitava quattro cannoni, ma anche il forte sotterraneo, dove si svolgeva almeno in parte la vita dei soldati, davvero impressionante. Defilato e con una visione ravvicinata sul Tagliamento e sulla valle sottostante, il cimitero dei Savorgnan ci porta a conversare su una presenza impalpabile ma vivissima in alcuni paesi friulani: streghe, spiriti e morti, ciò stimola la nostra curiosità con tante domande poste ai nostri preziosi accompagnatori. Chissà come gli spiriti vengono ricercati? Potremmo noi stessi andare alla ricerca degli spiriti? Pare che solo una quarantina di anni fa una donna sia stata accusata di stregoneria e crocifissa, mi sembra incredibile, mi devo documentare su questo fatto raccapricciante.


blog tour friuli fronte
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blog tour friuli fronte
blog tour friuli fronte
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Per fortuna vi sono anche eventi e concerti che allietano questo luogo, noi stessi, sul punto di uscire, incontriamo quello che sembra un gruppo di figuranti in costume riuniti per una rievocazione storica. Si tratta invece dell'associazione Il sigillo della Fenice che organizza giochi di ruolo dal vivo, interessante!!


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Il ponte di Pinzano non è da meno, permette di attraversare comodamente il Tagliamento in uno dei suoi punti più stretti, e proprio per questo è da sempre considerato un luogo strategico. Oggi abbiamo le province di Pordenone da una sponda, Udine dall'altra. Queste acque particolarmente azzurre in passato furono tinte di rosso sangue, in tante battaglie che si combatterono proprio qui, non solo nella Grande Guerra. Dopo la battaglia di Caporetto le truppe italiane in ritirata fecero brillare il ponte, per tentare di frenare l'avanzata austriaca, come ricorda la lapide posta all'imboccatura dello stesso, sul lato udinese. Un giovane Erwin Rommel iniziò proprio qui la sua carriera: nel 1917 conquistò terreno prezioso al comando di un glorioso battaglione, prima di diventare la “volpe del deserto”. Sul lato pordenonese invece spicca una figura squadrata e scura: un fortino che ci porta dritti alle memorie della Seconda Guerra Mondiale. Adolf Hitler infatti pensava di adibirlo ad ossario dei caduti della Grande Guerra, ma fu invece utilizzato come fortino.


blog tour friuli fronte

Arriviamo al castello di Ragogna dopo mezzogiorno e stranamente non c'è nessuno: infatti l'hanno appena chiuso, peccato perché sarebbe molto interessante! Un cartello ci ricorda anche l'abbinamento ideale per una visita nel Friuli collinare: vini e castelli, una ricchezza per questa regione che è sempre più valorizzata. 

castello Ragogna Friuli
castello Ragogna Friuli
castello Ragogna Friuli

A Ragogna si possono visitare, oltre al castello, la chiesa di San Pietro e un piccolo museo dedicato alla Grande Guerra. Scattiamo qualche foto e ci dirigiamo verso la patria del prosciutto.
...continua
Testo e foto di Roberta Zennaro.

Link utili

www.itineraridellagrandeguerra.it
www.golivefvg.com

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