lunedì 20 gennaio 2014

Visitare Ravenna: a passeggio nella storia tra mosaici e siti Unesco

Ravenna Impressions: la città vista con gli occhi 
di Roberta Zennaro 
Ravenna
Non sono mai stata a Ravenna e questa prima visita mi incuriosisce: per i suoi otto siti UNESCO, per la sua storia ricca e articolata, per i gloriosi anni in cui fu capitale dell'Impero Romano d'Occidente, con il declino di Roma capitale e con la minaccia delle invasioni barbariche. Sarà la prima tappa di Adristorical lands, il tour che per una settimana metterà di fronte la sottoscritta e i bloggamici a una fitta sequenza di visite e a tanti spostamenti “sulle due sponde del mare Adriatico” tra Romagna, Marche e Bosnia. La curiosità è la prima molla che spinge un viaggiatore a mettersi in cammino: partiamo!

Ravenna suscita emozioni diverse, dirò qualcosa di scontato ma è la verità: è una città bellissima e vivibilissima; con la preziosa guida di Elena DeBenedictis la scoperta è ancor più piacevole. Arrivando in auto, trafelata come il mio solito, il parcheggio di Viale Serra è comodissimo, permette di lasciare l'auto fuori dal centro e arrivarci in pochi minuti a piedi. Le mura antiche e le porte che chiudono la città medievale aprono lo sguardo a un centro storico raccolto, sobrio, colorato, dove si può girare tranquillamente a piedi (è tutto vicino) o in bicicletta (è tutto in piano). 

Il tessuto economico poggia su un buon equilibrio tra le attività produttive tradizionali, soprattutto agricole, e una rete di servizi con cui la città è cresciuta negli ultimi anni. Elena ci spiega che è normale muoversi in bicicletta in città. Quando molti anni fa la giunta comunale chiuse il centro alle auto ci fu la prevedibile alzata di scudi dei commercianti, poi smentita dai fatti: gli affari non diminuirono e semplicemente ci si abituò ad utilizzare questi mezzi, sani ed ecologici, anche per fare shopping. Con buona pace dei maniaci delle auto. Elena ci introduce anche all'ottimo sistema, caso forse unico nell'Italia delle divisioni e dell'individualismo, della cooperativa di guide che da 30 anni gestisce i gruppi turistici in città. Un esempio virtuoso di come fare rete e lavorare insieme porti vantaggi sia agli operatori del settore, sia agli utenti di un prezioso servizio, invece di portarsi via a vicenda il lavoro.

Ravenna

Ravenna è anche a misura di famiglia, con molti spazi verdi ideali per portare fuori i bambini e i nostri amici animali: il Giardino della Rocca Brancaleone per esempio. Non manca l'acqua pubblica, questo per me diventa lo stimolo per bere tutta la settimana l'acqua delle fontanelle. Cercare una fontana è un gioco virtuoso che dovremmo fare tutti, invece di comprare acqua confezionata in bottiglie di plastica. E poi Ravenna ha tanti angoli carini, chiesette nascoste tra alti palazzi e piazze che si aprono tra le vie del centro. 

Ravenna

Vi sono persino degli edifici di epoca fascista, non dimentichiamo che Predappio, paese natale di Mussolini, si trova a poche decine di chilometri da qui. Piazza del Popolo, con le sue due colonne veneziane al centro, è circondata dal palazzo comunale e da palazzi antichi con portici. Qui, nel fulcro della vita civile in città, un formicaio di persone si stanno preparando per gli spettacoli serali che la affolleranno, a cui assisteremo assieme a tanti ravennati. Ma Ravenna è una città d'arte, nota per i suoi tesori che attirano studiosi e turisti da tutto il mondo, scoprirla significa andare a passeggio nella storia.


Ravenna centro
piazza del Popolo e Biblioteca classense
Il centro storico mostra un susseguirsi di pieni e vuoti, antichità e modernità caratteristici d una cittadina molto “vitale”. La Biblioteca classense è ospitata in un edificio antico con un bellissimo chiostro, che sembra fatto apposta per leggere all'ombra di alberi e portici, almeno d'estate. Al secondo piano, dove c'è anche l'aula magna, un susseguirsi di testi antichi e mappamondi ci mostra cos'era la biblioteca al tempo della sua costruzione, a partire dal 1512, quand'era un'abbazia camaldolese.

Il vicino TAMO è sede di un museo interessantissimo e forse unico, dedicato alla storia e alle moderne applicazioni dell'arte musiva, fiore all'occhiello di Ravenna. Uno, due, tre, quattro... in greco la parola quattro, tessera, indica i quattro lati di ogni unità del mosaico. L'acronimo TAMO significa Tutta l'Avventura del Mosaico, è davvero un'avventura perché il mosaico utilizza una sequenza di materiali stratificati tutto sommato semplici, non sempre preziosi, sui quali vengono depositate le tessere che producono un effetto straordinario. Alcune preziose rappresentazioni sono i mosaici conservati nei maggiori siti di Roma antica, come Piazza Armerina e Pompei solo per citarne un paio in Italia. Quando viaggio verso mete più lontane mi sorprendo ogni volta che posso ammirare questa specialissima forma d'arte che è il mosaico. Il bacino mediterraneo è ricco di testimonianze della civiltà romana, in tutti questi Paesi i reperti archeologici in generale, e i mosaici in particolare, sono esibiti con orgoglio.

