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Itinerario nella Valtiberina toscana tra borghi medievali e tradizioni

Viaggiare nella Valtiberina toscana significa scoprire la parte più a est della Toscana, un territorio di confine dove i borghi medievali incantano per la loro bellezza e i sentieri tra boschi di faggi, castagni e querce ricordano che da qui passarono San Francesco e San Bonaventura. Nel seguente post trovate l'itinerario che abbiamo fatto all'inizio di settembre (ripetibile in qualsiasi periodo dell'anno) tra Monterchi, Anghiari e Sansepolcro. Buona lettura!

valtiberina toscana itinerario
La Valtiberina come il nome stesso suggerisce è la valle formata dal primo percorso del fiume Tevere nell'area geografica dell'Italia centrale a cavallo tra la Toscana (provincia di Arezzo) e l'Umbria (provincia di Perugia). La sua posizione, defilata rispetto alle grandi vie di comunicazione e situata alle soglie dell'Appennino toscano in una regione montagnosa e rigogliosa, fa della Valtiberina toscana una terra di passaggio, nonostante la bellezza indiscussa e l'ampia gamma di opportunità che si apre di fronte a qualsiasi viaggiatore che giunge fin qui.
Vi piacciono i borghi dove ogni edificio racchiude una storia? Qui non ne mancano. Così come abbondano i segni indelebili lasciati dalla storia e dai alcuni illustri personaggi come Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti (nato a Caprese), San Francesco o Piero della Francesca (nato, vissuto e morto a Sansepolcro) l'artista che più di ogni altro si può dire sia legato alla Valtiberina toscana. E il buon cibo? Siamo in Toscana, ogni pasto è un'esperienza multisensoriale! 😉

LA MAPPA DEL NOSTRO ITINERARIO NELLA VALTIBERINA TOSCANA


I comuni che fanno parte della Valtiberina toscana sono sette e nel nostro weekend dal venerdì alla domenica ne abbiamo visitati tre, i più meridionali: Monterchi, Anghiari e Sansepolcro.
I principali punti di interesse dell'itinerario, che comprendono anche la segnalazione dei ristoranti e dove abbiamo dormito, li trovate in questa mappa:



Quali sono gli altri paesi della Valtiberina toscana? Caprese Michelangelo, Pieve Santo Stefano, Badia Tebalda e Sestino. 

ITINERARIO NELLA VALTIBERINA TOSCANA: MONTERCHI


La prima tappa di questo itinerario è Monterchi, un paese piccolo - le guide cartacee, a cui nonostante l'era digitale sono sempre affezionato, direbbero "di 1700 anime" - che nonostante ricopra un colle dell'altezza massima di poco più di 350 metri svetta sul paesaggio circostante della Valtiberina.

LA MADONNA DEL PARTO


Monterchi è famosa per custodire una delle opere più rilevanti di Piero della Francesca, la Madonna del parto! L'affresco, datato 1459, è considerato per l'utilizzo sapiente dei colori, per il simbolismo e la maestria prospettica un vero e proprio capolavoro del Rinascimento.

In un prossimo articolo vi parlerò della sua storia piuttosto insolita e di come sia sopravvissuto fino ai giorni nostri scampando a più di un terremoto, per adesso vi anticipo solamente che la sua destinazione originaria era una parete della chiesa di Santa Maria di Momentana, che divenne nei secoli successivi una meta di pellegrinaggio per le donne incinta che arrivavano fino a Monterchi per chiedere la protezione della santa Vergine durante il travaglio. Nel 1911 venne staccato dalla parete per meglio conservarlo e proteggerlo e da allora venne spostato in varie sedi finché nel 1992 trovò la sua collocazione definitiva all'interno di una ex scuola media, trasformata da allora in museo.

madonna del parto piero della francesca

Nel museo civico della Madonna del Parto in via della Reglia 1 è possibile ammirare l'affresco e nelle sale attigue una ricostruzione cronologica della sua storia, dei lavori di restauro e un video su Piero della Francesca e sul significato dell'opera.

