Cosa vedere a Corinaldo in un giorno: itinerario con mappa

Marche

Il nostro itinerario nel territorio della provincia di Ancona prosegue a Corinaldo, “il paese più bello del mondo” secondo i suoi abitanti altresì detto “il borgo delle cento scale” ed anche… “il borgo dei matti“! Non per la follia ma per ingegno sfrontato. Lo raccontano le leggende: un contadino caduto nel pozzo della polenta, un calzolaio che costruì solo la facciata di casa per fregare il figlio in America, i soldati che costruirono un cannone di fico convinti di poter vincere una battaglia 😅. Scoprirete tutto in questo articolo, dove oltre a cosa vedere troverete tante utili informazioni.

Corinaldo, il paese più bello del mondo!

L’etimologia del suo nome, “Cor-in-altum”, ci proietta nella mente l’immagine di un cuore che lievita e si innalza leggero sopra tutto ed è così che il giornalista, scrittore e fotografo corinaldese Mario Carafoli iniziava le sue argomentazioni nel libro “Ricerca del paese più bello del mondo” per giungere alla conclusione che la risposta era lì, sotto i suoi occhi, nel borgo natio. Non uno slancio d’amore ma un risultato scientifico condito con ironia che non può non trovare il consenso di tutti coloro che mettono piede in questo che è uno dei Borghi più belli d’Italia, oltre che Bandiera Arancione del Touring Club Italiano… Perché è impresa ardua non venire conquistati dalla bellezza di Corinaldo.

cosa vedere corinaldo panorama

Il nostro soggiorno purtroppo è stato troppo breve e già pensiamo di tornarci per assaporarlo con più lentezza, magari nella prossima edizione della “Contesa del Pozzo della Polenta” (la terza domenica di luglio) o chissà, in un weekend d’autunno, quando i vigneti che compongono il paesaggio lo arricchiranno di altre tonalità.

Itinerario a piedi a Corinaldo

Un possibile percorso a piedi nel centro storico:

Casa di ScurettoLa Piaggia (scalinata) Pinacoteca comunale Museo di Corinaldo Santuario di Santa Maria Goretti Mura di Corinaldo Teatro Goldoni Collegiata di San Francesco

→ La prima parte del nostro itinerario nelle Marche: da Ancona alle Grotte di Frasassi e il Tempietto di Valadier (e non solo!)

Cosa vedere a Corinaldo?

La Piaggia

Una visita a Corinaldo ovviamente non può prescindere dalla principesca scalinata di 109 gradini detta “la Piaggia”, a metà della quale si trova quel pozzo  protagonista della storiella che ha dato origine al Palio a cui accennavo prima: in breve, l’episodio narra di un contadino che stava salendo con un sacco di farina in spalla e si fermò al pozzo per riposarsi, appoggiandovi sopra il pesante fardello; il sacco però era scucito e la farina cadde giù!

L’uomo si disperò e per cercare di recuperare il possibile si gettò nel pozzo! Le donne del paese, non vedendolo riemergere, diffusero la voce che il contadino stesse mangiando la polenta in fondo al pozzo e alcune dissero addirittura di averlo visto gettare anche delle salsicce! Da lì nacque la fama dei corinaldesi come “mangia-polenta” 😅.

Un’altra versione della leggenda ha un diverso finale: dopo che la farina cadde nel pozzo iniziò a emergere polenta e i corinaldesi ne mangiarono per giorni!

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Il pozzo venne costruito a metà del XV° dal tiranno Attaccabrighe (un nome piuttosto adatto per il ruolo che ricopriva!) e venne interrato per la costruzione della scalinata nel ‘900 ma poi fu “riesumato” per dare vita alla mitica Contesa!

A proposito di polenta….. vi consiglio un posticino dove mangiarla, in ogni stagione! Il ristorante Ai 9 tarocchi (leggete la nostra esperienza la trovate qui sotto).

Volete scoprire altre bellezze del territorio di Ancona? → Itinerario da Ancona al territorio di Genga!

La casa di Scuretto

Quella del Pozzo della Polenta è una delle tante, grottesche e divertenti storielle che vede come protagonisti gli abitanti di quello che nelle Marche è simpaticamente chiamato “Il paese dei matti”.