Ravenna
Tamo
Dopo un ricco pranzo a buffet nel chiostro, nel primo pomeriggio la visita prosegue con il meglio della storia e dell'arte ravennati. Non avendo il tempo di spingerci fino al Mausoleo di Teodorico e Sant'Apollinare in Classe, che stanno fuori dal centro, ci concentriamo sul centro storico. Elena ci fa notare che Classe era la località dove sorgeva il porto, mentre ora il mare è a quasi 10 chilometri di distanza. Inoltre in anni recenti si sono scoperti ingenti giacimenti di gas metano in tutta la zona della pianura padana compresa tra il basso Veneto e la Romagna, la cui estrazione ha provocato in passato l'abbassamento del livello del terreno, fenomeno noto come subsidenza, con conseguenze a volte drammatiche sulla conformazione del suolo e sulla tenuta degli edifici. Ravenna capitale dell'Impero ha tre protagonisti: Odoacre, Teodorico e Giustiniano, le opere che ci hanno lasciato sono preziose testimonianze della loro storia.

Il Battistero degli Ortodossi (o Battistero neoniano), e il Battistero degli Ariani sono due antiche costruzioni di forma ottagonale, tutto sommato piccole, che hanno però una grande ricchezza di mosaici al loro interno. Oggi sono consacrate al rito ortodosso grazie al supporto della comunità rumena ravennate.

Ravenna tomba dante alighieri
tomba di Dante Alighieri
Venendo solo un po' verso i nostri giorni, un monumento particolare è la tomba di Dante, che trascorse a Ravenna gli ultimi anni di vita, ospite della nobile famiglia ravennate dei Da Polenta, e vi morì di malaria, il 13 settembre 1321. I fiorentini, dalla sua città natale, tornano qui ogni anno a metà settembre per chiedere la restituzione del sarcofago in cui il poeta riposa, finora non hanno avuto successo. Vedremo cosa succederà nel 2021, settimo centenario della sua morte. La fiaccola accesa nel mausoleo è alimentata con olio toscano.
Il teatro della città è dedicato proprio a Dante Alighieri, vi si tengono il Ravenna Festival e importanti rassegne di prosa e musica (la moglie del maestro Riccardo Muti è proprio di Ravenna).

I luoghi più emozionanti sono tuttavia i capolavori dell'arte bizantina, costruiti a partire dal quinto secolo: il complesso di San Vitale, il mausoleo di Galla Placidia, Sant'Apollinare Nuovo, somme testimonianze degli anni d'oro di Ravenna capitale, del diverso modo di credere, e di vivere la Cristianità, che da qui si è diffuso.


Ravenna
Basilica di San Vitale
A San Vitale la basilica paleocristiana è un enorme complesso con un interno (pavimento e pareti) fatto di mosaici ricchissimi e marmi preziosi che brillano di una luce straordinaria. Per prevenire i danni alla pavimentazione causati dai frequenti allagamenti, fu costruito nel 1300 un ingegnoso sistema di chiuse che garantiva il deflusso dell'acqua dall'interno della chiesa. Sono rappresentate diverse fasi della vita di Gesù, a partire dai suoi 20 anni, il periodo delle predicazioni, sino alla vecchiaia e alla morte.


Ravenna
Basilica di San Vitale | interni
A Sant'Apollinare Nuovo mi colpiscono la semplice facciata in mattoni e il campanile cilindrico, che non lasciano trasparire l'interno, con un pregiatissimo soffitto a cassettoni, colonne con capitelli riccamente decorati e ben tre zone mosaicate, che raccontano la vita di Gesù.


Ravenna
Sant'Apollinare Nuovo
Ravenna apollinare nuovo
Sant'Apollinare Nuovo | interni
Il mausoleo dedicato a Galla Placidia fu costruito sul modello della chiesa di Santa Sofia a Istanbul. Anzi, secondo il disegno di Giustiniano da Costantinopoli doveva proprio rappresentare la ricostruzione di Santa Sofia a Ravenna. Per nostra fortuna, il mausoleo è arrivato sino a noi quasi intatto, senza subire saccheggi né da parte dei barbari né dei musulmani.

Ravenna galla placidia
Mausoleo di Galla Placidia
Ravenna galla placidia
Mausoleo di Galla Placidia | interni
In cima al mausoleo, ma anche sopra la tomba di Dante, una pigna mostra la rigenerazione, come il sarcofago contiene delle spoglie e rappresenta la vita che continua e ritorna dopo la morte. Ecco perché visitare Ravenna significa andare a passeggio nella storia: nonostante il suo ricco passato, le testimonianze paleocristiane, bizantine, veneziane, oggi questa città e la sua gente (che è il suo migliore rappresentante e ambasciatore) trasmettono grande vitalità, bellezza e cura. E la fanno amare anche ai visitatori!

Testo e foto di Roberta Zennaro.

Ti potrebbero anche interessare:
Ti piace il blog? Seguilo su Facebook via Feed e su Twitter!

Posta un commento