Con lo stesso biglietto d'ingresso (intero a 6,50 €, ridotto a 5 €, gratuito per ragazzi sotto i 14 anni e le donne incinta) si entra gratuitamente anche nel vicino Museo delle Bilance in via XX settembre n° 22, una collezione incredibile di più di un centinaio di pezzi tra stadere, bilance di ogni tipo e pesi iniziata negli anni '60 da Velio Ortolani e diventata oggi uno dei museo più importanti d'Europa nel suo genere!

La Madonna del parto è il vanto e il motivo di maggior richiamo di questo borgo medievale il cui nome deriva da "Monte Ercole" e originariamente sorgeva su un'isoletta formata dall'ansa del Tevere, nella valle del Cerfone. Ma.... non è il solo! Monterchi si presta a una piacevole visita tra le sue stradine, le botteghe artigianali e il percorso lungo le mura che regala favolosi scorci e in un quel post che ho promesso di scrivere poche righe sopra approfondirò i motivi per cui merita trascorrere qua una giornata.



Noi abbiamo mangiato qui


Dopo la visita ai due musei e al borgo abbiamo cenato al ristorante Senza Tempo - in via dell'Ospedale n° 18 a 50 metri dal museo della Madonna del parto - dove abbiamo cominciato con una serie di antipasti toscani (ottimi i crostini di fegatini e gli affettati!) per concludere con un primo piatto particolare, giusto mix tra innovazione e tradizione, i cappellacci ripieni di pecorino e pere con fonduta di Parmigiano e amaretti! Altre foto nel prossimo articolo.

monterchi ristorante senza tempo

ITINERARIO NELLA VALTIBERINA TOSCANA: ANGHIARI



Entrando ad Anghiari sul cartello stradale che indica la località si trova scritto "il paese della battaglia". Ovviamente "La battaglia di Anghiari", combattuta il 29 giugno 1440 tra le armate della Repubblica di Firenze alleata con lo Stato della Chiesa e le truppe del Duca di Milano (con la vittoria delle prime). Molta della sua notorietà la si deve a questo evento che secondo alcuni storici cambiò addirittura le sorti del Rinascimento... ma Anghiari a onor del vero esisteva già da 700 anni: nell'VIII secolo i Longobardi costruirono un castello sopra un altopiano roccioso, in posizione privilegiata per il controllo sulla vallata e quattro secoli dopo dentro le mura venne eretto un monastero, la non più esistente Badia di San Bartolomeo su cui è nato il Cassero detto il Conventone, con attorno il centro abitato.



Anghiari, tra i borghi più belli d'Italia e Bandiera arancione del Touring Club, è un'autentica chicca, il classico posto dove non ti stancheresti mai di camminare, nonostante sia tutto un saliscendi!. Da piazza Garibaldi fino al Campano, il nomignolo affibbiato alla Torre dell'Orologio che spunta sopra i tetti in cotto, i vicoli lastricati si intrecciano e mostrano case in pietra e mattoncini a vista, contrafforti (quegli archetti che collegano le pareti delle abitazioni vicine) e scorci deliziosi, spesso abbelliti da fiori e piante.

anghiari valtiberina toscana
anghiari valtiberina toscana
il panorama da Palazzo Busatti
anghiari valtiberina toscana
passeggiare sulle strade senza tempo di Anghiari 

IL MUSEO DELLA BATTAGLIA E DI ANGHIARI


Assolutamente da non perdere, specialmente se vi appassiona la battaglia di Anghiari e l'ancora misteriosa storia che accompagna la famosa opera di Leonardo da Vinci, è il museo nel Palazzo del Marzocco in piazza Goffredo Mameli 1. 