Una facezia molto nota è quella della Casa del simpatico bevitore Scuretto, che fece innalzare un muro con le finestre e ci si fece fotografare davanti per far credere al figlio, emigrato all’estero, che i soldi gli chiedeva in continuazione erano impiegati per la costruzione di una casa… Per sua sfortuna però il giovane era piuttosto sveglio e non cadde nel fantasioso stratagemma ordito dal padre.

casa Scuretto cosa vedere Corinaldo

La Sala del costume e delle tradizioni popolari

Non c’è dubbio che ci ricorderemo a lungo di Corinaldo grazie soprattutto all’accoglienza che ci ha riservato l’Associazione Pozzo della Polenta! Ad attenderci alla Sala del costume e delle tradizioni popolari, di fianco al Palazzo del Municipio, c’erano infatti alcuni figuranti del corteo storico e addirittura il sindaco in persona nelle vesti del Duca di Urbino insieme alla Duchessa!

sindaco corinaldo costumi rinascimentali

Sono stati così carini che, quasi senza che ce ne accorgessimo, le signore Virginia e Annunziata, volontarie e memoria storica del Palio, in un battibaleno hanno vestito Sara in abiti rinascimentali!!!

Corinaldo sala costumi tradizionali

Il museo espone i costumi utilizzati ogni anno durante la rivisitazione storica, realizzati dalle sartorie dei vari rioni corinaldesi e ispirati fin nel minimo dettaglio a quelli della fine del XV° secolo. Ci sono inoltre armature medievali ricostruite fedelmente e strumenti per la tessitura e filatura delle stoffe, drappi (i Palii, parola che deriva dal latino Pallium = coperta, ampio velo), stendardi e alabarde.

corinaldo sala costumi tradizioni popolari
corinaldo sala costumi tradizioni popolari

Senza dimenticare lo storico “cannone di fico” che fa bella mostra di sé all’ingresso e rimanda a una storiella che si riallaccia alla rivalità tra Corinaldo e il vicino paese di Montenovo (l’odierna Ostra Vetere): la leggenda narra che i corinaldesi costruirono un cannone da un tronco di albero di fico e lo puntarono, dall’alto delle mura del borgo, verso l’avversario… al primo colpo il frastuono fu impressionante e caddero a terra i sette ragazzi che lo stavano reggendo. “Se qui ne sono morti sette chissà quante vittime avrà fatto a Montenovo!” fu la sconcertante reazione del capitano.

cannone di fico corinaldo

Il Santuario diocesiano di Santa Maria Goretti

C’è qualcosa di inaspettatamente intimo nel trovare un santuario così raccolto proprio nel cuore di Corinaldo, in Contrada Pregiagna. Quello che colpisce è la misura umana di questo luogo dedicato a Maria Goretti, che qui nacque nel 1890, in una famiglia contadina come tante.

La casa natale, annessa al santuario, è ancora lì con le sue mura semplici, gli arredi di un’altra epoca, il silenzio di chi ha vissuto tra fatica e devozione senza mai considerare straordinaria la propria vita. Eppure straordinaria lo era, come il destino di quella bambina canonizzata e venerata in tutta Italia.

Al piano terra ci sono i resti di quella che era la stalla e di una piccola cappella ricavata dalla vecchia cantina. Al piano superiore, la cucina con camino e le camere, essenziali, con gli arredi originali, tra questi il letto e il telaio della madre. La stanza in cui nacque “Marietta” è conservata com’era allora e mostra lettere e oggetti personali della santa.

santuario santa maria goretti corinaldo

Nel Santuario, una navata unica con cupola, si trovano la statua con reliquia di Maria Goretti – l’ulna del braccio destro della santa custodita all’interno di un reliquiario d’argento – le tombe della madre Assunta e di Alessandro Serenelli, oltre a opere d’arte barocche, affreschi, un antico crocifisso e un organo settecentesco.

Se capitate a Corinaldo il 6 luglio, troverete il borgo completamente trasformato dalla festa patronale: una processione con la reliquia, canti e fedeli arrivati da ogni angolo d’Italia! Nel resto dell’anno rimane comunque una meta di pellegrinaggio.

La cinta muraria

Ai piedi della Piaggia si trova uno dei tre varchi di ingresso, la Porta di Santa Maria del Mercato (costruita nel 1340) a ridosso della quale venne eretto un baluardo con una seconda porta a difesa della prima e un ponte levatoio di cui sono sopravvissuti solo alcuni resti.

cosa vedere Corinaldo Piaggia

Da qui, salendo i gradini fino al camminamento di ronda, può partire la visita alle Mura di Corinaldo, molto ben conservate, che abbracciano il centro storico.

