giovedì 23 gennaio 2014

Cosa vedere a Cracovia in quattro giorni! Un itinerario di visita

cracovia cosa vedere
Krakow, "la città magica sorta sulle cenere di un drago", "l'elegante ex capitale reale", "la Firenze del Nord Europa". Ogni definizione le calza a pennello, anche l'ultima. Benchè io sia sempre molto titubante a fare paragoni con la mia (meravigliosa) città ci sono diversi punti in comune tra Cracovia e Firenze: lo stile fiorentino neoclassico di alcuni edifici ottocenteschi ispirato ai palazzi del Quattrocento di Firenze, la mano degli architetti fiorentini Francesco della Lora e Bartolomeo Berecci nel cortile in stile rinascimentale del castello del Wavel, il centro storico patrimonio dell'Unesco. Fermarsi alle analogie tra queste due perle, tra le più belle città d'Europa senza alcun dubbio, sarebbe però riduttivo. Come abbiamo scoperto nel nostro soggiorno di quattro giorni dello scorso fine dicembre, ci sono mille motivi per visitare la città sulla Vistola, noi ve ne forniamo alcuni suggerendovi un itinerario (il nostro) che comprende due escursioni fuori città (Auschwitz e Wielickza), un tour classico e qualche meta al di fuori dei soliti giri...
un percorso di visita a ritmi abbastanza serrati, con sveglie puntate al mattino presto e rientro in appartamento di notte. Non un mordi-e-fuggi però! C'è anche il tempo per godersi un paio di cenette in un ristorante tipico polacco e una passeggiata romantica al chiaro di luna.

1° GIORNO


Il cielo è ancora scuro quando l'Appennino Shuttle, un pullman che effettua la tratta Firenze-Calenzano-Bologna aeroporto (a breve un post) apre le sue porte di fronte all'ingresso del Guglielmo Marconi. Ci imbarchiamo sul volo prenotato con Volagratis e dopo aver fatto scalo a Vienna atterriamo a Belice, l'aeroporto di Cracovia intitolato a Papa Giovanni Paolo II. 

E' l'ora di pranzo e siccome siamo svegli da oltre 8 ore, uno spuntino a base di obwarzanek - il pane a ciambella simile al Pretzel tedesco che poi troveremo in vendita sulle bancarelle di Rynek GlownY (la piazza principale) e dintorni - ci sta proprio bene. 

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Il tempo di cambiare qualche spicciolo in sloty (il grosso del denaro lo preleveremo nei change office della città | leggi qui informazioni al riguardo) e di uscire fuori dal piccolo Terminal n°2 dedicato ai voli internazionali che notiamo una carovana di persone diretta alla fermata degli autobus per Cracovia. Compriamo i biglietti alla macchinetta automatica (zona 1+2, 4 sloty) e attendiamo l'arrivo del 208 o del 292. Il secondo è il primo a presentarsi e a portarci in 1h e 20' circa alla piazza della stazione centrale Krakow Glowny. 

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Di lì prendiamo un tram che ci porta in via Joszefa Dietla, a poche centinaia di metri dal nostro appartamento. Azzecchiamo i codici d'ingresso, posiamo i bagagli, infiliamo la testa sotto un getto d'acqua e freschi e caricati usciamo e ci incamminiamo verso il centro storico!

Raggiungiamo Rynek Glowny, la piazza del Mercato, in 15 minuti. Il sole sta per calare all'orizzonte ma c'è ancora qualche flebile raggio che consente di ammirare questo immenso spazio, la più grande piazza medievale d'Europa. Il Fondaco dei tessuti, l'edificio del XIV secolo collocato nel centro di questo quadrato di 200 metri di lato, impedisce di comprendere con esattezza le proporzioni di Rynek Glowny e i mercatini di Natale, carinissimi, per carità, offuscano un po' la bellezza della piazza... non mi fraintendete! La vista d'insieme, specialmente di notte quando si accendono le luci, è di gran effetto, ma forse avrei preferito vedere la chiesa di Sant'Adalberto senza quelle decine di casette in legno che la attorniavano. Senza considerare i 2 grandi palchi che stazionavano davanti e dietro al Fondaco. 