anghiari museo battaglia

Pochi scontri divennero epici col trascorrere dei secoli più di quella che vide protagoniste, come ho scritto all'inizio, i Visconti di Milano e la Repubblica fiorentina. Circolarono da subito leggende sul numero di vittime che nonostante il dispiegamento delle forze - 1000 le forze ducali contro gli 11000 di quelle alleate che comprendevano anche i Veneziani, i soldati del Papa e migliaia di volontari di Sansepolcro - furono forse minime... secondo il Machiavelli un solo morto, per giunta in seguito a una caduta da cavallo! Altri studi parlerebbero di 70 deceduti, ma al di là di questo aspetto, il significato strategico della vittoria fu eccezionale e quando nel 1503 il gonfaloniere di Firenze per celebrare la Repubblica decise di decorare le grandi pareti del Salone dei Cinquecento nel Palazzo Vecchio, a occuparsi della Battaglia di Anghiari su una di queste venne chiamato Leonardo.
Per la cronaca, l'altra parete venne assegnata a Michelangelo che avrebbe dovuto affrescare la vittoria sui pisani nella battaglia di Cascina... ma il destino evidentemente non volle che due assoluti maestri della pittura, i più grandi di ogni tempo, dessero vita ai colori in due opere l'una di fronte all'altra e anche Michelangelo non andò oltre uno schizzo preparatorio. Nonostante questo le due bozze divennero presto famose come "la scuola del mondo"...

anghiari museo della battaglia

Tornando a Leonardo, i motivi per cui l'opera non venne mai ultimata non sono tuttora chiari a distanza di 500 anni. Purtroppo di questo grandioso progetto rimangono solo alcuni disegni del Genio e alcune copie del suo mai ritrovato cartone, su tutte una realizzata da Rubens. Ciononostante il mito col tempo non ha perso la sua forza, alimentato anche dalla scritta "Cerca trova" presente nell'affresco del Vasari che lo dipinse proprio sulla parete che doveva ospitare il capolavoro leonardesco, che allude alla presenza del dipinto originale sotto a quello esistente.

Il museo della Battaglia e di Anghiari non vi nascondo che mi è piaciuto moltissimo! Non solo viene raccontato l'episodio storico in ogni suo particolare - anche con l'ausilio di un plastico che raffigura la piana della battaglia in "stile Porta a Porta di Bruno Vespa", che indica come vennero disposte le truppe e le loro dinamiche - ma è possibile vedere nel dettaglio tutte le riproduzioni digitali in alta definizione dei bozzetti di Leonardo e delle numerose copie che vennero fatte dagli artisti dell'epoca che ebbero la possibilità di vedere il dipinto in fase d'opera o gli schizzi.
Altre informazioni le trovate su www.battaglia.anghiari.it.

Il catorcio di Sansepolcro


All'interno del museo è esposto il "catorcio di Anghiari". Che cos'è, direte voi?
E' il chiavistello di una porta di Anghiari la cui storia è strettamente legata alla battaglia. La vicenda risale al 29 giorno del 1450, giornata di festa come lo è tutt'oggi (vi si corre il Palio) in cui Firenze aveva concesso ad Anghiari di fare un mercato esente da gabelle: gli anghiaresi e i biturgensi (gli abitanti di Sansepolcro) si incontrarono in piazza e... sembra che si scatenò una rissa! I biturgensi se ne andarono portando via questo catorcio, oggi esposto nel museo. Nel '600 un letterato di nome Fedrigo Nomi vi scrisse addirittura un poema eroicomico chiamato Catorciede che raccontava quello che era accaduto...!
Il catorcio rimase a Sansepolcro per poco tempo nella Torre di Berta (distrutta dai tedeschi nella 2^ guerra mondiale) ma fu oggetto del contendere per secoli tanto che Firenze lo sequestrò per porre fine alla disputa anche se storicamente la rivalità è rimasta.

catorcio di anghiari

COSA VEDERE AD ANGHIARI?