Sui suoi 900 metri circa potete visitare:

  • la Torre della Rotonda, una sentinella rinascimentale alta 24 metri che domina il borgo marchigiano con la sua cupola ottagonale. Fu costruita nel 1534 a scopo difensivo ed oggi, salendo 100 stretti scalini regala uno dei panorami più belli, a 360°, di cui si possa godere a Corinaldo, spaziando dalle valli del Nebro fino al mare Adriatico.
  • La Porta di San Giovanni, la porta medievale che ospitava il Bargello e il corpo di guardia. Presenta elementi difensivi come la “bianchetta” e tracce di ponte levatoio
  • Porta Nova, l’ultima porta rinascimentale (periodo 1484-1490), con torrione cilindrico e beccatelli, che venne parzialmente interrata nel 1850.
cosa vedere corinaldo cinta muraria

Noi purtroppo abbiamo ammirato quest’imponente opera, alta fino a 18 metri, solo da fuori, ma raccomandiamo caldamente di seguire il percorso panoramico.

Il Corridoio dei Landroni

Il Corridoio dei Landroni è uno dei segreti meglio custoditi di Corinaldo, un porticato suggestivo lungo le mura rinascimentali che collega la maestosa Torre della Rotonda a Porta Nova. Alto oltre 5 metri, questo camminamento coperto di 114 metri era un tempo usato dai contadini (“landroni” in dialetto) per trasportare merci al riparo, offrendo oggi un colpo d’occhio unico sul fossato e il paesaggio circostante.

Le arcate in mattoni, con vista sulle porte storiche, evocano – senza esagerare – un’atmosfera da fiaba medievale ed il nostro consiglio, se avete tempo, è di inserirlo come tappa di un trekking urbano in cui, lungo il percorso, potete osservare le feritoie delle mura e i resti degli antichi camminamenti di ronda, che raccontano la difesa del borgo dal XVI secolo.

Corridoio dei Landroni Corinaldo

Il Teatro Goldoni

Tra le mura rinascimentali che cingono il “paese più bello del mondo”, spicca il Teatro Goldoni, un capolavoro neoclassico del 1847 che accoglie appena 250 spettatori in platea, creando un’intimità unica che lo rende davvero una piccola bomboniera. Costruito su progetto dell’architetto Andrea Vici, il teatro è un esempio perfetto di architettura ottocentesca nelle Marche, con soffitti affrescati, lampadari di cristallo e un’acustica che dicono sia eccezionale.

Teatro Goldoni Corinaldo

Cosa vedere al Teatro Goldoni di Corinaldo? Oltre agli spettacoli di prosa, opera e danza della stagione invernale ci sono le visite guidate al teatro, che rivelano aneddoti sul Goldoni e i restauri recenti.

La Pinacoteca Comunale

Ubicata nel Palazzo comunale, la Pinacoteca Comunale è una sorta di forziere rinascimentale che raccoglie dipinti e sculture del Seicento, con capolavori di Claudio Ridolfi ma anche opere di altri maestri umbri e veneti, maioliche locali, presepi artistici e, dal 2018, la Tomba del Principe Piceno risalente al VII secolo a.C. con ben 12 reperti.

La Collegiata di San Francesco d’Assisi

A due passi da piazza del Duca, la Collegiata di San Francesco a Corinaldo è un’elegante sentinella nel centro storico del borgo marchigiano, con il suo campanile slanciato che svetta tra i tetti rossi. Ricostruita nel XVIII secolo in stile rococò, questa chiesa presenta una facciata barocca ornata da statue e un ricco interno barocco, dove stucchi, marmi policromi e affreschi narrano storie di santi e miracoli.

collegiata san francesco corinaldo

Se avete tempo salite sul campanile per godere della vista panoramica sul paese e sulle colline marchigiane.

Museo civico di Corinaldo

Il Museo di Corinaldo è ospitato nel Convento degli Agostiniani e conserva reperti archeologici, tradizioni contadine e ceramiche artistiche locali. Dalle urne picene del V secolo a.C. alle suppellettili liturgiche, passando per costumi folkloristici e attrezzi agricoli, ogni sala narra l’evoluzione di Corinaldo dal Paleolitico al Novecento.