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Si avvicina il tramonto e dopo le 17 (in alcuni casi anche prima) trovare un museo aperto è una missione impossibile. Con una sola eccezione: il Mercato Sotterraneo, aperto in alcuni giorni della settimana fino alle 20. Da una porta anonima su un lato del Fondaco una rampa di scale conduce all'ingresso del museo. Del mercato medievale originale rimangono solo i resti delle pareti in pietra e di alcune strade, il resto sono riproduzioni, manufatti e oggetti rivenuti durante gli scavi archeologici, olografie e pannelli digitali interattivi e multilingue (anche l'italiano è presente). Lo dico subito, non mi ha entusiasmato! La mostra è sicuramente ben fatta e se avete la pazienza di soffermarvi davanti a ogni singola postazione potete raccogliere una quantità enorme di informazioni, ma personalmente in un museo preferisco non starmene per ore e ore a vedere un filmato che racconta la storia di Cracovia, la sua vocazione per l'oreficeria e il commercio, in particolare il traffico di tessuti.
C'è anche uno spazio per bambini e un'area in cui si entra in contatto con le unità di misura di Cracovia, un sistema più simile a quello inglese che non al nostro metrico decimale.

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Quando usciamo dal sotterraneo è già buio e non mi posso sottrarre al tour dei mercatini di Natale che la mia compagna sognava ben prima della partenza... se andate a Cracovia in un altro periodo dell'anno non disperate: i mercatini della galleria del piano terra del Fondaco sono aperti tutti i giorni, fino alle 20. 
Chi è in cerca di prodotti d'artigianato e soprattutto di souvenir non si lamenterà. Al primo piano invece si trova la Galleria di Pittura polacca del XIX secolo.

Prima di sperimentare la cucina polacca del ristorante U Babci Maliny, in via Szpitalna (5 minuti da Rynek Glowny in direzione nord) visitiamo una delle due chiese più importanti di Cracovia, la Basilica dell'Assunzione di Nostra Signora nota come Mariacki o semplicemente Santa Maria, tanto imponente fuori quanto sfarzosa all'interno. Pagando un biglietto di pochi sloty si può vedere da vicino l'altare e soprattutto la pala di Veit Stoss, un polittico scolpito in stile gotico di circa 12x11 metri, aperto dalle 12 alle 18 tutti i giorni feriali e quando si svolge la messa il sabato e la domenica. 

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Purtroppo in inverno non è possibile salire in cima alla torre più alta (l'Hejnal) e ammirare il panorama da lassù... l'accesso è consentito solo da maggio ad agosto, un vero peccato; ci accontentiamo quindi di ascoltare l'hejnal, uno squillo di tromba ripetuto per quattro volte a ogni ora che viene eseguito dai vigili del fuoco in ricordo di un episodio che risale al medioevo dai contorni che fondono leggenda e realtà (ma anche di questo ci sarà modo di parlarne in altri post).

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2° GIORNO


Il secondo giorno lo abbiamo iniziato con una visita alla Piazza degli Eroi del Ghetto e al museo della Fabbrica di Schindler. Entrambi si trovano nel quartiere di Podgorze, un po' fuori il centro storico, quindi è necessario prendere uno o più bus oppure un taxi. L'alternativa è una bella passeggiata di 4 km... se avete tempo non è una cattiva idea: il Wavel visto dal vicino ponte sulla Vistola è magnifico!

Non voglio appesantire la lunghezza di questo post - che nelle intenzioni vorrebbe indicare un itinerario per una visita di Cracovia in quattro giorni - quindi mi limito a scrivere solo qualche considerazione sulla Schindlera Fabrika e poi sul Wavel, Auschwitz, Wieliczka e Kazimiers, tutti temi che approfondirò in altrettanti post. 
Della Fabbrica di Schindler dico solamente: andateci! E' stata forse la sorpresa più bella di tutto il viaggio. Prima ancora di camminare per lo splendido centro storico, merita visitare questo museo che non narra come uno potrebbe immaginarsi, la storia di Oskar Schindler ma racconta Cracovia dal giorno dell'invasione tedesca fino alla liberazione russa. Attraverso un percorso dettagliato e ben ricostruito si assiste all'impatto dirompente della politica nazista sulla psiche della gente. 