Oltre a passeggiare per il centro storico e visitare il museo della battaglia e di Anghiari ecco qualche altro spunto per una visita:
  • il museo statale di Palazzo Taglieschi. Il palazzo appartenuto alla famiglia anghiarese dei Taglieschi, della fine del XV secolo, custodisce reperti di epoca romana e provenienti da chiese ed edifici storici della Valtiberina come sculture, dipinti, campane, tre tondi della scuola robbiana in terracotta invetriata e alcune statue lignee policrome di pregio come la Madonna Annunziata di Jacopo della Quercia.
  • Il negozio storico dell'azienda tessile Busatti in via Mazzini 14, un punto di riferimento per la comunità della Valtiberina toscana. La famiglia Busatti, adesso giunta all'ottava generazione, iniziò l'attività nel 1842 e nei primi del '900 contava decine e decine di negozi in tutta Italia! Oggi è presente con 12 sedi nello Stivale e un crescente commercio verso l'estero. Nei laboratori sono presenti ancora i macchinari originali del 1914!
anghiari negozio busatti
anghiari negozio busatti
anghiari busatti
  • Il Palazzo Pretorio. Oggi sede del Municipio un tempo ospitava il Tribunale e nasconde ancora delle "segrete" e un affresco del maestro di Piero della Francesca.
  • I giardini del Vicario.
  • Il teatro dei ricomposti.
  • La parrocchiale di Santa Maria delle Grazie.
  • Il panorama lungo le mura duecentesche! Magnifico! In particolare si vede la "piana della battaglia" e lo stradone trecentesco (SP43) che collega Anghiari e Sansepolcro, a mio parere una delle strade più belle della Toscana!
    Il suo rettilineo di 5 km rappresenta la prima strada antica (1384) progettata così dritta, un caso anomalo dato che la viabilità secondaria preesistente aveva un orientamento completamente diverso e come riferimento il Tevere.
anghiari valtiberina toscana
anghiari valtiberina toscana
alle spalle di Sara si distende la piana della Battaglia e potete vedere lo stradone
(sulla destra)
anghiari valtiberina toscana
lo stradone
  • Il Tempietto di Santo Stefano sullo stradone, risalente al VII-VIII secolo.

Noi abbiamo pranzato qui


All'azienda agricola Ortobono i proprietari ci hanno allestito un pranzo a base di crostini con pomodorini gialli e rossi, farro, zucca e altri prodotti biologici di loro produzione. Sono nati nel 1994 e dal 2005 hanno un negozio in via Fermi 18 a S.Leo di Anghiari. Se volete fare un pranzo come il nostro potete prenotare telefonicamente (solo per piccoli gruppi). Tutti i riferimenti li trovate sul loro sito.

azienda agricola ortobono anghiari
Le tradizioni di Anghiari: ogni 5 anni si svolge la Scampanata, una festa che trae origine nella leggenda e va avanti dal 1626! (La prossima edizione si terrà a maggio 2020). Al contrario ha cadenza annuale il Palio di Anghiari, una corsa di 1400 metri senza regole (si possono dare spinte e fare sgambetti) che si ispira alle dispute medievali e ha inizio ogni 29 giugno al calar della sera.

ITINERARIO NELLA VALTIBERINA TOSCANA: SANSEPOLCRO


Sansepolcro è stata l'ultima tappa del nostro itinerario nella Valtiberina toscana. Un finale pieno di sorprese, considerando anche che siamo arrivati il sabato con l'esibizione degli sbandieratori e l'indomani era la giornata del mitico Palio della Balestra

La seconda domenica di settembre a Sansepolcro va in scena il secondo atto annuale di una contesa con Gubbio che si protrae dal XV secolo... Il primo documento storico che parla di questa gara tipica medievale con le balestre è il 1461 e adesso come allora sono la città aretina e quella eugubina che mettono di fronte i loro campioni per una sfida che vede il primo atto a Gubbio nella prima domenica di maggio.



Città millenaria (i suoi primi 1000 anni li ha festeggiati nel 2012) Sansepolcro si trova nella valle del Tevere ai piedi dell'Alpe della Luna, fondata secondo la tradizione dai santi pellegrini Egidio e Arcano che di ritorno dalla Terra Santa decisero di costruire un oratorio per proteggere alcune reliquie del Santo Sepolcro. Nel Cinquecento i Medici fecero erigere delle mura possenti a forma di quadrilatero che rappresenta tuttora il perimetro del centro storico, dentro il quale le vie si sviluppano a griglia intorno alla piazza Torre di Berta (dal nome della fortificazione medievale che venne distrutta nella seconda guerra mondiale).

COSA VEDERE A SAN SEPOLCRO?