C’è persino una sezione sulle streghe e sulle leggende sui “matti” con tanto di documenti storici e ricostruzioni!

Altre cose da vedere o fare a Corinaldo se avete più tempo

Il Palazzo Comunale

Salendo la Piaggia fino in cima, si apre davanti Largo XVII Settembre 1860 e appare il Palazzo Comunale appare con il suo loggiato neoclassico. Lo progettò Francesco Maria Ciaraffoni nella seconda metà del Settecento con un’architettura sobria e proporzionata.

La Chiesa dell’Addolorata e la Chiesa del Suffragio

Sulla Piazza del Cassero si fronteggiano due chiese che non potrebbero essere più diverse: la Chiesa dell’Addolorata, barocca e ornamentale, e la vicina chiesa del Suffragio, dalle forme ellittiche ispirate a Michelangelo.

La Chiesa della Madonna del Piano

Per trovarla bisogna uscire dal centro storico, in località Madonna del Piano. E’ la più antica testimonianza di architettura religiosa di Corinaldo, prima ancora delle mura, del teatro e di tutti gli altri edifici storici.

La Chiesa di San Giovanni Battista e il convento dei Cappuccini

Un luogo sacro che esiste, in una forma o nell’altra, da prima del Duecento. La chiesa fu costruita agli inizi del Seicento dove dal XII secolo sorgeva già un edificio dedicato al Battista. L’interno conserva opere di Claudio Ridolfi, Ercole Ramazzani e Filippo Ricci.

Il Santuario della Madonna dell’Incancellata

In località Casalini, lontano dai percorsi segnalati, c’è un piccolo santuario che custodisce un’immagine della Vergine che allatta il Bambino. È un luogo di devozione popolare nel senso più autentico: non è una meta di pellegrinaggio ma un posto dove la gente del posto continua ad andare da generazioni.

Il Cedro dell’Himalaya

Nei pressi di Piazza San Pietro cresce un albero di 43 metri piantato al posto della chiesa di San Pietro, abbattuta perché pericolante. Dell’edificio rimane solo il campanile, ancora in piedi accanto all’albero, e un’epigrafe murata sulla parete.

Percorsi ciclopedonali a Corinaldo

Attorno al borgo si snodano cinque percorsi ciclopedonali per oltre 21 chilometri, percorribili a piedi, in bicicletta o a cavallo. Attraversano la campagna corinaldese con viste sulle valli del Nevola e, nelle giornate limpide, fino alla costa adriatica. Alcuni itinerari partono dall’interno delle mura e escono fuori, mescolando il borgo con i dintorni. 

Dove mangiare a Corinaldo: il ristorante Ai 9 Tarocchi!

Il 5 agosto ha tutta l’aria di non essere un giorno in cui un bel piatto di polenta calda è in cima ai desideri eppure…. vi garantisco che noi lo abbiamo mangiato in un locale lungo le mura sul viale Dietro le Monache al n° 8. “Ai 9 Tarocchi” è un ristorante rustico con un menù tradizionale e un ottimo rapporto qualità/prezzo (qualche esempio: gnocchi o tagliatelle all’anatra 8 €, agnello scottadito marchigiano 14 €).

ristorante ai 9 tarocchi corinaldo

Il nostro pranzo: polenta con salsiccia preceduta da un abbondante tagliere conviviale (per due) con affettati e formaggi locali, erbe cotte, verdure in agrodolce, frutta e una strepitosa crescia sfogliata fatta in casa!

Abbiamo anche assaggiato i tipici vincisgrassi, che in queste zone sono quasi un obbligo da ordinare a tavola, accompagnate ovviamente da un buon bicchiere di vino! La lista dei vini è abbastanza fornita e comprende Verdicchio dei castelli di Jesi, Bianchello del Metauro, Pecorino doc bio, Passerina e tanti altri, non solo regionali.

ristorante ai 9 tarocchi corinaldo

Cosa fare a Corinaldo: visitare le attività locali

L’antico molino Patregnani

I primi decenni del 1900 ci appaiono lontanissimi eppure stiamo parlando della generazione dei nostri nonni o dei loro padri. Le abitudini, i metodi di lavoro, i ritmi di vita sono completamente cambiati e nel corso dell’ultimo secolo tante cose sono state stravolte.