"Chi è stato torturato rimane torturato, chi ha subito un tormento, non potrà più ambientarsi nel mondo, l'abominio dell'annullamento non si estingue mai (Jean Amery, filosofo austriaco deportato ad Auschwitz perchè ebreo).

Terminata la visita con la nostra guida di lingua italiana (secondo me almeno 3 ore sono necessarie così come lo è una guida), prendiamo uno dei taxi elettrici che fanno servizio dal museo di Schindler alla collina del Wavel e Kazimiers. In 10 minuti arriviamo ad uno degli ingressi della fortificazione e saliamo verso la Cattedrale. 

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All'interno è racchiusa veramente la storia della Polonia, basti pensare che qui si sono svolte quasi tutte le incoronazioni e i funerali dei regnanti e che a ogni angolo ci sono cappelle con sarcofaghi. Tutte le guide vi diranno che la più bella è la Cappella di Sigismondo. E' vero, ma anche la Cappella della Santa Croce, tutta affrescata, è magnifica. Peccato solo che non si possono fare fotografie. 
Per fortuna invece al panorama visibile dalla torre campanaria si possono fare tutti gli scatti che volete! Vi si accede dalla sacrestia e dopo aver compiuto 70 gradini si arriva proprio davanti alla Campana di Sigismondo, enorme, 11 tonnellate di cui 350 Kg solo di battaglio... per suonarla occorrono una decina di uomini!

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Dalla Cattedrale al Castello del Wavel il passo è breve: dal cortile rinascimentale si entra nel museo, composto da 5 aree ognuno delle quali necessita di un biglietto separato. Ci sono gli appartamenti reali privati che vantano la collezione di arazzi fiamminghi di Sigismondo II Augusto e la Cappella Jadwiga nota come "Zampa di gallina", le Camere di Stato al secondo piano (la Sala degli Ambasciatori, la Sala dei Senatori, la Sala dei Deputati), il Tesoro e l'Armeria della Corona, la mostra d'Arte Orientale e la mostra "Il Wavel Perduto".
 Le visite terminano alle 17 e noi non ce l'abbiamo fatta a vedere le ultime 2... Da vedere ci sono anche la Grotta del Drago e la Dama con l'Ermellino di Leonardo da Vinci che dal 2012 è stata spostata dal Museo Czartoryski per permetterne la ristrutturazione (noi l'avevamo già vista a Firenze nel corso di una mostra itinerante internazionale).

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Per vedere il Wavel abbiamo saltato il pranzo, ma i tempi in inverno sono purtroppo dettati anche dalle ore di luce! 
Usciti dalle mura ci dirigiamo verso la via Grodzka, contornata da splendidi edifici, e andiamo dritti fino alla Chiesa di San Francesco. Una sua cappella ospita il presepe probabilmente più bello di Cracovia, ma c'è dell'altro: qui Karol Woytila soleva pregare, sempre seduto sulla solita panca...  uscendo dalla chiesa e attraversando la strada si trova la sede del vescovado dove campeggia una foto-manifesto del Papa. Inoltre all'interno della chiesa sono presenti affreschi in stile liberty e le vetrate colorate di Stanislaw Wyspianski. Particolarmente suggestiva è la scena della creazione, Fiat Lux. La nostra guida Margherita ci ha suggerito come apprezzarla al meglio: entrate nella navata principale e andate avanti per qualche metro in modo che gli occhi si abituino al buio, dopo di che voltatevi e... 

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La serata prosegue passeggiando fino alle fortificazioni medievali e al Barbacane - il bastione circolare posto a protezione della Porta Florianska - e poi in giro per locali nel quartiere di Kazimierz.

