giovedì 21 novembre 2013

Elba da scoprire: Rio nell'Elba, il paese dei minatori e dei mulini

rio elba minatori
"...il nostro minerale era molto buono, venivano anche i piroscafi inglesi a prenderlo: c'era qui a Rio persino il Consolato inglese. Eravamo la prima industria italiana, estraevamo un minerale con tenore di ferro molto alto." Queste due frasi, estrapolate da uno dei cartelli che il comune di Rio nell'Elba ha collocato sulle pareti di alcuni edifici, racchiudono in estrema sintesi la storia di questo agglomerato di case della parte orientale dell'isola d'Elba, un piccolo borgo appollaiato su un colle che non raggiunge i 200 metri di altezza.
Il mare sembra ancora più vicino di quel pugno di chilometri di lunghezza della tortuosa strada che conduce a Rio Marina e il suo nome richiama alla mente il torrente che fino al 1800 muoveva gli ingranaggi dei mulini idraulici, ma le sue stradine lastricate, di impianto medievale, fanno piuttosto assomigliare Rio nell'Elba a un paese d'alta montagna.

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Quello che adesso è un luogo tranquillo, per niente scalfito dalla frequentazione di qualche turista, è stato per lungo tempo un paese di minatori. Le prime tracce di una presenza umana risalgono al Paleolitico (utensili e altri reperti sono conservati nel museo archeologico di cui vi parlerò più avanti) e già nel 2° secolo a.C. le miniere riforniscono le navi di Scipione l'Africano di ferro elbano e nel 1° secolo d.C. Plinio il Vecchio parla di minatori che "cavano le montagne seguendo cunicoli aperti per lungo tratto a lume di lucerna" e "trasportano notte e giorno" le pietre.

Dopo periodi di alterna fortuna i giacimenti di ferro conoscono il momento di maggior sfruttamento agli inizi del Novecento con l'arrivo dell'industrializzazione: dalle miniere vengono estratti ogni anno circa 450.000 tonnellate di ferro che salgono a 1,4 milioni nel periodo della prima guerra mondiale e fanno diventare quella elbana la prima industria siderurgica italiana con oltre 1300 operai!

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Lavoratori che ad esempio abitano a Rio Alto e ogni mattina all'alba devono farsi a piedi 8 km per andare a Rio Albano con il rischio di aver faticato per niente se inizia a piovere... con la pioggia il lavoro viene interrotto e le lire dello stipendio non entrano in tasca.

Passeggiando per le strade del paesino per un attimo cerco di immaginarmi come potesse essere questa vita, scandita per cinque volte al giorno dal suono della sirena che dettava la sveglia, l'inizio e la fine del lavoro e della pausa pranzo (=il convio). Non a caso si usa l'espressione "vai in miniera!" per invitare qualcuno a provare cosa sia il duro lavoro.

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Accompagnati da Marino del Genio del Bosco e da una guida locale, visitiamo il piccolo teatro Garibaldi in via Zambelli, dove vanno in scena spettacoli di qualità, non solo strettamente di ambito classico

rio elba

e poi ci dirigiamo verso la Casa del Parco "Franco Franchini" (aperta da aprile a novembre da giovedi a domenica) a due passi dal centro storico rappresentato dalla chiesa di San Giacomo Apostolo e dalla piazza del Popolo. 

rio elba

Il centro visita è un punto di accoglienza per i turisti con depliants, materiale informativo, schermi che proiettano filmati esplicativi ed al centro una piccola teca che mostra i minerali presenti sull'isola. Prima di entrare la nostra attenzione è rapita da una fontana a cinque bocche: è la testimonianza dell'abbondanza d'acqua di cui ha sempre goduto Rio dell'Elba. Una ricchezza che spinse i riesi a costruire una moltitudine di invasi che alimentavano ben 22 mulini!

L'attenzione rivolta a questa preziosa risorsa del territorio si traduce negli Statuta Rivi, gli Statuti di Rio del 1571, conservati nell'archivio comunale, che stabiliva che "non sia persona alcuna che ardisca gettare bruttezza di qual si vogli sorta in tutto quel patio che tiene la fonte". Non so a voi, ma questa solennità di linguaggio a me trasmette un naturale senso di protezione e rispetto verso l'ambiente che penso servirebbe anche nella nostra società, troppo spesso incurante degli sperperi.

rio elba

A pochi metri dalla Casa del Parco troviamo il Lavatoio pubblico di Rio nell'Elba, una struttura al coperto di nuovo visitabile al pubblico dopo la recente ristrutturazione. La vasca che raccoglie l'acqua della sorgente dei canali è collocata al centro, sotto un bellissimo soffitto a capriate, e agli inizi del secolo scorso veniva utilizzata per lavarsi anche dai lavoratori che tornavano dalla miniera al termine della giornata.

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L'ultima tappa non poteva che essere il Museo Archeologico del Distretto Minerario di Rio nell'Elba in via delle cantine. Non prima di aver ammirato dal terrazzo del Barcolaio, sopra l'edificio che ospita il museo, il magnifico panorama di Rio Marina con il mare sullo sfondo.

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Il museo si sviluppa su due piani e all'interno di teche e alte vetrine a torre contiene reperti risalenti a 3000 anni a.C. ritrovati nella grotta di San Giuseppe a Rio nell'Elba, corredi funerari etruschi, armi in osso di animale e una bella collezione di minerali che i riesi hanno generosamente donato per essere esposti. 
Potete visitarlo da aprile a settembre ed anche negli altri mesi dell'anno ma solo su prenotazione e per gruppi di persone (prezzo d'ingresso 5 € intero e 3 € ridotto). Per informazioni sugli orari di apertura potete scrivere a inforioelba@tiscali.it oppure telefonare allo 0565.943428/943459.

rio elba
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Alla fine della visita siamo andati ad un pranzo a buffet in un locale storico di Rio dell'Elba, il ristorante bar Da Cipolla, nella centralissima piazza del Popolo. Le nuvole che avevano coperto il cielo per tutta la mattina lasciando cadere anche qualche goccia, si sono rapidamente volatilizzate ed è comparso un bel sole che ci avrebbe accompagnato nel giro al Parco Minerario di Rio Marina (tema di un post futuro).

rio elba

Per la cronaca abbiamo mangiato un assaggio di tonnina alle verdure (ventresca di palamita), stoccafisso alla riese (ottimo!), acciughe in bianco, baccalà all'arancia (un abbinamento che mi ha stupito positivamente), gurguglione, risotto al finocchio (non esattamente tra i miei sapori preferiti) e come dolce la schiaccia briaca (era la prima volta che la mangiavo, buonissima). Il posto è piccolino ma carino e quando il tempo lo consente è possibile pranzare sui tavolini all'esterno, intorno alla fontana.

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