A raccontarci com’era l’Italia appena 100 anni fa e in particolare com’era la quotidianità rurale di Corinaldo ci pensa il museo dell’Antico Molino Patregnani, dove, all’interno dei locali di un edificio storico appartenente alle famiglie Patregnani e Sabbatini dagli inizi del XX secolo, alcune stanze sono state allestite con gli oggetti, gli utensili e i macchinari dell’epoca grazie al grande lavoro di raccolta, di recupero e di documentazione di Francesco Ferroni.

Corinaldo Antico Molino Patregnani
Corinaldo Antico Molino Patregnani

Nella sezione dedicata all’olio si possono vedere anche delle macine in pietra del frantoio – azionate con la forza dell’acqua – che risalgono al Medioevo (i primi molinari della zona ci furono circa 900 anni fa!) e si apprende la tradizionale tecnica di produzione con il sistema a freddo costituita da due spremiture; poi ci sono le stanze del vino e della farina con i recipienti di allora (fino al 1990 non esistevano in acciaio inossidabile), le bascule (le bilance del tempo), le casse di deposito della raccolta dell’uva e delle olive e altri strumenti utilizzati “fino all’altro ieri”.

A chi ha qualche ora di tempo consiglio una visita alle specie arboree piantate intorno al Molino e una passeggiata sul sentiero ciclo-pedonale che passa da qui e si snoda nella campagna corinaldese.

Trovate l’antico Molino Patregnani in località Madonna del Piano al n° 112.

Visita alle aziende locali

Il vino e l’olio sono due eccellenze del territorio marchigiano praticamente da sempre. Persino gli antichi Romani conoscevano la bontà del Verdicchio, vino a bacca bianca patrimonio regionale mentre occorre tornare indietro al XIII° secolo per trovare dei documenti che attestano l’olio extra vergine d’oliva delle Marche tra i più buoni in Italia e protagonista dei commerci con Venezia.

vini mencaroni corinaldo

A portare avanti la tradizione ci sono oggi aziende che all’esperienza e alla conoscenza del passato hanno abbinato passione e innovazione, tra queste abbiamo avuto il piacere di conoscere “Federico Mencaroni vini“, alla quarta generazione di viticoltori a Corinaldo, e il “Frantoio Brignoni” che da tre generazioni produce olio extra vergine di oliva di qualità. Aziende familiari entrambe che esportano i loro prodotti nel mondo, vendono al dettaglio e organizzano degustazioni e attività varie.

Dopo pochi minuti d’auto dal centro storico di Corinaldo siamo giunti da Federico Mencaroni vini, splendidamente circondata dai suoi vigneti autoctoni! Qui abbiamo visitato la cantina e le altre diverse aree del complesso dell’azienda agricola dove nonostante la presenza della tecnologia, ad esempio nei processi d’imbottigliamento e tiraggio, si parla ancora di produzione artigianale del vino, dal Verdicchio dei Castelli di Jesi agli spumanti Brut, Brut nature ed extra Brut.

Federico Mencaroni vini Corinaldo
vini mencaroni Corinaldo

Al Frantoio Brignoni abbiamo scoperto che la tecnica di spremitura a freddo che ci avevano spiegato all’antico Molino Patregnani è ancora praticata con successo grazie a moderni macchinari che permettono di preservare al meglio le qualità organolettiche della materia prima! Dopo il processo di frangitura dalle olive biologiche e “Marche” IGP si ottengono gli oli extra vergine Blend, Raggia, Bio e “I Condimenti” (oli aromatizzati).

Frantoio Brignoni Corinaldo
Frantoio Brignoni Corinaldo

FAQ – Domande frequenti su Corinaldo:

➞ Cosa vedere assolutamente a Corinaldo in un giorno?

Must-see a Corinaldo in un giorno: la Scalinata della Piaggia (109 gradini con Pozzo della Polenta), il Santuario di Santa Maria Goretti e la Casa Natale della Santa (a 1 km). Completate il giro con le mura medievali e Torre dello Scorticatore. Itinerario essenziale: centro storico in 3-4 ore, ideale per un day trip nelle Marche.

➞ Perché Corinaldo è famosa?

Corinaldo, “Borgo più bello d’Italia 2007”, è un gioiello medievale delle Marche con un centro storico intatto, bellissime mura castellane e la Scalinata della Piaggia. Famosa soprattutto come città natale di Santa Maria Goretti (nata il 16 ottobre 1890), attrae pellegrini e amanti dei borghi autentici.