3° GIORNO


Una giornata è necessario dedicarla ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau e alle miniere di sale di Wielickza. In breve, potete decidere di raggiungere Oswiecim (il nome polacco della cittadina, 70 km a ovest di Cracovia) in pullman, in treno dalla stazione centrale Krakow Glowny (link) o in taxi. La cosa più importante è che contattiate l'ufficio del turismo di Cracovia per informarvi se ci sono guide italiane disponibili. L'ingresso è gratuito ma da aprile a ottobre, a causa del grande afflusso di visitatori, è obbligatorio partecipare a una visita guidata (a pagamento).
Sono possibili visite standard di circa 3h:30'-4h e più lunghe (6-7h) che si differenziano dalle prime per l'accesso ad Auschwitz ad alcuni edifici (block) in più (in totale quelli visitabili in teoria sono 13 su 30 ma in pratica si entra in 4-5 di essi). 

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Birkenau è immenso e solo per arrivare alle rovine della camera a gas e dei crematori, distrutti dai nazisti, ci vogliono 10-15 minuti a piedi. I due campi di sterminio sono distanti l'uno dall'altro solo 3 km e una navetta vi porterà dall'uno all'altro. Per adesso non aggiungo altro, la visita è sconvolgente ma secondo me va fatta.

Nel pomeriggio siamo stati alle miniere di sale di Wielickza, a meno di 15 km da Cracovia. Un posto incredibile! Un dedalo di gallerie che conducono a grotte gigantesche, laghetti e cappelle interamente costruite in sale (tutto! Candelabri, altari, lampadari, bassorilievi, statue) che si spinge per decine di metri nel sottosuolo! La parte visitabile è solo una minima parte delle centinaia di chilometri scavate nel corso di 700 anni: si inizia scendendo per 378 gradini al livello 1 (circa 64 metri di profondità), poi si va giù ancora fino al livello II (-91 metri) che ospita tra l'altro la Cappella di Santa Cunegonda dove ogni domenica mattina viene officiata la messa, e infine al livello III (-135 metri). In tutto 2-3 ore di pura meraviglia.

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Se dopo una giornata così intensa e di emozioni contrastanti avete ancora un po' di energia in corpo potreste concedervi una passeggiata notturna nel parco del Wavel come abbiamo fatto noi. Romantica anche in inverno nonostante le temperature che sfiorano gli 0°gradi!

4° GIORNO


L'ultimo giorno lo abbiamo dedicato alla visita del quartiere ebraico di Kazimierz. Si può fare il giro in taxi elettrico ma con una mattina a disposizione si riesce tranquillamente a visitarlo anche entrando in qualche museo. La parte orientale è quella di cultura ebraica e qui troviamo la vecchia Sinagoga (il lunedi l'ingresso è gratuito), il museo ebraico della Galizia e la Sinagoga di Remuh, la più piccola ma anche l'unica ancora in funzione. Da vedere il cimitero annesso con le lapidi in stile rinascimentale risalenti anche al XVI secolo, sotterrate dagli ebrei per sottrarle alla distruzione dei nazisti e recuperate anni dopo durante i lavori di restauro. 

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Il quartiere di Casimiro non ospita solo la comunità ebraica, anzi, la parte occidentale è tradizionalmente cristiana e accoglie due tra le chiese più belle di Cracovia: il Corpus Domini e l'imponente Chiesa di Santa Caterina.

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C'è ancora il tempo per uno spuntino, così, prima di andar via abbiamo assaggiato anche la zapiekanka (simile a una grande bruschetta della forma di mezza baguette tagliata secondo la lunghezza) in vendita negli "sportelli" del chiosco centrale della caratteristica Plac Nowy (per la verità le zapiekanke erano due... una a testa, in due diversi mini-bar).

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Chi ha tempo si può spingere fino a Nowa Huta, al Tumulo di Kosciuszko o al Monastero camaldolese, noi lo faremo quando torneremo a Cracovia.

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