Il Duomo che accoglieva al suo interno il polittico della Misericordia di Piero della Francesca - che adesso potete trovare al museo civico - è uno degli edifici di maggior importanza del centro cittadino. Il suo campanile e quello della chiesa di San Francesco si elevano sui tetti rossi di Sansepolcro e rappresentano gli elementi immediatamente identificabili delle opere del pittore biturgense che raffigurano i paesaggi della Valtiberina.

Se scegliete questo borgo medievale come meta di un weekend, o meglio, decidete di seguire il nostro itinerario, vi suggerisco di non perdervi queste visite:
  • il Museo Civico all'interno del Palazzo della Residenza (secolo XIII-XIV). Sansepolcro è una città d'arte grazie soprattutto al suo figlio più noto, che qui trascorse gran parte della vita nonostante gli impegni lavorativi lo chiamassero spesso a realizzare opere altrove; il museo civico raccoglie alcuni dei suoi dipinti più importanti, a partire dal già citato polittico della Misericordia, un'opera di 2,70 x 3,30 metri costituita da 23 tavole con la Madonna collocata in posizione centrale con il mantello aperto a simboleggiare l'atto di protezione, e dalla Resurrezione, un'opera carica di molti significati, sacri e politici, compiuta per essere visibile all'esterno su una parete dello stesso palazzo che oggi è stato trasformato in museo e successivamente spostata all'interna. Nelle 10 sale si trovano anche il "San Giuliano" e "San Ludovico di Tolosa" sempre di Piero della Francesca, alcune opere di Andrea della Robbia (la "Natività" e la "Madonna col Bambino") e Pontormo ("San Quintino) e per finire, sculture, parimenti sacri e incisioni di altri artisti.

sansepolcro museo civico
la Resurrezione di Piero della Francesca
sansepolcro museo civico
il polittico della Misericordia
  • Il panorama a 360° dal campanile del duomo di Sansepolcro. Io ci sono salito proprio durante l'inizio della cerimonia del Palio della Balestra, al momento della scampanata... per fortuna ci sento ancora! 😂 La visuale dall'alto dei 40 metri della torre è magnifica!
sansepolcro panorama campanile duomo
  • La casa di Piero della Francesca.

Dove mangiare a Sansepolcro?


Se chiedete agli abitanti del borgo o della zona quali siano i migliori ristoranti sicuramente uscirà fuori il Ristorante fiorentino. Una fama costruita nell'arco di duecento anni, da quando aprì i battenti nel 1807 dando ospitalità ai viandanti. Da qui sono passati, solo per citarne due, Verdi e Rossini ma l'elenco dei personaggi illustri è davvero interminabile e l'ultimo aggiunto in lista è Massimo Cacciari, che era al tavolo accanto al nostro nello splendido salone rinascimentale col soffitto in legno a cassettoni. 
La famiglia Uccellini gestisce il "Ristorante fiorentino, la locanda del giglio" da quattro generazioni offrendo un menù all'insegna della toscanità. Una menzione speciale alla varietà e abbondanza degli antipasti e dei dolci, presentati questi ultimi su un carrello a due piani (per la delizia dei golosi come me!).

sansepolcro ristorante fiorentino
sansepolcro ristorante fiorentino

L'ALTRA FACCIA DI SANSEPOLCRO


Il territorio di Sansepolcro merita di essere visitato non solo per il suo borgo, ricco d'arte e di storia. La riserva naturale regionale dell'Alpe della Luna nell'Appennino toscano brulica di sentieri e luoghi affascinanti, uno su tutti l'Eremo di Montecasale che tra i suoi ospiti vanta San Bonaventura e San Francesco, che soleva fermarsi qui quando andava a La Verna.

valtiberina trekking alpe della luna

Di questo, di un B&B spettacolare immerso nella natura ("Il Palazzo") e ideale per scoprire a piedi i boschi e le zone di quest'angolo della Valtiberina toscana d di una trattoria d'altri tempi ("da Vasco") in cui si mangia benissimo a menù fisso gustando piatti tipici locali vi parlerò nel prossimo articolo!

Post realizzato in collaborazione con Insolita Italia.

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