➞ Quanto tempo ci vuole per visitare Corinaldo?

A nostro avviso occorre dedicarle almeno una giornata anche se per il centro storico (Scalinata, mura, Torre) e la Casa Natale di Santa Maria Goretti potete cavarvela in mezza (ma vale la pena vedere in fretta e furia Corinaldo? Risposta breve: no). Occasioni speciali: andateci a luglio (la terza domenica) per la Contesa del Pozzo. E’ una meta perfetta per un’escursione di un giorno da Senigallia (15 km).

➞ Come arrivare a Corinaldo dalle Marche e fuori?

  • Auto: A14 Ancona Nord, uscita Senigallia, SP Corinaldese (18 km, 20 min).
  • Treno + bus: Stazione Senigallia (treni frequenti da Ancona/Roma), poi bus Conerobus (linea 43/44, 30 min, corse limitate).
  • Coordinate GPS: 43.6625° N, 13.2500°
  • Parcheggi gratuiti: appena fuori dalle mura in Via Lepri (abbastanza grande, gratuito giorno e notte), in Viale della Murata (piccolo ma molto vicino alle mura) e in Zona Via Pregiagna / area Santa Maria Goretti (un filo più decentrato ma tranquillo).

➞ Dove si trova la Casa Natale di Santa Maria Goretti a Corinaldo?

La Casa Natale di Santa Maria Goretti è in Contrada Pregiagna, a 1 km dal centro storico di Corinaldo.
Indirizzo: Via Santa Maria Goretti 110. Usate Google Maps/Waze per trovare il parcheggio gratuito nel piazzale antistante. E’ aperta con offerta libera per la visita individuale.

➞ Qual è la leggenda del Pozzo della Polenta a Corinaldo?

Il Pozzo della Polenta, al centro della Scalinata della Piaggia (109 gradini), risale al 1450 per volere del tiranno Antonello Accattabriga. La leggenda: durante l’assedio del 1517 un sacco di farina cadde nel pozzo, salvando i corinaldesi dalla fame. Viene rievocata annualmente nella Contesa del Pozzo.

➞ Quando si svolge la Contesa del Pozzo della Polenta 2026?

La Contesa del Pozzo della Polenta rievoca la battaglia del 1517 (un assedio di oltre 20 giorni vinto dai corinaldesi). Si tiene a luglio (date 2026: 18-20 luglio, verificate sul sito ufficiale). Eventi in programma: palio arcieri, giostra cavalli, sfilate in costume, gare contrade, stand enogastronomici.

➞ Quali sono i prodotti tipici di Corinaldo e dintorni?

  • Il Verdicchio dei Castelli di Jesi: vino bianco DOCG da vigneti locali.
  • L’Olio EVO: dei frantoi intorno a Corinaldo.
  • La Lacrima di Morro d’Alba, un vino rosso DOCG autoctono della zona.
    Da assaggiare:
  • I Vincisgrassi, i Passatelli (ve li consiglio in brodo), il Coniglio in porchetta (aromatizzato con finocchio selvatico), il Salame di Fabriano, la Casciotta d’Urbino (un formaggio morbido e delicato), la Visciolata (confettura di visciole).

➞ Cosa fare nei dintorni di Corinaldo in un giorno?

  • Mare: Senigallia (15 km, 20 min, spiagge sabbiose).
  • Borghi: Mondavio, Ostra, Mondolfo, Pergola (tutti <30 km).
  • Natura: le Grotte di Frasassi (40 min, 45 km). Ideale per itinerari green tra le Marche collinari e la costa.

➞ La visita a Corinaldo è gratuita?

Sì, tutte queste sono attività gratuite: una passeggiata nel centro storico, la Scalinata della Piaggia, le mura e la Torre. La Casa Natale Santa Maria Goretti è a ingresso libero con offerta; il custode volontario racconta la vita della Santa. Nessun biglietto per attrazioni principali – budget-friendly per famiglie e pellegrini.

Per approfondimenti potete consultare:

www.destinazionemarche.it il blog ufficiale sul Turismo della Regione Marche

www.turismo.marche.it/ il sito del Turismo della Regione.

Grazie all’Ente del Turismo e al Social Media Team della Regione Marche che ci hanno supportato in questo viaggio.

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