giovedì 13 febbraio 2014

Quando il Selfie aiuta l'arte: cade il divieto di fotografare nei musei?

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foto di Lotus Carroll su Flickr
So di andare controcorrente, ma il "selfie", l'autoritratto eseguito con una fotocamera digitale o più spesso con lo smartphone o il tablet, mi ha sinceramente stufato. Non si parla d'altro da oltre un anno e invece di avere un calo di notorietà come accade con tutte le mode, ci sono sempre più adepti (*), ipnotizzati dai consigli di questa o quella starlette su Instagram o emuli di Obama. Proprio ieri però ho letto una notizia sul quotidiano La Repubblica che lungi dal farmelo rivalutare, me lo ha fatto sentire meno antipatico.

Il merito di questo mezzo miracolo è l'articolo "L'Accademia chiede il via libera alle foto con gli smartphone nei musei" di Gaia Rau, in cui si parla della sperimentazione adottata per una decina di giorni nel periodo natalizio dalla Galleria dell'Accademia, non esattamente l'ultimo arrivato ma il secondo più visitato di Firenze e il terzo d'Italia.

Per la prima volta i turisti hanno potuto scattare delle fotografie al David di Michelangelo o alle opere di grandi maestri conservate nel museo (Botticelli, Perugino, Filippino Lippi, Paolo Uccello, solo per fare qualche nome) .

Un cartello all'ingresso avvisava il pubblico che il divieto di fotografare era temporaneamente rimosso a patto di seguire queste tre semplici regole:
  • utilizzo personale degli scatti
  • no flash
  • cautela nell'avvicinarsi alle opere
Ovviamente non sono mancati i Selfie insieme al David, ma se questo deve essere il prezzo da pagare per poter finalmente superare l'assurda normativa stabilita dalla legge Ronchey nel 1993 (e ribadita da una circolare del 2000, della serie "errare è umano, perseverare è diabolico") allora posso, forse, sopportare in futuro anche un brillante sorriso o una posa da vamp davanti alla Nascita di Venere.

Che questo sia il primo passo, determinante, per abolire una legge italiana che tra l'altro va contro la normativa europea ("all'estero quasi ovunque, anche al Lourdes per esempio, è possibile fotografare le opere con mezzi non professionali" dice il direttore dell'Accademia Angelo Tartuferi) e non rappresenti solo una speranza, lo si evince dalla relazione inviata dalla Soprintendenza fiorentina all'ufficio legislativo  del Ministero dei Beni Culturali con tanto di richiesta di modifica della normativa in vigore.

La tecnologia che finalmente supera i rigidi paletti di una legge vetusta, ormai chiaramente superata dalla realtà?
Speriamo. O meglio, staremo a vedere. Nel frattempo chissà che la moda del Selfie non lasci il posto a qualche altro più interessante passatempo...

Link all'articolo:
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2014/02/11/news/una_foto_ricordo_accanto_al_david_all_accademia_la_sperimentazione-78295048/

(*) vorrei dire pecoroni ma ci sono anche alcuni miei amici che si dilettano in questa arte e non voglio andarci giù pesante. Comunque sappiate che vi voglio bene lo stesso!
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